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Maxim: The Most Beautiful Girls in the World

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, giugno 25, 2008





The Most Beautiful Girls in the World


Queste ragazze non sono delle semplici bellezze. Troppo semplice. Sono delle fighe da infarto. E in un'estate così tanto calda, solo delle dèe come queste possono portare il paradiso nel cuore di un vero maschio. Sono le bellezze di Maxim.com, sito che vi invito caldamente a visitare, con tutta calma, prendendovi pure tutto il tempo di cui avete bisogno: troverete infatti tantissime bellezze mozzafiato, mai volgari. Un sito che ogni vero maschiaccio dovrebbe avere tra i suoi bookmarks.

Godetevele, perché parafrasando Franco Califano, tutto il resto è noia, e le donne sono la vera e unica bellezza che nel mondo c'è.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:33 | donne, personaggi famosi, spettacoli, foto, eros, fotografia, primo piano, sexy, notizie dalla rete, erotico, women, femminilità, girls, veline, bellezza femminile, showgirls | clicca per commentare commenti (21)



Mara Venuto, all' interno di

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -



Mara Venuto su Radio Popolare Salento

Mara Venuto

Finalmente disponibile in Rete l'intervista a Mara Venuto, all'interno
di "Grafite" su
Radio Popolare Salento.

La giovane autrice presenta con la sua viva voce il suo romanzo
"Leggimi nei pensieri" 
(puoi acquistare la tua copia anche su IBS).

Non c'è un solo rigo da leggere. C'è solo da ascoltare con attenzione,
si tratta difatti d'un'intervista radiofonica.


Per ascoltare l'intervista è sufficiente cliccare sul microfono  

o in alternativa sul link

http://www.radiopopolaresalento.it/?p=374


Dalle prime battute

Leggi anche l'intervista a Mara Venuto
a cura di Giuseppe Iannozzi su Dalle prime battute
.


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:10 | segnalazioni, cultura, libri, letteratura, interviste, rassegna stampa, notizie dalla rete, novità in libreria | clicca per commentare commenti (11)



Taneski, il cronista killer... Gus, il cane più brutto e altre amenità horror

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, giugno 22, 2008





Taneski, il cronista killer

Gus, il cane più brutto

e altre amenità horror
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Vi spiego ora perché, apparentemente, i thriller e i noir oggi vanno tanto di moda, incontrando in alcuni casi un buon successo criminale… pardon! … intendevo un buon successo fatale… per la miseria! … un certo successo commerciale.
 
Quella che in breve vi sto per raccontare sembrerebbe la trama di tanti abusati thriller, di quelli che si scrivevano negli anni ‘30 e ‘40. Per farla breve, un giornalista specializzato in cronaca nera, per scrivere i suoi pezzi, prima si faceva le vittime con le proprie mani riducendole in tanti brani tutti ben tagliati, e poi buttava i loro pezzi nella spazzatura, insieme agli altri sacchi della spazzatura. Vlado Taneski, questo il nome del giornalista, era un vero e proprio artista del coltello, un autentico macellaio, che avrebbe continuato imperterrito a scrivere se non fosse stato arrestato dalla polizia macedone. I suoi pezzi erano a dir poco chirurgici tanto erano precisi e ricchi di dettagli. Forse proprio questo dettaglio, non insignificante, ha messo in allerta gli inquirenti, che l’hanno beccato e ammanettato.   
Vlado Taneski, 56 anni, giornalista del «Nova Makedonija», la più antica testata del Paese, e di un altro giornale di Skopje, è stato arrestato dalla polizia macedone con l’accusa di aver rapito e stuprato almeno tre anziane nella cittadina sud-occidentale di Kicevo. Gli esami del DNA non hanno lasciato spazi a dubbi. Le vittime di Taneski subivano prima una lunga violenza, dopodiché, senza tanti giri di parole, venivano uccise, quindi fatte a pezzi e ben chiuse in sacchi di plastica che venivano infine gettati in luoghi diversi. Lo ha riferito il portavoce della polizia, Ivo Kotevski. Tutti gli omicidi sarebbero stati portati a termine tra il 2003 e il 2008. A quanto pare Taneski sceglieva le vittime, tutte ultrasettantenni, in base alla somiglianza con la madre, con la quale aveva una relazione ambigua o tormentata… difficile dire in simili casi. Il giornalista assassino è stato subito bollato «mostro di Kicevo».
Per il momento Taneski non scriverà più alcun pezzo di nera. Non è da escludere a priori che in prigione avrà modo e tempo di scrivere dei thriller, basandosi sulla sua lunga e provata personale esperienza di giornalista di sangue
 
In California, a Petaluma, invece Gus, un Chinese Crested Dog (cane nudo cinese), con tanto di pedigree, si è aggiudicato il primo premio: è lui il cane più brutto del mondo. La 20esima edizione del concorso per il cane più brutto è stata vinta da Gus, che ha un solo occhio e tre gambe. La padrona esulta felice come una pasqua mentre abbraccia il suo Gus e il mastodontico trofeo.
 
In rete continuano le ruberie, quando non sono delle vere e proprie forme di sciacallaggio. Il blog, da poco battezzato su piattaforma LA7, sotto la responsabilità e la gestione di Giuseppe Genna - forse ex thrillerista pentito, in quanto oggi scrive perlopiù mainstream che bene si alloggia nel concetto di New Italian Epic inventato dal collettivo Wu Ming -, può già vantare tra gli affezionati complici un numero indefinito di troll senza scrupoli tutti rigorosamente anonimi. Il blog tenuto da Genna si appresta a diventare uno dei covi più frequentati dai troll italiani, o meglio da tutti quei troll che amano in maniera maniacale i thriller, i gialli e i noir nazionali. Eppure il povero Genna – è chiaramente un eufemismo – si era impegnato a darsi delle regole di civismo. «Fatto, Iannozzi.
Non me ne frega nulla di parlare di letteratura con te: i libri li devi leggere. Inoltre farò satira come e quando parrà a me, a fronte di indegnità che pubblichi, a mio parere offensive e oscene, che meriterebbero altre sedi per essere giudicate. Sta’ nel tuo brodo primordiale, che, in quanto tale, può essere un gargarismo interessante da fare qualche volta.» Così scriveva Genna il 19 giugno 2008. Ma, com’era logico aspettarsi, non è stato di parola, continua difatti a tenere bordone agli anonimi, ai troll e ad essi si mischia felice come un giovinetto scapestrato. Ecco così che tra satire ruberie e censure varie, il blog tenuto da Genna si candida a essere ritrovo di quart’ordine per troll e sfaccendati.
 
Tutti questi personaggi, papabili ritratti per una nuova mostra delle atrocità à la James G. Ballard, cercano un po’ di attenzione, forse un po’ di coccole. Tutti questi personaggi non si fermano di fronte a nulla: per un piccolo osso da sbranare sono disposti a tutto, anche a fare a pezzi la propria madre. Ma soprattutto questi scandali alla luce del sole ci dimostrano per l’ennesima volta che tutto il mondo è paese.

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BlogTime - Informazioni per l’uso

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, giugno 14, 2008




BlogTime


Editoriale - Informazioni per l’uso



Quello che avete davanti agli occhi, tra le mani o sullo schermo, è il compimento di un progetto nato un anno e mezzo fa e che vede la luce dopo tanti tentativi e momenti di stasi. Devo aggiungere che se non fosse per la testardaggine che muove spesso, se non sempre, chi ama la scrittura e la comunicazione, probabilmente sarebbe morto senza essere mai nato. (…)

La diversità di BlogTime rispetto ad altri progetti analoghi verte su due aspetti fondamentali: innanzitutto è una vera e propria rivista, nella struttura, nell’impaginazione, nei contenuti. Potrebbe tranquillamente essere stampata e distribuita in edicola. In secondo luogo è composta interamente da materiale realizzato da blogger. Non è una raccolta di racconti, e neanche un puzzle di post. BlogTime è una rivista che vuole, e tenterà di farlo ogni giorno, raccogliere tutto ciò che di giornalisticamente valido il mondo dei blog propone. Si occuperà di cercare e selezionare quello che troverà in rete, inviterà i blogger ad inviare alla redazione i propri articoli, offrirà spazio e rubriche a chi avrà qualità e desiderio di occuparsi degli argomenti che la rivista intende trattare. (…)

BlogTime si occuperà di cultura e di personaggi, di letteratura e cinema, di musica e di pittura. Si occuperà di politica e di solidarietà, di internet e di nuove tecnologie, affidandosi alla competenza di tecnici, scrittrici/ori, giornaliste/i, sociologhe/i e quanti vorranno offrire la loro collaborazione per un progetto che nasce dal lavoro volontario di chi fa per il piacere di fare. In perfetto stile blog sarà pronto a crescere, a modificarsi, a seguire le indicazioni ed i suggerimenti di chi amerà leggerlo e farlo.

BlogTime sarà di tutti e di nessuno, non avrà linee politiche o commerciali prestabilite né vincoli di sorta. Si propone come spazio per ogni voce e, così come capita nei nostri blog, offrirà spazio alle repliche, ai commenti, alla voglia di aggiungere qualcosa in più agli scritti degli autori, con pagine che saranno appositamente dedicate proprio ai vostri commenti.

BlogTime nasce, in questa prima fase, come periodico mensile ma il desiderio è che, con la vostra collaborazione e apprezzamento, possa diventare settimanale, per dare modo ad un numero sempre maggiore di voci di partecipare, e per dare spazio oltre che agli approfondimenti anche all’attualità. Il modo migliore per farlo sarà quello di inviare i vostri post o articoli alla redazione, scaricare il pdf della rivista, pubblicizzarla sui vostri blog, commentare gli articoli che leggerete, segnalare post e blogger interessanti, trasmetterci le vostre impressioni, che siano di critica o di apprezzamento. Saranno valutate nella stessa maniera ed anzi, mi auguro che la critica positiva aiuti questo progetto a crescere insieme a tutti noi.

Titty

Titty Cerquetti


http://www.tittyna.net


    Scarica l’anteprima di BlogTime

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Italian Blogs for Darfur

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, giugno 10, 2008





Italian Blogs for Darfur,
campagna on-line
del movimento italiano per i diritti umani in Darfur,
dopo "Una vignetta per il Darfur - diamo colore all'informazione",
ha chiesto anche ai fotografi on-line
di dedicare una loro creazione al Darfur, interpretando il motto dei bloggers
di Italian Blogs for Darfur: "Io bloggo per il Darfur".

Gli scrittori della rete cercano in questo modo di colmare il vuoto di informazione
lasciato dai media tradizionali italiani, con la speranza
che il nostro appello alle maggiori emittenti televisive venga accolto al più presto.
Alessandro Branca, fotografo a Milano dal 1992,
è il generoso artefice del primo contributo pervenutoci,
pioniere di quella che speriamo diventi una ricca galleria: la foto ritrae
la pittrice Jole Noemi Marischi,
che ha dipinto per l'occasione la tela inquadrata, che blogga per il Darfur!




Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, ha presentato un dettagliato rapporto il 5 giugno scorso sulla situazione dei diritti umani in Darfur al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York.
La notizia non ha avuto eco nei quotidiani e nei TG italiani*.
E là dove si ferma la stampa, arriva

Italian Blogs for Darfur



Italians Blogs for Darfur lancia un appello
per la consegna dei criminali di guerra al Tribunale Penale Internazionale. Testimonials d’eccezione i NEGRAMARO.


 
Roma, 5/6/08 – Parte oggi, anche in Italia, la campagna internazionale per la giustizia in Darfur, grazie alla collaborazione nata tra Italians for Darfur, associazione per i diritti umani in Darfur e membro della Save Darfur Coalition, e i Negramaro, una delle più importanti e note band italiane.
“Giù le mani dagli occhi – Via le mani dal Darfur” è il messaggio del video, presentato in anteprima al concerto del 31 Maggio a San Siro, attraverso il quale i NEGRAMARO rilanciano l’appello di Italians for Darfur al Governo Italiano affinchè esprima profonda preoccupazione, presso le Nazioni Unite, per la volontà del governo sudanese di non consegnare alla Corte Penale Internazionale i due principali sospettati di crimini contro l’umanità, Ahmad Harun and Ali Kushayb.
Il video vuole essere anche una denuncia del silenzio dei media sulla crisi umanitaria in corso da oltre cinque anni in Darfur, che ha provocato oltre 300.000 morti e due milioni e mezzo di sfollati: i sei componenti della band salentina, che hanno gli occhi coperti da mani non proprie, sono seduti a semicerchio davanti a un televisore non sintonizzato.
               
Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, riferirà oggi 5 giugno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, della situazione dei diritti umani in Darfur.
Il Tribunale Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per i due principali sospettati di gravi crimini contro l’umanità da oltre un anno, dal 27 Aprile 2007. Ahmad Harun e Ali Kushayb, rispettivamente Ministro agli Affari Umanitari e capo della milizia janjaweed, hanno a loro carico ben 51 capi di accusa per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incluse esecuzioni sommarie, persecuzioni, torture e stupro, ma non sono stati ancora consegnati dal governo sudanese all’ autorità internazionale.
Italians for Darfur e le associazioni della Save Darfur Coalition chiedono che le Nazioni Unite adottino una nuova risoluzione affinchè il Sudan cooperi completamente con la Corte Penale Internazionale.
 
* Il comunicato è stato invece ripreso dalle agenzie ANSA, ADNKRONOS, APCOM, ILVELINO.



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Su "la Tribuna de il Mezzogiorno" un mio racconto, "Il padre" per il download gratuito

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, giugno 06, 2008



   Volete leggere un mio racconto?

Non dite di no, altrimenti vado su tutte le furie
e non è cosa conveniente, per Voi.






Il racconto si intitola "Il padre" ed è apparso
su la Tribuna de il Mezzogiorno, sul numero 8 del 30 aprile 2008,
precisamente a pagina 17 nella sezione "Racconti di primavera".



Il quindicinale è adesso disponibile in formato .pdf
per il download gratuito.
Per scaricare il quindicinale la Tribuna, che ospita il mio racconto,
è sufficiente che clicchiate su download



oppure su


la Tribuna de il Mezzogiorno

http://www.latribunaonline.net


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Politikini.com la politica è una questione di culo: avere culo con il culo delle fan.

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, giugno 01, 2008



Politikini.com


La politica è una questione di culo

Politikini.com


Se sei una persona impegnata, che ci tiene al futuro del proprio paese; se sei cool
e hai le idee chiare in testa, allora è il caso che lo dimostri in maniera tale
che nessuno possa equivocare il tuo pensiero. Metti a nudo il tuo culo con un bel politikino,
l'ultima tendenza made in USA.

Sono i costumi più fashion di questa estate 2008 e stanno già spopolando
tra tutti i fanatici, politici convinti e non, nonché fra i migliori maniaci sessuali.
Per un prezzo stracciato puoi indossare il tuo politikino
acquistandolo direttamente su Politikini.com.

La nuova linea di bikini dedicata alla campagna presidenziale americana
è adesso tutta una questione di culo!
D'ora in poi le fan di Barak Obama, Hillary Clinton e John McCain
potranno pubblicizzare il proprio politico con il culo, difatti su ogni bikini è impresso
a grandi lettere il nome del candidato che si vorrebbe veder sedere alla Casa Bianca.

Si spera che questi bikini verranno indossati da attraenti giovani ragazze,
perché - diciamocelo pure in maniera politicamente scorretta - a nessuno farebbe piacere
trovarsi faccia a faccia con un culo flaccido, pieno di cellulite, segnato da pratiche sadomaso...

Speriamo dunque che i candidati alle presidenziali americane
abbiano culo con il culo delle proprie fan. Noi tutti glielo auguriamo con il cuore in mano,
soprattutto per noi che d'ora in poi vedremo i loro nomi impressi su tanti e tanti bikini.


di Giuseppe Iannozzi

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Elvira Savino non è Alice nel Paese delle Meraviglie

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, maggio 18, 2008


Elvira Savino non è Alice nel Paese delle Meraviglie



Elvira Savino


non è Alice nel Paese delle Meraviglie
così bacchetta di santa ragione Dagospia
 
 

 
Elvira Savino scrive a Dagospia: «Non sono Alice nel Paese delle meraviglie. Quando ho accettato di essere candidata al Parlamento italiano ero ben consapevole che, se eletta, avrei dovuto sfidare tante diffidenze, anche maliziose. Ho trent’anni, una laurea in economia, un master e cinque anni di esperienza fra l’ufficio stampa di un partito e la redazione di un mensile: conosco bene le regole di Dagospia e del sistema mediatico. Se vengo dipinta come “topolona”, “pin-up di Montecitorio”, “miss Parlamento” oppure “onorevole tacco 12”, non posso che sorridere. […]
Ho una tale deferenza nei confronti delle istituzioni che ho sempre tenuto un comportamento decoroso e di grande rispetto nei confronti delle stesse. Se solo aver partecipato ad un (interessantissimo) dibattito fra personalità come Tremonti e D’Alema diventa occasione di commenti trash, non mi preoccupo per me. Resto turbata dalla somma di articoli e servizi televisivi, anche nei confronti di colleghe che hanno responsabilità maggiori delle mie, che tendono a dipingere la presenza parlamentare femminile (soprattutto quella del Pdl) come “leggera”, ed uso un eufemismo. Chi ha ruoli pubblici deve sapere di vivere in una casa di vetro, osservato da giudici severissimi (i media e i cittadini) […]
I parlamentari giustamente, non meritano alcuna indulgenza ma, altrettanto correttamente, le Istituzioni non possono essere messe alla berlina senza ragione, se non per il gusto del torbido. In un Paese in cui non si insegna più educazione civica e libri come “La Casta” diventano best seller, non abbiamo bisogno di farci del male gratuitamente. Va benissimo l’ironia, sacrosanto il diritto di cronaca, fondamentale l’esercizio della critica ma la volgarità è un’altra cosa, […]
Mettere un limite a questa perversione non toglierà nulla all’appeal di Dagospia e dei giornali (quotidiani come rotocalchi). In cambio, potrebbe favorire quel sentimento di fiducia nei confronti delle istituzioni che è vitale in ogni democrazia sana, come la nostra, nonostante tutto, è».


New Italian Epic - Chi l'ha duro... la vince!

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Boicottiamo Tariq Ramadan e Valerio Evangelisti, e non La Fiera del Libro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, maggio 06, 2008





Boicottiamo Tariq Ramadan


e Valerio Evangelisti,


e non La Fiera del Libro
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
La battaglia di Maratona
A pochi giorni dall’inaugurazione della Fiera del Libro di Torino c’è ancora chi polemizza, a volte con argomenti a dir poco fallaci e privi di qualsivoglia buonsenso, altre ancora in modo del tutto pecoreccio. Tra i contestatori non troppo eccellenti anche Valerio Evangelisti, sulle colonne di Carmilla on line: “[…] Attualmente, oltre a strangolare Gaza e Cisgiordania, il governo di Israele ha cominciato a infierire anche sui palestinesi che hanno la sua cittadinanza.
Creato il nemico, spintolo all'integralismo islamico, riaffiorano i propositi di cancellarlo per sempre, proprio come etnia. Persino alcuni ministri israeliani ne parlano senza riserve.
E questo lo Stato cui il Salone del Libro di Torino intende rendere onore, celebrandone la nascita: una specie di apologia del colonialismo moderno.
E ora veniamo al tema degli scrittori. La protesta contro il Salone del Libro di Torino equivale a una condanna al rogo di autori e opere?
Già una selezione di scrittori imposta dal governo Olmert, dalle sue ambasciate e dai suoi uffici di propaganda, dietro sottoscrizione (almeno a Parigi) di un impegno a non criticare le proprie autorità nazionali, risulta sospetta. […] Domanda: è giusto glorificare in un Salone del Libro uno Stato (non una "cultura", ma una successione di governi ispirati alle stesse linee) che esilia scrittori propri ed elimina, tramite sicari, scrittori appartenenti a una diversa etnia che si intende cancellare?
Io lo trovo disgustoso.” Faccia una cosa saggia il buon vecchio Evangelisti, stia in santa pace a casetta sua, in Messico, invece di fomentare l’odio con approssimative quanto fallaci motivazioni per cui anche noi dovremmo provare il disgusto che prova lui. Il boicottaggio di un evento culturale è sempre e solo drammatico indizio di inciviltà. Ma in un paese come il nostro, l’Italia, che ha fatto dell’inciviltà il suo vessillo più di moda sia tra le fila di sinistra sia tra quelle di destra, par quasi superfluo domandarsi quale differenza dovrebbe mai esserci fra contestatori e contestati. In un paese dove si contesta per sapere dove si dovrebbe portare a cagare il proprio cane, dove l’editoria è in mano a quattro editori, in un paese che pubblica ogni minchiata purché firmata dall’idiota o dalla puttanella di turno, non sorprende che ci sia ancora gente incapace di capire che boicottare la cultura è solo sintomo di inciviltà pecoreccia.
 
Con una nota, il Quirinale ha risposto alle dichiarazioni dello scrittore musulmano Tariq Ramadan, tra i promotori del boicottaggio di Israele alla manifestazione torinese: “Il presidente della Repubblica non ha mai affermato che chi critica Israele è un antisemita e la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del Libro di Torino è nella stessa linea della sua partecipazione a molteplici eventi culturali che hanno luogo in Italia”. Secondo Ramadan il Capo dello Stato avrebbe commesso un doppio errore: decidendo di partecipare all’inaugurazione della kermesse le avrebbe dato connotazioni politiche e avrebbe tacciato di antisemitismo i contestatori. “Venendo alla Fiera del Libro commette un duplice errore. Il primo semplicemente partecipando, perché la sua presenza certifica che si tratta di un evento politico e non solo culturale. Il secondo errore sta nell’aver tacciato di antisemitismo chiunque critichi lo stato di Israele: è un errore estremamente pericoloso”. Io invece trovo ben più pericolose le basse insinuazioni di Ramadan e lo sproloquio pecoreccio di Evangelisti, per esempio, ma è purtroppo una mera questione di punti di vista!
Ramadan, controverso e discusso teorico dell’Euroislam, ha continuato la sua polemica, senza tenere mai a freno la lingua: “A Parigi ero d’accordo a non boicottare il Salon du Livre perché all’interno c’era uno spazio riservato alla Palestina. A Torino, invece, sono a favore del boicottaggio perché qui non c’è nessun dibattito democratico, ci sono solo posizioni a favore di Israele”. La risposta del Quirinale non si è fatta attendere; in una nota si spiega chiaramente che la visita di Giorgio Napolitano avrà lo stesso valore delle sue partecipazioni ad altre manifestazioni italiane: “E’ del tutto falso attribuire al presidente Napolitano l’errore di aver tacciato di antisemitismo tutti coloro i quali criticano lo stato di Israele. La critica delle politiche del governo israeliano è del tutto legittima, innanzitutto all’interno di Israele. Quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all’esistenza nella pace e nella sicurezza”.
 
Visto che siamo invischiati, volenti o nolenti, in modaiola epoca di boicottaggi, sarebbe interessante invitare i lettori a boicottare quegli scrittori che oggi invitano a non accedere alla cultura che sarà alla Fiera del Libro di Torino. Questi scrittori, o intellettualoidi che li si voglia considerare, che assaggino la loro stessa medicina: invito dunque i lettori a non leggere né Valerio Evangelisti né Tariq Ramadan. Io direi, finalmente in pace con me stesso, che è atto dovuto e più che mai legittimo boicottare chi oggi si fa promotore di idee tanto disgustose.

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