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Free Tibet

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Pesciolina Vany, è inutile che fuggi... Mi ti pappo...

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 07, 2008






 Pesciolina Vany, è inutile che fuggi... Mi ti pappo...

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:40 | poesia, amore, amiche, amicizia, dediche, artedigitale | clicca per commentare commenti (17)



1° maggio

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, maggio 02, 2008




1° maggio è Opera di Chatterly




sorrisi
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
1° maggio
 
 
per ricordare
che ancora oggi c’è chi cade sul lavoro
per un misero tozzo di pane appena
 
 
anche oggi è il primo maggio e il mio sorriso è spento
ho visto i miei compagni prendere fuoco
nel tempo di un niente
non ho potuto fare niente, non sono state sufficienti
tutte le mie lacrime
per spegnere le torce umane che sono diventati
davanti all’incredulità della morte stessa
 
scusate gl’ignoranza, ma com’è possibile morire così
su due piedi senza neanche sapere perché? scusate dottori,
ho fatto appena la terza media, ho però famiglia, due figli
e una moglie, e spero di dargli un futuro migliore
almeno a quelle due anime che sono l’occhi miei
scusate, ma voi dottori perché non ci dite come stanno le cose?
a fine mese non ci arriviamo mai, le tasse da pagare
e il pane ch’era del forno vicino adesso costa l’ira d’iddio
scusatemi, voi che siete dottori, ditemi che c’entra il petrolio
con il prezzo del mangiare che sale e fa la fame di chi amo
 
anche oggi è il primo maggio e non è cambiato un bel niente
non ho neanche più la forza di accendere un sorriso spento
ho perso ogni speranza per il domani
scusate, ma voi dottori come fate a stare così calmi e quieti?
scusate, scusate tanto, ieri mio figlio l’hanno portato in ospedale
il più piccolo me l’hanno preso dalla mani per una cosa piccola
dicevano che dovevo solo aspettare e avere fiducia, che non c’era
neanche bisogno di pregare!
ho aspettato con l’anima in gola fino alla fine e la fine non arrivava
l’ho visto per l’ultima volta sotto un lenzuolo bianco
ho pianto ma non è servito a riportarlo fra le braccia della madre
scusate, ma voi dottori che andate in aereo a parlare con dio
ce l’avete sì o no una cazzo di anima? o l’avete venduta al diavolo?
 
non li segno manco più i giorni, primo o non primo qui va male sempre
mia moglie non si è più ripresa, non parla e non piange neanche più
non fa niente di niente, solo a tarda sera bestemmia la malasorte
ma voi che siete dottori, che prendete sempre treni lunghi lunghi
che vanno fino in capo al mondo, che volate tanto ma tanto in alto
a rompere i coglioni a dio, voi dovete saperlo perché l’occhi miei
si sono spenti
 
scusate, scusate gl’ignoranza dottori miei, ma voi come fate,
come diavolo fate a stare sempre così calmi e quieti? ci avete un segreto
o che altro? scusate gl’ignoranza, ho preso la terza media a malapena
però una famiglia ce l’avevo anch’io e ridevo scherzavo pregavo
per questo oggi che non ho più un cazzo io vi mando affanculo, per dio!
 
 
 
 
 
the road to emptiness
 
 
a Chatterly
 
 
trovare un cuscino addormentato sulle rotaie
poter per sempre riposare l’anima inquieta
aspettare il treno così, sotto l’occhio vigile della luna
l’amore non ha orari da rispettare
ma solo binari morti per deragliare
hai mai provato a guardare
il poco che è rimasto di te allo specchio?
hai mai pensato per una volta di fare a cazzotti
con qualcuno che credevi di conoscere fin troppo bene?
hai mai pensato che sarebbe la mossa giusta
mettere al tappeto quello stronzo che ti sorride triste fra le rughe?
 
bianchi gigli vengono su nel Giardino Imperiale
nuovi figli nascono a est, a ovest, a nord, a sud
quanti moriranno nessuno lo sa
esistere così, senza mai una certezza, è vita questa?
lascia perdere le domande e i giorni di freddo
hai avuto la tua dose a tempo debito
e adesso è tempo di capire che tutto hai sprecato
con inutile generosità
adagia la testa sul cuscino, il treno fischia non lontano
presto andrai via insieme all’inutilità che sei stato
presto andrai via a far compagnia alle canzoni tristi
degli chansonnier che hai amato, mentre lei ti fuggiva di mano
per sempre
rosse rose vengono su nel Giardino Imperiale
e non c’è uno che si prenda cura di questo miracolo
 
eri giovane, il futuro ti avevano assicurato che ce l’avevi davanti
eri troppo giovane per capire che tutti ti stavano mentendo
come era stata fatto con loro
non potevano fare diversamente, la scala verso il cielo
non lo sa più nessuno in quale armadio è stata seppellita…
e credere d’avere qualcosa d’importante da insegnare
e capire solo all’ultimo istante che è stato solo per posticipare
il taglio dei polsi
il bicchiere non è mai mezzo vuoto o mezzo pieno
il bicchiere è quel frammento di vetro che le dita stringono
gli occhi ce li hai già sepolti nel sangue dolente della vecchiaia
sogni e incubi non hanno più importanza men che meno per te
tutto quello che desideri è arrivare alla fine senza troppe storie
non ti farebbe piacere scoprire che qualcuno nutre l’ingenuità
di piangere al tuo funerale
 
eri troppo giovane per sospettare la verità
ma alla fine che tu abbia militato per il giusto non fa la differenza
chi ha sbagliato non avrà sorte diversa dalla tua
eri troppo coinvolto nella vita profumata di albe e tramonti infiniti
come potevi immaginare che non uno arriva a vedere il domani?
però adesso sai che non ti farebbe davvero piacere scoprire
che qualcuno porterà la sua ingenuità al tuo funerale
così aspetti che il treno faccia il suo dovere
così aspetti di chiudere gli occhi alla luna
 
aspettare il treno così, sotto l’occhio pallido della luna
la morte rispetta sempre la tabella di marcia
non deraglia mai per allungare il dolore di qualcuno
hai mai provato a dimenticare chi sei stato?
è sufficiente un momento, un momento soltanto
 
è sufficiente un momento, un momento soltanto
(lei ti fuggiva di mano per sempre, nessuna felicità mai più)
è sufficiente un momento, un momento soltanto
(lei ti fuggiva di mano per sempre, nessuna felicità mai più)
è sufficiente un momento, un momento soltanto
(lei ti fuggiva di mano per sempre, nessuna felicità mai più)
 
 
 
 
 
il lupo e buddha
 
 
a Cinzia
 
 
non sono quello che si dice...
che si dice un tipo raccomandabile
ci sono troppe cose che non capisco
a questo mondo
ci sono troppi giri di parole
che accendono la miccia per niente
gesù ha camminato sulle acque a piedi nudi
san francesco viveva la povertà in cerca di santità
io cerco solo un atto rivoluzionario
che mi faccia sentire bene con me stesso
io cerco solo di imitare il sorriso di buddha
con la povertà del mio spirito
 
affondo nella piscina
cerco il pesce rosso più piccolo e tenero
cerco di guardarmi le spalle stando attento al lupo
come mi hanno insegnato
tendo l’orecchio, guardo al nirvana
prego in silenzio a mani giunte
quando sono certo che nessuno può vedere
- nessuno potrebbe capire perché lo faccio -
mi guardo alle spalle
aspetto una pioggia di petali di pesco
cerco nella piscina, vado a fondo e riemergo alla vita
tento solo di imitare la santità di buddha
tento solo un atto rivoluzionario
che mi faccia sentire bene con me stesso
 
non faccio niente di importante
con la povertà del mio spirito
accarezzo il pelo nero del lupo
ascolto il suo ringhio, ascolto il mondo
che mi vive d’attorno
quello che mi hanno insegnato non è tutto giusto
mi guardo le spalle sì, sto attento
ma accarezzo il lupo prima, ascolto l’animale
che c’è in ogni uomo
ascolto la vita che merita qualche cosa di più
di un tradimento a muso duro
 
 
 
 
 
sognatori
 
 
a Muttyna
 
 
e tu cosa sogni?
hanno sognato già in tanti prima di te
tu cosa immagini, cosa vuoi, cosa vivi?
la ferita del violino è sempre aperta
però continua ogni giorno il suo grido
un po’ allegro e un po’ disperato
 
e tu chi sogni?
la gente cammina, la gente non capisce la bellezza
non capisce la pazzia quant’è profonda
la gente è sempre più distratta passo dopo passo
passa accanto a chi muore nel freddo di un cartone
non si cura né del sole né delle nuvole
pensa soltanto alla punta delle proprie scarpe
non capisce la poesia
di chi ti regala un sorriso per un soldino
non capisce la gioia di dare una speranza almeno
 
il cielo è alto, abitato dagli dèi
ma noi quaggiù dobbiamo andare avanti giorno
dopo giorno con i pochi mezzi che abbiamo e non abbiamo
un nostro fratello muore di fame nel freddo della solitudine
un altro si spegne in un triste sorriso
mentre la lama gli taglia via la fame dalle budella
e non lontano una colomba
viene tenuta ferma da due brutti ceffi
il terzo le strappa la verginità incurante del pianto
 
è per questo che siamo qui?
è per questo che siamo umani?
ma siamo, siamo veramente umani?
 
e tu cosa sogni, e tu chi sogni?
la fine del mondo, o uno migliore?
e tu cosa sogni, e tu chi sogni?
 
un cielo azzurro di bianche colombe in volo
un cielo aperto al sorriso di dio
solo un cielo, non è poi tanto, non è impossibile
è gia dentro di me, è già dentro di me
 
possibile che nessuno lo capisca, possibile?


segnalazioni:


   Dog (Cinzia) - sul blog di Cinzia "il lupo e budda"

   4lt4ir (Muttyna) - sul blog di Muttyna "sognatori"

   Chatterly - sul blog di Chatterly immagini e poesia

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:09 | poesia, dediche, iannozzi and friends | clicca per commentare commenti (26)



Così frivola!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, aprile 23, 2008






Così frivola!
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Inchinati, Femmina!
 
 
Ti par questo il modo
di rivolgersi a un Re?
Perché sei la Favorita
non pensare di farmi
scacco matto! Basta
una mia parola e tosto
- te lo giuro! -, finisci
nelle negre segrete
a piangere sul destino
che t’ha voluta indifesa
giovane ma in catene
 
Regolati dunque
e portami il rispetto
che si deve a un Re
qual io sono per diritto
di nascita, Femmina!
 
 
 
 
 
Così frivola
 
 
Vattene via
Non ti voglio bene
Non più
Ho deciso così
Non ti voglio più bene
perché non ti sei mai impegnata,
...mai schierata con il bene o il male
Pensi sempre e soltanto a farti vedere
in giro giù in città a braccetto di qualche scimmione
vestito come un damerino
Dimentichi la nostra partita a scacchi,
dimentichi che il Re è sempre l’ultimo a cadere
Hai troppe nuvole che ti frullano in testa
Jaco Pastorius l’hanno ammazzato a forza di botte
 
Vattene lontano
dove il jazz non ti potrà raggiungere
Non ti sei mai impegnata per un se o un ma
Pensi che, che il mondo giri tutto intorno a te
Di gran gusto chiacchieri con i passerotti e i picciotti
Non fai per me, non fai per me
Pensi solo alla bellezza che ti dà lo specchio,
e non spendi un centesimo per quella interiore
A te ti basta l’ombretto la cipria e la matita
 
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
 
Porta via le tua fantasie
Apri quella maledetta porta
e ancheggia come tu sola sai fare
Porta via le tue fantasie e il vizio
perché lo dice anche la Bibbia
Perché io so che tu hai peccato
 
Vattene via
Non ti voglio bene
Non più
Ho deciso così
Non ti voglio più bene
Tanto a te ti basta l’ombretto la cipria e la matita
A te ti basta l’ombretto la cipria e la matita
 
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
 
Hai peccato - è scritto nella Bibbia
Hai il peccato - io l’ho visto sederti accanto
Hai peccato, ma il Re sarà sempre l’ultimo a cadere
Fattene una ragione
 
 
 
 
 
Marlene
 
 
E adesso sì che è finita
Marlene, Marlene, Marlene…
Non cade più la neve al confine
della Germania
Tu hai sempre la solita aria svagata
Fumi sigarette buone
Fuori tuonano i cannoni, muoiono i barboni
gli zingari e i papponi, tutti in un campo uguale,
tutti condannati a medesimo basso destino
Le nuvole tagliano in due questo cielo
che i preti dicono essere infinito di Dio;
però c’è solo una strada in salita d’ingiusta penitenza,
e poi il fischio delle pallottole veloci alla schiena
Non ne esce salvo uno mai
nemmeno in orizzontale, per Dio
 
Questo cielo si fa pesante di fumo, di carne umana
che brucia e brucia e brucia sempre di più
 
Marlene, Marlene, Marlene…
Che ne farai adesso della cenere?
A chi darai il tuo rossetto, la prima boccata
di fumo?
 
Marlene, Marlene, Marlene…
Così bella, così bella come te
in Germania non ce n’è, il sorriso bianco...
è più bianco della neve di questo inverno
che è sol più grigio, che viene giù
fra scoppi di risa isteriche e urla di cenere
 
Marlene, Marlene, Marlene…
Fra scoppi di risa isteriche e urla di cenere,
dimmi perché, perché...
 
 
 
 
 
Gabbiano
 
 
Non oso davvero
dire se un gabbiano
sia come un uomo
felice o meno,
se la pace la trova
tra le alte nuvole
o a pelo dell’acqua
in cerca di cibo,
d’un piccolo pesce
affogato al sole
Né oso dire
se tra sole e venti
le ali gli siano
solido appoggio;
eppur quando
un uccello così
profumato di salsedine
e non stanco
del lungo viaggio
si trova davanti
al mio sguardo,
in quel momento
capisco
che chiamato
al mondo
non posso rifiutare
di vivere
per quel che sono

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:16 | poesia, amore, prosa poetica, avantpop | clicca per commentare commenti (26)



Il Diavolo è Donna

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, aprile 22, 2008





Il Diavolo è Donna
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 

 
Quando ti senti così solo, così dannatamente
insieme con te stesso, non importa niente
tranne sapere che ogni donna è un porto di mare
Quando la luna alza la mezzanotte
e il tuo bicchiere continua a rimanere vuoto,
allora è il momento giusto per perdere
anche l’ultima stilla d’ingenuità sul piano jazz
Quando senti che la solitudine ti scava le budella
hai solo bisogno di sentirti di nuovo in cima al mondo,
hai solo bisogno di tuffarti a capofitto nel rosso,
nel rosso che è ogni donna – che è in ogni donna
Quando il sangue non ce la più ad arrivare al cuore
e hai solo voglia di farlo con i calzini ai piedi…
Quando tutti gli invitati portano via le chiappe
Quando scopri che erano tutti fantasmi di risate
Quando le ragnatele si tessono da sole sulle nude pareti
Quando, quando tutto questo ti sembra così ingiusto
è tempo di buttare al largo l’ultimo moto di orgoglio
e pagarlo questo amore, e pagarlo questo amore di strada
 
Ti dicono che sei vecchio per aver la testa ubriaca
Ti dicono che dovresti avere un piano d’emergenza
per pisciare controvento e fare il culo ai bastardi
Ti dicono che non dovresti esagerare in serietà e fortuna
Tutti sono pronti a squalificarti con i loro buoni consigli
Tutti sono pronti a farti rigare dritto, come piace a loro
Ma tu non hai proprio intenzione di dargli retta,
di finire morto e sepolto tra i lapis in rosso del calendario
Tu hai solo una maledetta voglia di gridare
che sei ancora quello di un tempo, che non sei cambiato
perché sei un tipo a posto che preferisce le bionde
Quando ti senti sorvegliato a vista e tanto, tanto solo
hai solo bisogno di pagare la prima bionda che incontri,
hai solo bisogno di farla ridere di te ma nel tuo letto
Hai solo bisogno di farla cadere in fallo nel tuo letto
Hai solo bisogno di farla credere la prima e l’ultima
 
Non è difficile, non è facile, il segreto è far saltare il tappo,
lasciare tutti con tanto di occhi persi nella loro stupidità
 
Ma’ aveva ragione su tutto, Ma’ sapeva, ha crocifisso Pa’ 
Il Diavolo è Donna, le donne sono il diavolo, hanno il tocco
Non cadrò in trappola, non starò al loro gioco più di tanto
 
Ogni donna è un porto di mare, lo faccio coi calzini ai piedi
Non è difficile, non è facile, il segreto è far saltare il tappo
Ma’ aveva ragione su tutto, Ma’ sapeva, ha crocifisso Pa’
 
Ma’ aveva ragione su tutto, Ma’ sapeva, ha crocifisso Pa’
Non è difficile, non è facile, il segreto è far saltare il tappo
Ogni donna è un porto di mare, lo faccio coi calzini ai piedi
 
Quando ti senti così solo, così dannatamente
insieme con te stesso, non importa niente
tranne sapere che ogni donna è un porto di mare
Quando continua a piovere sul bagnato e non ti riesce
di fare due passi sulle acque senza affondare…
Quando ti senti sorvegliato a vista e tanto, tanto solo
hai solo bisogno di pagare la prima bionda che incontri,
hai solo bisogno di farla ridere di te ma nel tuo letto
Hai solo bisogno di farla cadere in fallo nel tuo letto
Hai solo bisogno di farla credere la prima e l’ultima
 
Quando continua a piovere sul bagnato e non ti riesce
di fare due passi sulle acque senza affondare…
La Donna è la Gatta a nove code e l’Acqua Santa
 
Ma’ aveva ragione su tutto, Ma’ sapeva, ha crocifisso Pa’ 
Il Diavolo è Donna, le donne sono il diavolo, hanno il tocco
Non cadrò in trappola, non starò al loro gioco più di tanto
 
Quando la luna alza la mezzanotte
e ti mette a nudo più del dovuto…
hai solo bisogno di tuffarti a capofitto nel rosso,
nel rosso che è ogni donna – che è in ogni donna
 
Quando, quando proprio non ce la fai più a reggerti in piedi
hai solo bisogno di finire dritto nel letto di una a poco prezzo
Ogni donna è un porto di mare, ogni donna ha amato Gesù prima di te
 
Quando senti che la solitudine ti scava le budella
hai solo bisogno di sentirti di nuovo in cima al mondo
Hai solo bisogno di tuffarti a capofitto nel rosso,
nel rosso che è ogni donna – che è in ogni donna
 
Ma’ aveva ragione su tutto, Ma’ sapeva, ha crocifisso Pa’ 
Ogni donna merita amore per quello che è, per quello che è
Ogni donna ha perso la verginità con Gesù prima di darla a te
 
Perché ogni donna è un porto di mare – da amare come si può
Perché ogni donna è un porto di mare – da amare come si può
Perché ogni donna è un porto di mare – da amare come si può
 
Ogni donna è un’artista, allora lo faccio coi calzini ai piedi
Ogni donna è un’artista, allora lo faccio coi calzini ai piedi
Ogni donna è un’artista, allora lo faccio coi calzini ai piedi
 
Non è difficile, non è facile, il segreto è far saltare il tappo
Ogni donna ha perso la verginità con Gesù prima di darla a te
Ma’ aveva ragione su tutto, Ma’ sapeva, ha crocifisso Pa’
 
Il Diavolo è Donna, è giusto, è giusto così
Il Diavolo è Donna, le donne sono il diavolo – ehm già!
E’ giusto, è giusto così, di meglio non ce n’è
 
Il Diavolo, il Diavolo è Donna, è Donna, per Dio!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:52 | poesia, avantpop | clicca per commentare commenti (34)



Fabrizio Corselli. Amor di ninfa per Lulu.com

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 21, 2008





Amor di Ninfa

Fabrizio Corselli

per Lulu.com




Esce con Lulu.com l’opera Amor di Ninfa, Nympholeptos - Trittico poetico sulla voluttà ninfale. Un’opera che rivisita il mito di Eros e Pische in una chiave del tutto nuova.

Breve struttura dell’opera

L’opera segue un iter tematico ben definito, accompagnando il protagonista in un’esperienza unica nel suo genere. Tra le fronde degli alberi, Eros condividerà finanche lo struggimento di Eco per il proprio Narciso (Dolore di Ninfa).

L’opera è divisa in quattro sezioni + epilogo poetico:

1) Nymphaeum
2) Muti sospiri nel Bosco, ovvero la beltà si disvela nella quiete dell’anima
3) Canti liberi nel Bosco, ovvero l’amor si disvela tra parole mortali
4) Cuore di Ninfa, il dolore si placa fra notturne tinte

L’Antefatto

Un poeta, il cui nome è Eros, si spinge oltre i confini della catena montuosa della Nonacride, in Arcadia, alla ricerca di nuove fonti d’ispirazione. Mosso dall’interesse per le leggende di alcuni cantori sulle creature mistiche che abitano le limitrofe selve boscose, Eros decide di addentrarvisi alla ricerca anche di uno soltanto di quegli esseri noti col nome di Ninfe; dipinte come giovani fanciulle dalla beltà divina e parimenti insostenibile, al cui semplice sguardo può un cuore mortale cessare di battere per le forti emozioni provate. Con il volto coperto da una maschera d’avorio, perché la propria beltà d’adone non si mostri a codeste creature, e una piuma dalla punta d’oro nella mano destra, Eros intraprende il suo viaggio avventuroso. Così, raggiunta la parte più interna del bosco di Nonacride, egli scorge con proprio stupore, attraverso le fronde di un albero, la chiara superficie d’un lago, nelle cui acque si deterge una fanciulla dalle fattezze di olimpico nume: Psiche è il suo nome, una ninfa dei boschi. Dunque, ella, con far di grande seduttrice, come ben si congegna a uno di tali esseri, attrae l’attenzione del giovane poeta, ignaro di quanto possa essere crudele una ninfa, invischiandolo e preparandolo a un idillio amoroso senza pari. Nel carpire il volto e l’eburnee forme di quella creatura intangibile attraverso un gioco d’amore che sottrae il desiderio all’imperio della carne, ancorata soltanto ad un’illusione prodotta dall’aura che promana dal suo viso, Eros forgia versi d’amore per intensità e vigore simili ai dardi scoccati dal famoso arco dell’omonimo erote.

Il link per poter acquistare il libro è:

http://www.lulu.com/content/2399493

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:50 | poesia, libri, anticipazioni, editoria, comunicati stampa, pubblicitĂ  | clicca per commentare



Love is Blond, Love is Blood

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, aprile 16, 2008




Standing still
è Omaggio e Opera di Chatterly





Love is Blond,


Love
is Blood
 
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 


with love
to My Immortal Muse, Chatterly


 
Oh how deep is the true love
I was just a poor boy
I was left on the tracks of the station
And now I sing a sad song
And now I sing a sad sad song
for you
 
Love is so blue
Love is so blue
Love is... is so blue
And I love you
But You don’t have time for me
In every dawn I can see your face
In every grain of sand is your grace
And I’m sinking
I’m sinking in the blues
Oh how, how is deep my love
You don’t know
You don’t know
You don’t... don’t know
 
I saw the moon on the hills
I fell in my shadow
I saw the sun on the border
I sang, I sang my blue song
And I wept with travellers and Charlie Manson
I was a poet and a false prophet
But I saw the true love over me and you
 
Oh how, how is blue my love?
Oh how, how is deep my love?
Oh how, how is blue my love, my love...?
 
Love is so blue
Love is so blue
Love is so blue
 
Yeah, Love is a murderess
Love is on my footsteps
Yeah, Love is a maniac
Love puts you in a corner
and cut your throat
Oh how deep is the true love
 
Yeah, Love is so blue, Love is blond
Love is blond and wants my blood
And you, and you want my blood

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:35 | poesia, amore, amicizia, duets, iannozzi and friends | clicca per commentare commenti (15)



You're My Amore

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 14, 2008





You are My Amore
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Tristezza
 
 
Sono triste.
Non riuscirai a tirarmelo su.
Sei una femmina,
ma non fai miracoli;
e le nuvole sono così poche oggi,
così poche, per dio! Accecato sono.
 
Sono triste. Triste. Triste.
Non sopporto il cielo terso,
tutta questa luce che mi brucia dentro
il sangue.
Sono triste. Triste. Triste.
 
Porta via i tuoi occhi da me.
O nascondimi fra i tuoi giovani seni
e non mi domandare perché
t’amo così.
 
 
 
 
 
Il mio perché a te
 
 
Perché ubriaco
non trovo l’uscio,
ma dentro agl’occhi miei
la fissità del nudo
tuo sguardo,
senza più carezze
da raccontar a ragazze.
Sì disperato,
d’egro corpo morto
la testa ciondolante
cade
in anima in pena;
poi ogni cosa dispare
pria che ‘l passo
possa
andar di suo andare.
Avanza però l’etade
tra prischi ricordi,
dove correan felici
fischi e lazzi
d’altra gioventù
a lungo spremuta
al suon delle campane
della santa Chiesa
che m’ebbe a battesimo.
Chi, chi mai oggi ricorda
i pungenti covoni,
i pruni e l’erba alta?
chi oggi sugge
di quei dì
in parvenza immortali
il più dolce midollo?
Non siam più noi
ridotti a larve,
che il pensiero
mutano in larme
su scavati volti
fin giù oltre l’Adamo
dove cor ancor batte
incerto,
minuto dopo
e uno in più soltanto
avanti
se ‘l fato l’accorda.
 
Di già sui campanili
la pioggia cade,
dentro le vene
della terra si riversa;
e le pietre più dure
scava
originando rivi,
sciogliendo
delle zolle
il nutrimento sacro
per primaverili rose,
boccioli
destinati a giovinette
di verginità circonfuse.
Perché allora
star qui con l’orecchio
incollato alla porta
a origliar le frementi risa?
perché cercar dolore
che riempia ‘l calice,
in quel pianoforte che sona
liete note, ognora
corteggiato da fiori
innocenti
sol colpevoli di giovinezza?
Non vale restare,
tener a bada l’uscio
plorando perché appaia
per un momento almeno
giovinetta in volto rossa,
calda di cotanto ridere
ma non stanca,
ben sapendo
che sguardo non darà
all’ombra antica
che siamo diventati:
orridi fantasmi
che se sol potessero
aver in ritorno
lor riflesso nello specchio
cadrebbero tosto in ginocchio
urlanti.
 
 
 
 
 
Un duro per te
 
 
Piccina, non sono
quel cascamorto
che tu pensi,
né un peso morto
Sono soltanto uno
che ama le donne,
quel loro fascino
sensuale e innocente
immortale
a ogni occasione
 
Non sono così cattivo
come t’illudi che io sia
Ma se vuoi che il duro
che c’è in me venga
fuori, tu schiocca le dita
e sarò su di te in un men
che non si dica
 
 
 
 
 
You‘re my Amore
 
 
Mia saporosa succosa bambina
oggi ti tratterò come una regina
perché tu sei la sola Regina di Cuori
e la mia vita l’hai rapita per prima
Ti farò dono d’ogni mia ora,
d’ogni battito di lancetta e di cuore;
ti porterò a letto solo quando la luna
sarà alta in cielo e tanto tanto pallida
Arrossirà per noi sotto la sconvenienza
del nostro kamasutra
 
Love me forever, my darling
‘cause love loves us tonight under a pale moon
Oh it’s so hard to keep on my heart clean
Eros don’t work for me
but I love your crossed legs
Hold me tightly, never let me go
‘cause I’m your Amore
I’m your Amore, your Amore, your Amore
Would you believe in me?
I’m your Valentine, I’m your Amore
 
Yeah!
 
Baby, please hold me in your arms
Don’t let me drowning in myself
Baby, you’re my Amore, my Amore, my Amore
Baby, please hold me, Take my breath away
Don’t let me drowning in myself
Baby, cross your legs, cross your legs for me
 
Yeah!
 
Amami, sei tutto quello che ho
Chiamami con semplicità, solo amore
You’re so funny, I’m so mad
But I love you
Chiamami Amore and let me dreaming with you
Call my name and I’ll be your lover
And I’ll be yours, I’ll be in your power
Call me Amore, call me Amore, call me Amore

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:07 | poesia, amore, amicizia | clicca per commentare commenti (15)



Bella Gitana

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, aprile 09, 2008






Bella Gitana



di Iannozzi & Lady Luna
 
 


 
Luna gitana

(di Giuseppe Iannozzi)
 
 
dedicata alla mia Luna,
che è tanto matta quanto bella, Lady Luna
 
 
Ho capito
Sei una zingara
Una con la testa fra le nuvole
e i piedi a danzare sulle braci
Sei una di quelle,
una che preferisce andare dappertutto
tranne in paradiso
L’ho capito
quando m’hai abbandonato
sulla Route 66
costringendomi ad alzare il pollice
 
Ho visto come schizzavi via
Pareva che avessi il diavolo ai piedi
Non c’era uomo che potesse starti al passo
Sei passata veloce tra gl’Alberi degl’Impiccati
Hai donato loro un bacio d’addio ridendo
e da ogni tasca gl’hai cavato
una borsa di trenta danari appena
Però erano davvero in tanti
con la lingua viola di fuori,
e questo t’ha messo il buonumore addosso
 
Avrei dovuto capirlo subito
che non era la prima volta
Avrei dovuto stare attento
ai tuoi occhi verdi di foglia
e alle tue mani di anelli d’oro
Adesso è tardi, e il mondo
sta per scoppiare un’altra volta
I predicatori sono già scesi in strada
e ognuno di loro ha una verità
che ci salverà tutti uno per uno
Io però continuo a tenere alto il pollice
Credo che prima o poi qualche matto strafatto
mi caricherà su, ed allora sarò di nuovo in pista
 
La prossima volta che inciamperai nei miei piedi,
Luna gitana, sappilo sin d’ora che di te
io non avrò pietà alcuna:
mi prenderò il piacere che mi spetta
La prossima volta non ti regalerò ori e argenti,
ma solo fresche rose che durano un giorno intero
e basta
 
 
 
 
 
Las vida rosada

(di Lady Luna)
 
 
 
Al tramonto d’oro giungo alla montagna nera
voglio comperare un cavallino rosso
- senza bardatura -
Come sella avrò lucide stelle
per briglie ruberò raggi di luna
voglio correre lontana dal fiume di malinconia
nascosto in un’arancia - sulla via -
 
Sembra una vela tesa sull’erba
il cielo
piegata a frustate dal vento:
le corde sono radici di nifea - piume, nelle mie mani -
 
Mi comprerò una barca di zucca gialla
e me ne andrò con i gitani dalla bruna chioma
a navigare in un oceano di stelle
con ombre chiare
sulla nuda pelle.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:23 | poesia, amore, amicizia, duets, iannozzi and friends | clicca per commentare commenti (17)



Romantica Vany

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 07, 2008






Romantica Vany
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
dedicata a quella Piccola Dolce Peste
che risponde al nome di “Pesty Vany”
 
 

 
Senti Tesoro, ma perché?
perché mi trascini per il mondo
tenendomi per le palle?
D’accordo che il mondo è tondo,
lo disse pure quel pazzo sfigato
che eppur si move;
però mi par un po’ tanto brutto
che per un rutto a te non dedicato
adesso abbia a soffrire così...
trascinato in lungo e in largo,
ma ancor peggio sbattuto
ora a destra ora a sinistra
manco fossi un coglione qualunque
 
D’accordo sì, col tempo non cambio
Lo ammetto, per la Madonna!
Mi piace tanto la femmina figa,
quella in carne generosa
No, non intendo grassa,
ma nemmeno che sia un grissino...
solo una tipa che quando la mordi
senti che è proprio di tenera carne
al sangue
Dell’anima, a dire il vero,
me ne frega poco o niente:
è che non la vedo,
e meglio mi spiego:
non ce la vedo
una donna con l’anima...
al massimo potrà essere
una al naturale, maggiorata
Comunque sia, se l’anima è grossa
e naturale, affronto la cosa di petto
e di mani sopra tutto
 
Tesoro, ora per favore,
lascia in pace i miei gioielli di famiglia:
ti voglio confessare che li voglio
ancora usare al meglio
per mettere al mondo tanti
- non so quanti! - figli,
e nell’intanto godermela anche,
ché si sa che il sesso fa buon sangue
e isso non mente mai
Certo non potrò pretendere
coi tempi che corrono
che siano tutte pollastrelle di primo pelo;
mi toccherà anche di sbattermi le sfondate,
e ho già messo in conto le oche e le galline,
e pure qualche vecchia capra ammuffita
Il fatto è che se uno ama ama proprio tutte
a costo di farsi del male
per un degno Bagaglio d’Esperienza
 
Tesoro, ti ho tutto confessato
Adesso ti prego di voler lasciare la presa,
di lasciarmi andare per mari e monti,
altrimenti è la volta buona
che m’incazzo sul serio!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:42 | poesia, amore, amicizia, avantpop | clicca per commentare commenti (19)



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