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GIU' LE MANI DAL TG3 - DIFFONDI QUESTA NOTIZIA

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, maggio 17, 2008


GiĂą le mani dal TG3



Giù le mani dal Tg3
 
 
 
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha votato all’unanimità il piano di redistribuzione degli spazi informativi sulle tre reti. Il Tg3 viene pesantemente penalizzato: l’edizione delle 23 e Primo Piano, lo storico programma di approfondimento della testata, vengono fatti fuori senza pietà. Al posto loro si dovrebbe dare spazio all’intrattenimento di Serena Dandini.
 
La redazione dichiara guerra. E per fare in modo che il comunicato sindacale non venga quasi sentito dai telespettatori, stretto tra le notizie in breve e i saluti di fine tg, ha scelto una forma innovativa: il video-comunicato. Un filmato di pochi minuti in cui si ripercorrono i volti che hanno accompagnato chi prima di andare a letto vuole sentire la voce del Tg3 sui fatti del mondo.
 
Nel giro di poco più di due settimane si è aperto il caso Santoro, reo di aver dedicato troppo spazio a Beppe Grillo, il caso Fazio-Travaglio, le teste tagliate al Tg3.
 
«Da ottobre Tg3 e Primo Piano che da 10 anni occupano la seconda serata di Raitre – denuncia il comitato di redazione – saranno spostati a notte fonda». Chiedono «il congelamento del progetto», ma la decisione sembra essere bipartisan, visto che il Cda Rai l’ha votata all’unanimità. «Chiediamo – dicono ancora dal Cdr – di ridiscutere tutti gli spazi informativi della nostra testata, come chiede anche il nostro direttore. Non siamo disposti ad abbandonare i cittadini del servizio pubblico che da sempre ci chiedono nuovi spazi per raccontare i fatti e i misfatti di questo paese. Anche questa è democrazia. Non siamo assolutamente disposti – concludono – a delegare a nessuno il nostro diritto dovere di fare informazione».
 
Il comunicato si chiude con un «Dateci una mano a difendere il Tg3». Se non ci saranno novità – avevano annunciato i giornalisti già nei giorni scorsi – sono in cantiere tre giorni di sciopero.

Valter Veltroni: "Vedo che qualche esponente politico insiste, per evidenti manie di protagonismo, a coinvolgere il Pd e il suo segretario nella polemica relativa all'annunciata scelta aziendale della Rai che dovrebbe penalizzare gli spazi informativi del Tg3 in seconda serata. Non so di cosa stiamo parlando. Nessuno mi ha mai detto nulla prima, come è giusto e normale che sia. Ho appreso di questa decisione ieri leggendo i giornali scoprendo di aver avuto un ruolo nella vicenda. Tutto questo è paradossale e grottesco." Ed ancora, in tono piccato: "Non va a merito né dei quotidiani che hanno pubblicato il mio nome né dei politici che l'hanno strumentalizzato. Se poi mi si chiede un parere, voglio dire che considero sbagliata la decisione di ridimensionare uno spazio informativo prezioso che in questi anni ha contribuito ad offrire ai cittadini un' informazione equilibrata e corretta. Ho grande stima del direttore Di Bella e della sua redazione. E mi auguro che questo patrimonio di professionalità possa sempre di più essere valorizzato".

In una nota di viale Mazzini si legge: "Non esiste alcun progetto di cancellazione di Primo Piano e da ottobre anzi è previsto un raddoppio dello spazio informativo notturno del Tg3 da circa mezz'ora a 60 minuti.
Nell'ambito del rinnovamento dei palinsesti è previsto anche che questo spazio abbia un'ora di partenza certa (le 24.00) a fronte, oggi, di un orario variabile per l'inizio di Primo Piano collocabile tra le 23.15 e le 23.40 circa. E attualmente sempre in sovrapposizione con le edizioni di mezza sera del Tg1 e del Tg2 che ne penalizzano anche gli ascolti". Si legge ancora che si tratta di "una variazione che si colloca in un progetto complessivo di ampliamento e razionalizzazione della collocazione di tutta l'offerta informativa Rai".


GIU' LE MANI DAL TG3



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:14 | appelli, giornalismo, speciali, primo piano, censura, prima pagina, libertĂ , solidarietĂ , ultime notizie, tv , allarmi, societĂ  e politica, tg , notizieflash, libertĂ  di informazione, last news, copia e diffondi | clicca per commentare commenti (12)



Bertinotti alla Fiera del Libro di Torino

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, aprile 30, 2008



Bertinotti alla Fiera del Libro di Torino

non è ospite gradito


di Giuseppe Iannozzi



C'è bagarre intorno alla Fiera del Libro di Torino che riceverà il suo battesimo l'8 Maggio 2008.
Le discussioni, ahinoi, sono iniziate già da qualche mese, da quando si è saputo che Israele sarebbe stato l'ospite d'onore. A molti l'idea di Israele alla Fiera del Libro in qualità di ospite d'onore non è andata proprio giù. Soprattutto la sinistra più radicale (sarebbe il caso di dire fanatica) ha da subito osteggiato la Fiera invitando al boicottaggio, sparando senza mezzi termini contro Ernesto Ferrero e la Fiera di quest'anno. Molti intellettuali risentiti hanno deciso di non prender parte alla Fiera, una forma di protesta contro Israele, che però - è bene sottolinearlo - appare più che altro come una autocastrazione.

Gli attivisti del Forum Palestina non vanno tanto per il sottile e invitano caldamente Fausto Bertinotti a non partecipare alla Fiera del Libro di Torino: “E’ una inaccettabile provocazione. Almeno questa potrebbe risparmiarla ad un popolo della sinistra che ha contribuito a dissolvere”. A scatenare il putiferio è stata una intervista allo scrittore e psicanalista Massimo Fagioli sulle pagine de Il Riformista, in cui rivela che starebbe preparando un grande rientro pubblico per Fausto Bertinotti proprio alla Fiera del Libro di Torino per il prossimo 10 maggio. E' in effetti un azzardo scevro di buon gusto, ma non per le ragioni portate avanti dalla sinistra più radicale: è un sacrosanto diritto di Bertinotti, come per qualsiasi libero cittadino, visitare la Fiera. Tuttavia andarci in veste di politico, il cui scopo precipuo è quello di rilanciare la propria immagine, è un'idea a dir poco infausta. Strumentalizzare la cultura a fini politici, questo è il serio e unico problema. Fausto Bertinotti, sino ad ora, non ha mostrato segno alcuno di cedimento: intende infatti partecipare alla Fiera per politicizzarla e far scaldare così gli animi più intransigenti con gli occhi foderati di prosciutto. 

In ogni caso, l’edizione di quest’anno della Fiera del Libro di Torino è dedicata a Israele: solo per questo si è trovata al centro di numerosi appelli che chiedevano la revoca di questa decisione. Una feroce campagna di boicottaggio è già in atto da tempo, scrittori palestinesi, arabi e in parte (anche) israeliani, vorrebbe che Israele non ci fosse a Torino; a detta del Forum Palestina, la celebrazione dello stato d'Israele contribuisce attivamente al “politicidio della identità, della cultura e dei diritti del popolo palestinese”. A rendere il clima più infuocato c’è la coincidenza con il fatto che proprio sabato 10 maggio a Torino ci sarà una manifestazione nazionale convocata dalle reti e dai comitati di solidarietà con il popolo palestinese, impegnati da molte settimane in quella che Forum Palestina definisce “una campagna di informazione e denuncia sulla insostenibile situazione della popolazione palestinese a sessanta anni dalla nascita di Israele (e della negazione della nascita di uno stato per i palestinesi) e contro l’inopportunità di dedicare proprio in questa occasione la Fiera del Libro di Torino a Israele. Fausto Bertinotti potrebbe e dovrebbe scegliere un luogo diverso per il suo grande rientro in pubblico”. Sul fatto che Fausto Bertinotti abbia scelto luogo e occasione sbagliati non ci piove. E' sbagliato invece invitare al boicottaggio della Cultura. Boicottare oggi la cultura, tentare simili inviti e accoglierli significa solamente piombarsi a capofitto in un medioevo oscurantista di ottusa violenza intellettualoide. Forum Palestina giustifica così il suo invito a non partecipare alla Fiera: “Partecipare alla Fiera del Libro dedicata a uno stato che si regge sull’occupazione militare e coloniale e sull’apartheid proprio mentre nelle strade di Torino sfileranno i palestinesi e il popolo della sinistra che ne sostiene i legittimi diritti e la resistenza, non può che apparire che come una inaccettabile provocazione”. Che Bertinotti si troverebbe molto più a suo agio a casetta sua, davanti alla tivù a vedere una partita (foss'anche in vhs) o a rileggere il Capitale di Marx, non c'è dubbio alcuno; ma come si è già detto, Bertinotti non intende affatto mollare la presa: il suo personalissimo interesse è tutto proiettato al rilancio del politico Bertinotti. Ma c'è già chi scommette che con questa infausta mossa non farà altro che finire di seppellirsi con le sue stesse mani.

A questo punto, a pochi giorni dall'apertura al pubblico della Fiera, non c'è che da augurarsi che ci sia un fausto e più che mai veloce requiem in onore di Bertinotti, e che la Fiera possa arrivare felicemente, senza incidenti, alla fine. Noi tutti si prega che alla fine sia la Cultura a prevalere sugli interessi dei politicanti di mestiere, sugli intellettualoidi sinistrorsi, sull'intolleranza e, non da ultimo, sulla strumentalizzazione di questo che è un evento culturale e non altro.

1 maggio 2008, Bertinotti contestato a Torino: Fausto Bertinotti è stato contestato durante la mattina del 1mo Maggio a Torino dagli attivisti di alcuni centri sociali. E' accaduto prima che iniziasse la manifestazione del Primo Maggio in piazza Vittorio, dove c'era il concentramento del corteo. Quando l'ex presidente della Camera si è avvicinato agli striscioni e alle bandiere di Rifondazione Comunista, un gruppo di giovani dei centri sociali lo hanno praticamente fatto allontanare contestandogli la politica del governo di centro sinistra e la sua partecipazione alla Fiera del Libro di Torino.

Bertinotti è stato costretto ad allontanarsi in tutta fretta dalle fila di Rifondazione Comunista. Bertinotti è comunque atteso per uno degli incontri dedicati dalla Fiera del Libro alle "parole" della Costituzione: a lui spetterebbe il dibattito sull' articolo 1 e sulla parola "lavoro".

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:35 | cultura, politica, polemiche, comunismo, cronaca, di voce e di rabbia, prima pagina, attualitĂ , libertĂ , cospirazioni, ultime notizie, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo, last news, editoriale di g iannozzi, la battaglia di maratona | clicca per commentare commenti (8)



Veronesi attacato dalla teodem Binetti e dai cattolici

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 24, 2008





Veronesi attaccato dai cattolici

La teodem Binetti non risparmia di censurare
in tempo zero la candidatura dell’inclito oncologo

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La candidatura dell’inclito oncologo Umberto Veronesi in qualità di capolista in Lombardia, dopo l’avvenuto accordo tra il Pd e i Radicali, ha subito sollevato un mare di polemiche, perlopiù ingiustificate ma soprattutto di chiaro stampo censorio. Ovviamente chi se non i cattolici potevano gridare “allo scandalo”?
Paola Binetti, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”. La risposta della Binetti è arrivata subito dopo che è stato siglato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito Democratico di candidati radicali. A dare l’annuncio che sarà Umberto Veronesi capolista in Lombardia è stato il segretario Walter Veltroni.
E su Il Giornale, la teodem Binetti spara duro, senza mezzi termini, arrivando al punto di definire  Veronesi “una medaglia con due facce”: “Mi preoccupa moltissimo. Il professor Veronesi è una medaglia con due facce. La prima, la più importante, è l’immagine del grande oncologo, quello che ha posto un’attenzione nuova al tumore alla mammella, il testimonial della lotta contro il cancro in grado di attrarre ingenti risorse in virtù della sua credibilità. In campo scientifico, e lo dico da medico, infonde fiducia e autorevolezza […] Lui è stato uno dei più strenui e autorevoli oppositori nella campagna referendaria sulla legge 40, ha scritto un libro che lascia emergere la sua posizione a favore dell’eutanasia”. La teodem Binetti si dice anche sicura di ottenere/avere tutto il solidale appoggio dei cattolici: “Queste candidature, dai radicali a Veronesi, stanno ottenendo un effetto strepitoso: tutte le componenti cattoliche, davanti alla possibilità che i nostri valori corrano un rischio, si stanno stringendo, e cresce la partecipazione. […] La mia è una sfida. Io contesto che i cattolici possano stare solo a destra o al centro. Perché a sinistra dobbiamo essere sempre sotto scacco? Voglio dimostrare che i cattolici possono stare anche a sinistra, senza rinunciare a una virgola dei propri valori”.
 
La possibilità che l’oncologo Umberto Veronesi ricopra il posto di ministro della Salute allarma non poco i cattolici, così tanto che la censura arriva in tempo zero: “L’ipotesi di Veronesi ministro non la prendo neanche in considerazione”.
 
“Dopo questa intesa non possiamo non essere perplessi ed amareggiati. Anche perché a questo punto che fine farà l’equilibrio raggiunto tra le componenti del Pd nel manifesto dei valori e nel programma?” Ed ancora: “I cattolici del nostro partito, che sono tanti, dovranno fare quadrato per difendere i loro valori stando sempre all'interno del Pd”. Dalle colonne de Il Giornale la teodem Binetti non si vergogna di lanciare un vero e proprio anatema: “Chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma”.
 
A farle eco il collega teodem Luigi Bobba, che grida un forte “no” alla candidatura del ginecologo esponente radicale Silvio Viale: “Chi sottoscrive un programma, chi si candida nel Pd, non può alzare altre bandiere, non può appartenere ad altri partiti. Né può violare deliberatamente, come è nel caso del dottor Silvio Viale, la legge. La sua candidatura è semplicemente improponibile, altrimenti il codice etico del Pd, da poco approvato, apparirebbe come carta straccia”. E non ancora contento: “I cattolici nel Pd non sono né ospiti mal sopportati né componente marginale: sono una realtà decisiva per costruire un grande partito nazionale, un partito del Paese, un partito capace di rigenerare la democrazia”.
Anche Padre Bartolomeo Sorge, direttore di Aggiornamenti sociali, non manca d’intervenire lanciando ben poco divini strali: “Una cosa è che culture diverse si uniscano e trovino ciò che le unisce, altra cosa è imbarcare culture diverse che non condividono chiaramente i principi degli altri, solo perché si rischia di non avere il quorum. E questo mi sembra il caso dei Radicali, dei quali conosciamo bene la cultura politica e non vedo come si possa conciliare con la cultura del Pd”. E non poteva mancare il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli: “L’accordo fra Pd e Radicali, oltre che la candidatura di Veronesi, scienziato favorevole all’eutanasia, determina nel Pd un ulteriore snaturamento e ridimensionamento dei valori cattolici”.
 
Anche su Avvenire, quotidiano di proprietà dei vescovi italiani, c’è un forte attacco censorio contro la candidatura di Umberto Veronesi. A firmarlo è Francesco D’Agostino che scrive: “E’ impossibile ignorare quale sia l’antropologia di Umberto Veronesi. E’ impossibile ignorare la visione libertaria (e non liberale, come viene spesso arbitrariamente presentata) di chi ha sempre militato nel Partito Radicale”.
 
Per l’ennesima volta il paese, l’Italia, vede in prima fila i cattolici pronti a censurare chiunque non sia allineato con le loro posizioni etiche a dir poco di chiaro stampo medioevale.
Ma noi si vuole sperare che quest’Italia democratica saprà scegliere il meglio per la qualità della vita, per una vita dignitosa non legata alla pericolosissima esaltazione della religione cattolica e del dolore.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:49 | riflessioni, polemiche, religione, controinformazione, giornalismo, salute, medicina, diritti umani, censura, prima pagina, democrazia, benessere, libertĂ , societĂ , cattolicesimo, allarmi, per un mondo migliore, societĂ  e politica, notizieflash, last news, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (11)



Nel nome della letteratura - Israele alla Fiera del Libro di Torino 2008

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, febbraio 06, 2008





Nel nome della letteratura


Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008




Con questa firma esprimiamo una solidarietà senza riserve nei confronti degli organizzatori della Fiera del libro di Torino, nel momento in cui questo evento di prima grandezza della vita letteraria nazionale viene attaccato per aver scelto Israele come paese ospite dell’edizione 2008.
L’appello a cui aderiamo s’intende apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine. Non intende affatto definire uno schieramento, se non alla luce di poche idee semplici e profondamente vissute.
In particolare, l’idea che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale amministrazione israeliana, possono tranquillamente, diremmo perfino banalmente!, coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo.

Raul Montanari


Per aderire nei commenti su:



  • Loredana Lipperini (Lipperatura)


  • Nazione Indiana


  • l'adesione è stata accolta anche da
    Il primo amore.

    by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:35 | letteratura, appelli, iniziative, blogosfera, notizie dalla rete, libertĂ , solidarietĂ , fratellanza | clicca per commentare



    Anna Ciriani alias Madameweb non potrĂ  tornare ad insegnare

    written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, dicembre 22, 2007


    Anna Ciriani alias Madameweb


    Anna Ciriani alias Madameweb

    non potrà tornare ad insegnare

    L’ha deciso il giudice del lavoro Maria Paola Costa
     

     
    di Giuseppe Iannozzi
     
     

     
    Per via di un banale filmato hard su YouTube, Anna Ciriani era stata sospesa dall’insegnamento alle scuole serali per adulti.  
     
    Il giudice del lavoro di Pordenone, Maria Paola Costa, ha respinto il ricorso della professoressa Anna Ciriani, conosciuta in rete come Madameweb e pornoprof.
     
    Anna Ciriani (Madameweb) era stata sospesa dall’insegnamento dopo la bufera sulla sua partecipazione al festival del porno a Berlino e per i filmati hard che circolano in Rete.
    La professoressa aveva chiesto, molto semplicemente, di essere reintegrata nel suo ruolo. Tuttavia il magistrato le ha dato torto. Il provvedimento di sospensione dalle attività scolastiche era stato stabilito a novembre dal direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta. Secondo il giudice del Tribunale di Pordenone il provvedimento comminato alla professoressa ha seguito procedure corrette e inoppugnabili.
     
    Anna Ciriani, costretta a difendersi, spiega che le sue priorità “sono la famiglia e il lavoro”; parla anche di “esperienze lecite condivise con mio marito, che sono sempre rimaste al di fuori della sfera professionale”, precisando di non aver “mai inserito o pubblicato niente in internet” perché non ha sufficiente competenza del mezzo. “Volevo che tutto ciò rimanesse nella sfera privata, ma sono finita nel tritacarne dei media e dei giornalisti”: così Madameweb. “Si sono scritte tante falsità sul mio conto, ma io sono una donna semplice, voglio tornare in cattedra”.
     
    Anna Ciriani è stata denunciata per il suo comportamento che è stato giudicato incompatibile con il ruolo di docente. La denuncia è venuta da un gruppo di genitori degli alunni della scuola media di Pordenone, dove la donna insegnava prima del trasferimento alle serali di San Vito al Tagliamento.  Le lamentele portate accanitamente avanti dal gruppuscolo di genitori hanno fatto soprattutto leva sulla seconda vita della professoressa, che in orario notturno mostrava il suo corpo senza veli.
     
    Dopo lo spettacolo in un porno show alla Fiera dell’Eros di Berlino, esibizione finita poi su YouTube, il direttore regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta, aveva sospeso l’insegnante.
    Oggi il giudice del lavoro Maria Paola Costa dà torto ad Anna Ciriani.

    by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 23:21 | segnalazioni, politica, riflessioni, polemiche, personaggi famosi, lavoro, web , cronaca, sesso, blogosfera, di voce e di rabbia, nudo, censura, prima pagina, attualitĂ , vergogna, libertĂ , societĂ , blogger, solidarietĂ , curiositĂ , ingiustizia, nuditĂ , ultime notizie, luci rosse, scandali, vm 18, cronaca vera, videonotizie, notizieflash, via del campo, last news, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (3)



    Anna Politkovskaja “Woman of the Year”

    written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, dicembre 21, 2007





    Anna Politkovskaja


    “Woman of the Year”



    Fonte: beppegrillo.it





    Nota Bene: Anch'io premio Anna Politkovskaja. Anna Politkovskaja "Woman of the Year" per i più che sacrosanti motivi espressi da Beppe Grillo sul suo blog. E aggiungo: se il mondo avesse più persone di coraggio e di  grande valore morale e politico, persone come Anna Politkovskaja, allora (forse) questo mondo sarebbe un po' più vivibile.

    Vi invito anche a leggere "Putin uomo dell'anno, lo dice il Time", articolo a mia firma già apparso sulle pagine di questo blog, qui. [g.i.]


    Putin è stato eletto “Person of the Year” dal Time. Molti sono perplessi, ma non sanno che al secondo e al terzo posto si sono classificati lo Yeti e l’incredibile Hulk. Non c’era scelta e ha vinto a mani basse l’ex tenente colonnello del KGB. Esiste del resto un precedente. Nel 1939 il Time premiò Stalin, alleato dei nazisti. L’ex seminarista che aveva occupato la Polonia per liberarla dai reazionari ufficiali polacchi con un proiettile nella nuca nelle fosse di Katyn. L'anno prima il Time aveva indicato Adolf Hitler come uomo dell'anno...
    Se il Time propone Putin, questo blog premia come “Woman of the Year Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nell’ottobre del 2006 .
    Riporto il suo giudizio su Putin dal libro “La Russia di Putin” di Adelphi.

    “Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione …
    Breznev è stato pessimo, Andropov sanguinario sotto una patina di democrazia, Cernienko un idiota. Gorbaciov non piaceva. Eltsin ogni tanto ci costringeva a farci il segno della croce per timore delle conseguenze delle sue decisioni. Colui che è stato una loro guardia del corpo, assegnato allo scaglione 25 con il compito di starsene impalato nel cordone di sicurezza quando il corteo di VIP sfrecciava oltre, proprio lui, Putin, incederà sul tappeto rosso della sala del Cremino. Da padrone. Tra lo scintillio degli ori degli zar appena tirati a lucido, mentre la servitù sorriderà sottomessa e i suoi sodali – tutti ex pesci piccoli del KGB assurti a ruolo di grande importanza – gonfieranno il petto …
    Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di “dibattito politico”: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno o un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha insegnato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato … Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango era costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d’essere d'accordo con me.” Anna Politkovskaja

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