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la pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des

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d'amore - di Romantica Vany & King Lear

d'Amore di Vany & king Lear


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Avevo un piccolo piccolo agnellino

written by King Lear    - sabato, novembre 28, 2009


Avevo un piccolo piccolo agnellino

Avevo un piccolo piccolo agnellino


di Iannozzi Giuseppe





Avevo un piccolo piccolo agnellino


a Vany
che ama la felicità


Dove ti sei nascosto, Agnellino?
E’ mattino, lo annuncia il gallo
che tenta il volo e ci rimane secco
- come un asino incantato
dallo spettacolo imbastito
da quei porci con le ali e l’alito pesante

Sono un agnellino, che vuoi?
Lasciami, ti ho detto di lasciarmi
Che vuoi? Sono solo un agnellino,
faccio “beeee” tutto il santo giorno
Non ho fatto male mai a nessuno
Sono un agnellino, non mi stare
tra i piedi…
Ti ho detto di lasciarmi… lasciami
per Dio! Suonano pure le campane
E’ segno che mi devi lasciar in pace
Sono solo un agnellino, un battutolo
morbido e bianco come la neve


Agnellino, vieni, lasciati raccogliere
fra le mie braccia e ti farò un regalino
Vieni, non farti pregare così a lungo
Voglio solo cullarti, raccogliere la paura
e lo spavento che ti mordono il petto
Agnellino, lascia che ti vizi un pochetto
anche se sono un Cristo male in arnese

Te l’ho detto non una due tre volte ma cento
Non vuoi proprio capire, lasciami felice
Io sto bene qui, non ho bisogno di niente
Qui ho tutto quel che mi basta, pecorelle
e un tetto di stelle… lasciami, lasciami… !
Con te non ci voglio venire né ora né mai


Povero, povero me! Avevo un piccolo agnello,
un agnellino piccolino, paffutello e bello…
e tutto d’un colpo non ho più niente di niente,
non un soldo di ferro né un batuffolo caldo
che mi faccia da cuscino, che mi stia vicino

Povero, povero me! Finirò davanti alla tv
da mane a sera a guardare il Grande Fratello
Finirò male, tra marinai ed ambigui mozzi
che al pari di Marrazzo me lo vorrebbero mettere…
Povero, povero me! Chi c’è più infelice di me, chi?

Povero, povero me! Cerco di farmi forza,
metto sù le canzoni amate da Modugno a Villa
Non serve, non servirà, non ho la scorza del duro
Morirò seppellito dai capricci, dai tuoi “beeee”
che non mi hai lasciato soddisfare a modo mio…





Un bacio una leccatina per me


a Vany
pregando che soddisfi i miei pruriti!


Voglio un bacio,
un bacio con la tua lingua
dolce rossa ciliegia
nella mia bocca di uomo

Voglio andarci giù pesante,
esser sconcio senza sconti
e metter a tacere le tue parole
con la mia fame di te,
di te morbida bambolina
di anima di carne a letto

Anima e carne da letto sei
Anima e carne da mordere
Anima e piacere, anima e dolore

Mai dire mai, così si dice, ma tu spari
e con un sbatter di ciglia spari dritto al cor
Mi fai secco e mi resusciti sul momento
perché sei santa (un po’) e angelo caduto (tanto)

Voglio andarci giù pesante,
esser un avanzo di galera
e metter le manette al tuo cuore
con le mie manacce di bruto
perché sei la morbida bambolina,
la piccola donna che mi riscalda
il letto e il petto, il letto e il petto…

Vorrei esser tante e tante cose per te,
il tuo Piccolo Principe e Sandokan
ma anche un bastardo impenitente
da odiare di tanto in tanto un po’,
un po’ di più altrimenti d’amore
un giorno o l’altro, sì, io morirò






Sciocco il mio cuore

di RomanticaVany e King Lear (Iannozzi Giuseppe)


Sa di me
e di te
l’abito nero
morbido,
leggero;
sul pavimento
scivola piano
mentre
le tue mani
ardite cercano
del mio amore
l’intimità
fra le nude gambe
l’una all’altra accoste
come chiese
conchiuse.

Sì sciocco il mio cuore
vuoto di parole.

“Sei troppo vicina”,
così dicesti,
distratto
per finta.
Tra un silenzio
e un altro poi
lento piangesti.


“E' vero,
sono già oltre
l'arcobaleno…”.





L’appuntamento

di RomanticaVany


Il fischio del treno
ormai vicino
mi annuncia che presto
sarai da me.

Hai corso
tutta la pianura
con il cattivo tempo
e non un raggio di sole
ti ha accompagnato.

Osservo dalle finestre
il campanile lontano,
la vecchia locomotiva
arrugginita, i brividi
e i tremiti delle ultime foglie
che cadono.

Sussurro una preghiera,
la felicità vive in me
e nei miei sogni
e tu sei già.




d'amore - di Romantica Vany & King Lear

d'Amore di Vany & king Lear


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sul tuo cuore

written by King Lear    - giovedì, novembre 19, 2009




sul tuo cuore

di Iannozzi Giuseppe








Sciocco il mio cuore

di RomanticaVany & King Lear


Sa di me
e di te
l’abito nero
morbido,
leggero;
sul pavimento
scivola piano
mentre
le tue mani
ardite cercano
del mio amore
l’intimità
fra le nude gambe
l’una all’altra accoste
come chiese
conchiuse.

Sì sciocco il mio cuore
vuoto di parole.

“Sei troppo vicina”,
così dicesti,
distratto
per finta.
Tra un silenzio
e un altro poi
lento piangesti.

“E’ vero,
sono già oltre
l’arcobaleno…”.





Velluto tu


Rapito
felice prigioniero
nel tuo cuore
d’impavida ingenuità
io sto
muto
attento
a non disturbare
il battito,
l’umore
che lieto
ti fa il faccino
acqua e sapone

Poeta non sono
Tale mai
mi son dichiarato
Però tanto tanto
io ti voglio
e vergogna no
non nutro

Dei tuoi baci,
dei tuoi morsi gentili
sempre a ognora
mi trovi affamato
Di tanto in tanto
vengo sgridato
perché t’amo
per l’anima tua bella
senza disdegnare
la carne tua tenera
giovane e calda
e fra le gambe vellutata

E mi commuovo





Se proprio mi vuoi


se proprio mi vuoi
prendimi
nudo e crudo
cattivo e baffuto
sporco e barbuto
indiavolato,
caduto
da un cielo di zolfo
di lingue di fiamme
di bare fantasma

se proprio ti vuoi
far felice
piangi pure la sorte
ma non seppellire
nelle lacrime
il destino mio
di invitto condottiero
tra cielo ed inferno





Bambino


gigante lontano distante
nano così tanto vicino

entrambi no buono
hai ragione, bambino





Ora ti penso

di RomanticaVany


Ah, raccogliersi in sé
e pensare.

Dirsi - ecco,
ora ti penso,
bestia d’uomo!

Poeta, ti penso,
in questo lieto mattino
ove sottili fili
di nebbiolina
rendono romantica
la visione panoramica.

Ed io mi perdo,
fantastico, e disegno
sui vetri appannati
un cuoricino
per te.




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sciocco il mio cuore - di RomanticaVany & King Lear

written by King Lear    - sabato, novembre 14, 2009



heart sciocco il mio cuore

Kiss


di Romantica Vany & King Lear

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agnellini scimmie e preti bastardi

written by King Lear    - domenica, novembre 08, 2009


Agnellino Vany


agnellini scimmie e preti bastardi


di Iannozzi Giuseppe




I.

Ha lasciato la vita mia
perché è giovane la sua
Ha lasciato me
alla sua finestra
a guardare la pioggia
che viene e viene giù

Ha lasciato lei
quel poco che di me resta
con la testa fra le mani,
e gli occhi bagnati
feriti a morte
da lacrime senza posa



II.

Perdo i capelli,
imbianco sul campo
Allo sbando
non conosco la pietà

Agli uccelli
in volo sparo felice
Seguo la vita
che precipita
nel folto del bosco
Non la raccolgo
La abbandono
Dò invece voce
a un altro colpo
dal fucile
della mia bocca



III.


M’illudevo
che sarei stato triste
Che avrei pregato
Cristo
Ma il bastardo
ch’è in me
mi spinge alla ventura,
come sempre
per nova felicità
o totale rovina



IV.

Non ho voglia
di svegliarmi
Di toccarmi
la punta del naso
e quella più lontana
del mio piede sinistro

Non sono
per il dolcetto
o lo scherzetto

Quello
che ora desidero
è un agnellino tenero
che i miei denti
possano far urlare
fino alla fine
di questa notte

E poi riposare
in eterno accanto
al mio amore
in una spoglia tomba,
nel grigio
del bosco bruciato

Domani poi forse
come drago
sveglierò ancora
il fuoco
dalla mia gola
e ricomincerò tutto
daccapo



V.

Non desidero l’amore
Mi accontenterei d’averti
a me accanto nuda,
femmina donna bambina



VI.

Vieni
Vieni
e vieni nuda
Il tuo babbo
è tutto un fremito
Sono io
il tuo solo diavolo

Ti aspetto
al solito posto
E tu sì,
mi offrirai
di te il meglio

Ti aspetto
nervoso
come non mai

Ti aspetto
con la testa
fra le mani
disperato
perché tu,
mia piccola strega,
sei riuscita
a mettere nel sacco
chi credeva
di saper fare
pentole e coperchi



VII.

Tu, mio Paggio, che oggi
te ne vai bello bello in giro
con quella faccia candida
bianca da morto
dovresti forse far attenzione
a chi ti si para davanti,
non è difatti detto
che il bravo che ti dà la mano
sia un uomo di spirito
o un santo voltariano
Tu pensa se tirasse fuori
la sua pistola per sparare
dritto in pancia a te
giusto perché in quel momento
gli gira così; tu, lascia
che te lo dica, non badi
a nessuno, siano santi
o spettri, con tutti t’intrattieni
sperando di cavargli di bocca
chissà quale verità
Però un giorno o l’altro
è certo che incontrerai
quello spostato con la scimmia
sulla schiena e qualche cambiale
in tasca da pagare, allora
sul corpo che porti a spasso
sfogherà la sua rabbia e libidine
E sta’ pur certo sin d’ora
che non servirà invocare Dio
e il Diavolo, quelli è da tempo
che si fanno i cazzi loro;
l’umanità quaggiù
non gl’interessa più, troppo pervertita
da preti beoni e politici panzoni
perché anche solo un demonio dappoco
possa sprecarsi di metterci lo zampino

Per tutto questo che tu ben sai
non ti fare Illusioni, non partorire
la morte loro; hai davvero bisogno
di battere epitaffi anche in questa notte
sprofondata tra la fine di ottobre
e l’inizio di novembre? Dio non lo voglia,
Paggio mio caro, non lo voglia
per il tuo bene soprattutto!



VIII.

Mi piacciono le tue rughe
senza fughe, scavate a fondo
per tutto il volto dove solo
gl’occhi arrossati fanno capolino
con un che di malefico
Quelle tue labbra fruste
sottili, uguali a quelle di serpente,
mettono angoscia a chi le sente
sulla propria fronte posate
per un attimo o anche più

Amo le tue verità non dette,
quella tua ostinazione reietta
di non volerti dimettere
dal ruolo di mammà neanche
in caso la Suprema Corte delle Streghe
dovesse giudicarti colpevole
di brogli e brodaglie machiavelliche

Mi piacciono un casino
quelle tue rughe, le pieghe
agl’angoli della bocca,
quei denti gialli traballanti
che sputano maledizioni
e castrazioni, mentr’io
ti prometto un rogo rosso
di fuoco sul cocuzzolo più alto
delle colline a nordovest



IX.

Tu ti sei profittata della fiducia mia
M’hai tradito manco fossi un bastardo,
uno qualunque che un calcio in culo
e lo metti al posto suo sulla strada

M’hai tradito quando io t’amavo,
quando da te sol desideravo
d’esser guidato dentro agl’occhi tuoi
per godere fra le braccia tue lisce
mordendoti il seno, e ascoltare così poi
i teneri pigolii dell’alma tua indifesa
sotto le grinfie della mia tanto
ma proprio tanto affamata

M’hai fatto becco
ed io t’amavo, se non d’un amor puro puro,
pur sempre è vero che di poesie tante
ho saputo dedicartene; ed allora perché
farmi colpa se su di te ora voglio volare
e metter così a nudo finalmente
l’ardor mio crudo che a ogni giorno
un po’ di più senza posa mi divora?

Quale tristezza è la mia
Tu non puoi capire, femmina sei!
Un uomo che ama ama col corpo
prima che con la mente; e però
non è il desiderio suo meno vero
Tutt’altro! Ma tu, Agnellino mio,
non l’hai ancor capito! O forse son io
che innamorato,
sbandato per te bella assai
più non capisco
se sei ostia o pane senza sale,
se sei vino rosso o anima carnale
da divorare
senza alcun sintomo d’umana pietà



X.

Agnellino, fa’ la brava
Sta’ tra paglia e fieno
buona; non mi disperare
ché lo sai che ti voglio
bene e te ne voglio assai

Scalci e scalci, mai un minuto
riposi; scalci, canti e ridi
nascosta fra i prati, ed i fiori
te li mangi col sorriso

Agnellino mio, non tradire
chi ti raccoglie al petto
per tenerti stretta stretta
e dal lupo cattivo salvarti

Agnellino, Agnellino, son io
il solo che ti vuol bene tanto
a dispetto delle malignità
che la gente semina in giro

Ma tu non mi ridere addosso
altrimenti ti prendo e ti strozzo
fra le lacrime colle mie mani



XI.

E lei che non ci sta
La vita mia più di là che di qua
E i fiori perdono i colori
E i sogni cadono nel limbo,
perché una vita senza femmina
un senso davvero non ce l’ha

Ma è lei, lei che se muore
Che non ha più petali
da spogliare
Che non ha più gonne
da lasciarsi violentare

Come in autunno
le foglie precipitano al suolo
e si sporge all’ombra il poco sole,
così per il nostro amore
banale quanto si vuole
abituato all’abusata rima,
ma era il nostro cuore,
il nostro cuore
a precipitarsi a letto
in un baratro

Mi cercano i vecchi compagni
Mi sussurrano con l’alito pesante
con la bocca cucita quasi sopra alla mia
che devo tornare quello d’un tempo,
andare in giro senza mutande
e fregarmene della buon costume
M’invitano a dar fuoco all’anarchia
Ad abortire l’amor mio in una sega
E’ solo che non ce la faccio,
non a muso duro con una vecchia troia
che tiene il sorriso in mezzo alle chiappe
mentre mi succhia l’uccello deliziata

Ogni notte è di buio e di vampiri,
di lampioni tombini e crack
Ogni angolo è un appostamento
per una tanica di profumo sottocosto,
tacchi alti fuori di testa
- instabili trampoli per galli e polli -
e bocche grandi grandi e piedi grossi grossi

E lei che non ci sta
La vita mia più di là che di qua
E le tombe perdono i toni di grigio
E gl’incubi soliti scivolano via dalla lingua,
perché una vita senza succhiasangue
un senso davvero non ce l'ha



XII. ( * )

Chi oggi per strada
dal lattaio e in chiesa m’ha veduta
ben sa che di fronte a simili cose
sicura mi porto avanti
e nulla vedo.

Sì, sono una bella mora, e allora?
Cappricciosetta certo, al pari d’una stella
ma proprio per questo
del Firmamento mi sento la più Bella.

Ai giovanastri come te
che montano sù un gran baccano,
se ancor non lo sai,
io me ne faccio un baffo.

E se un bel giorno
un’ombra di nostalgia di me ti colpirà
increspa pure le labbra e sorridi duro,
perché di me sempre
e per sempre la voglia ti resterà.


* di Romantica Vany & King Lear

Orsetto Rock by Vany

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la bimba con l'orsetto

written by King Lear    - mercoledì, novembre 04, 2009



la bimba con l'orsetto


di Iannozzi Giuseppe





al mio Agnellino recalcitrante, Vany



Tu ti sei profittata della fiducia mia
M'hai tradito manco fossi un bastardo,
uno qualunque che un calcio in culo
e lo metti al posto suo sulla strada

M'hai tradito quando io t'amavo,
quando da te sol desideravo
d'esser guidato dentro agl'occhi tuoi
per godere fra le braccia tue lisce
mordendoti il seno, e ascoltare così poi
i teneri pigolii dell'alma tua indifesa
sotto le grinfie della mia tanto
ma proprio tanto affamata

M'hai fatto becco
ed io t'amavo, se non d'un amor puro puro,
pur sempre è vero che di poesie tante
ho saputo dedicartene; ed allora perché
farmi colpa se su di te ora voglio volare
e metter così a nudo finalmente
l'ardor mio crudo che a ogni giorno
un po' di più senza posa mi divora?

Quale tristezza è la mia
Tu non puoi capire, femmina sei!
Un uomo che ama ama col corpo
prima che con la mente; e però
non è il desiderio suo meno vero
Tutt'altro! Ma tu, Agnellino mio,
non l'hai ancor capito! O forse son io
che innamorato,
sbandato per te bella assai
più non capisco
se sei ostia o pane senza sale,
se sei vino rosso o anima carnale
da divorare
senza alcun sintomo d'umana pietà

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lady vampire

written by King Lear    - venerdì, ottobre 30, 2009


vampire


lady vampire


di iannozzi giuseppe




E lei che non ci sta
La vita mia più di là che di qua
E i fiori perdono i colori
E i sogni cadono nel limbo,
perché una vita senza femmina
un senso davvero non ce l'ha

Ma è lei, lei che se muore
Che non ha più petali
da spogliare
Che non ha più gonne
da lasciarsi violentare

Come in autunno
le foglie precipitano al suolo
e si sporge all'ombra il poco sole,
così per il nostro amore
banale quanto si vuole
abituato all'abusata rima,
ma era il nostro cuore,
il nostro cuore
a precipitarsi a letto
in un baratro

Mi cercano i vecchi compagni
Mi sussurrano con l'alito pesante
con la bocca cucita quasi sopra alla mia
che devo tornare quello d'un tempo,
andare in giro senza mutande
e fregarmene della buon costume
M'invitano a dar fuoco all'anarchia
Ad abortire l'amor mio in una sega
E' solo che non ce la faccio,
non a muso duro con una vecchia troia
che tiene il sorriso in mezzo alle chiappe
mentre mi succhia l'uccello deliziata

Ogni notte è di buio e di vampiri,
di lampioni tombini e crack
Ogni angolo è un appostamento
per una tanica di profumo sottocosto,
tacchi alti fuori di testa
- instabili trampoli per galli e polli -
e bocche grandi grandi e piedi grossi grossi

E lei che non ci sta
La vita mia più di là che di qua
E le tombe perdono i toni di grigio
E gl'incubi soliti scivolano via dalla lingua,
perché una vita senza succhiasangue
un senso davvero non ce l'ha

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Vany è una punk girl

written by King Lear    - martedì, ottobre 27, 2009




Vany is a punk


Vany è una punk girl



di Iannozzi Giuseppe



a Vany
Te l’avevo promesso
che mi sarei vendicato!



Vany is a punk girl
Tira schiaffi a tutto andare
Beve gin
Ti fa volare via
Ti fa andare dove vuole lei
perché è una punk girl

Vany è fuori di testa
E’ pazza, beve cioccolata e whisky
a garganella dalla sua tazza rosa
Non sta in famiglia
Tira calci,
fa cadere dagli alberi le foglie
Di far la moglie
non le prende mai la voglia

Vany is a punk girl
She is crazy, she is pink
Vany is a kiss in the sky
She is pink, she is a punk

Vany vuol far festa
E’ fuori di testa
Dirotta gli aerei in volo
e le rondini per la primavera
Lei è vera
Ti prende per la gola
e ti dice che è tua la colpa

Vany è fuori, è fuori di brutto
A rotta di collo spacca tutto

Vany is a punk girl
Vany has a good time
And she is mine
She is my only crime

E’ fuori di testa, fa festa
Balla nuda sotto il sole o la luna
Chi la vede grida “mia fortuna!”

Beve vino rosso
Ma non va con i trans
né parteggia per Fidel Castro
Veste poco e bene, un bel nastro rosa
le lega i capelli
E’ lei la beniamina della gang
Perché Vany è un bimba punk

Vany is a punk
Vany is a vamp
She is my religion
and condemnation
Vany is the one,
the one for me

She is a punk, she is pink
She is so young, so young

Beve vino rosso
Butta giù vodka
ma non legge Kafka
Lei è una punk
E’ pazza, vive in rosa ogni cosa
E’ pazza, è una punk
E’ pazza, pazza, pazza
Ed è la bimba mia
La bimba mia
La pazzia mia
La pazzia mia
La pazzia mia







King Lear (Iannozzi Giuseppe) by RomanticaVany




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Dio è morto e Freud pure

written by King Lear    - domenica, ottobre 25, 2009





 
Dio è morto e Freud pure


di Iannozzi Giuseppe

 

Dio è morto e Freud pure
I pazzi sono fuori
Raccolgono fiori
insieme a Manson e Polanski
Inseguono farfalle
Fanno poi colazione
davanti alla loro collezione

Il treno a vapore
L'Uomo d'Acciaio e il grande freddo
La Baia dei Porci
Il partito democratico
Nessuno ha però capito
chi è il buono e chi invece il cattivo
Tutti a Hollywood
e non se ne parli più

In fondo, in fondo
al binario morto
Dio si è fatto da parte
e Freud nudo come un verme
glielo mette in quel posto
scoprendolo più umano che divino
In fondo, in fondo
tutti sono buoni a farti la pelle
prendendoti alle spalle
E ognuno ha la sua croce da portare
E ognuno ha almeno un prepuzio da tagliare

Sei più intelligente che bella
La cosa mi turba
come il giuramento sulla bandiera
o le bare avvolte nel tricolore

Ma le cascate del Niagara
Ma la Fontana di Trevi e la Dolce Vita
e Gesù che cammina sulle acque
e il rimmel, il Rosso e il Nero e i trans
In questi giorni così e così
compatisco e non capisco
In questi giorni di su e giù
senza mai uno stop
ho denti buoni e pane azzimo
Ma le cascate del Niagara
Ma il Vesuvio e Gesù sono sempre al top

Il problema è
essere o non essere
un soprano o un tenore,
se stare con la mafia di Sinatra
o finire antologizzato "caso clinico"

Dio è morto
Freud ripete come un pappagallo
che la scimmia è la scimmia
Ma tu, mio amore, amore mio,
non ti lasciar ingannare
Non ti lasciar sedurre dalle belle parole
e dal raffreddore, dalle BR e dai piduisti

Dio è morto e Freud fa a botte con San Pietro
Siamo solo teste che rotolano e non si fermano

Dio è un galletto e Freud gli guarda
nel buco del culo per vedere il futuro

Siamo teste che rotolano e non si fermano

Siamo in manicomio, alla deriva
E non dire che non l'avevi capito!
O ti sputo in un occhio e poi nell'altro

Siamo teste che rotolano e non si fermano
Siamo teste che rotolano e non si fermano
Siamo teste che rotolano e non si fermano

Dio, Dio salvi Sid e la Regina
(Siamo teste che rotolano e non si fermano)
Dio, Dio salvi la Regina e l'Anarchia
(Siamo teste che rotolano e non si fermano)
Dio, Dio metta in salvo chi diavolo può
(Siamo teste che rotolano e non si fermano)



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nudo ai tuoi piedi

written by King Lear    - sabato, ottobre 24, 2009


my little lamb


nudo ai tuoi piedi



di Iannozzi Giuseppe



My little lamb


All my dreams
With all my greed
For my love
I sang and I sang for so long

God bless you!

I’m not afraid
I have no hope
In these days of rain
you smile to the angels
And the streets save my tears

It’s time to live again
I need all
I don’t need anything
I tried to follow you
but I was just a clown

God bless you!

In my pockets there was just a penny
but I put on the table all my poems
God bless my love, my little lamb

I cannot, I cannot pray
God bless my blues
Cos a cross rests in peace in my right eye
and dust destroys the world in my glass eye

Many men have loved you
I was just one, a son of a bitch at your feet
I’m neither fascist nor communist
I’m not for the flag neither for the crucifix
I am a freeman

God bless my blues!

I’ll die without a whisper
Cos I am a freeman

I don’t believe in you
But please, in this cruel land
Lord protect my little lamb



King Lear (Iannozzi Giuseppe) by RomanticaVany



La mia strega


a Cinzia,
strega fra le streghe
e mamma fra le mamme


Tu non sei bionda
Sei una strega,
non sei bella
Hai la mela rossa
e lo specchio
e mille profumi
come la Sfinge
Ma non sei, non sei...
non sei nuda e cruda

Se ci credi
sono tuo amico
Se ci credi
le stelle esplodono
come petardi in cielo
Se ci credi
con tutta te stessa
puoi ancora dar la morte
al tuo nemico

E io ti resterò accanto
nascosto nel mio saio nero



King Lear (Iannozzi Giuseppe) by RomanticaVany



Questa notte di stelle

di Romantica Vany e King Lear (i.g.)


Questa notte di stelle
mi luccica nell’anima
il suo bel presagio
Sarà speciale
come far l’amore
sotto l’albero di Natale

Questa notte solletica
la mia pazzia, la voglia
di prenderti per mano
e portarti in giro per locali
a ubriacarci con la scimmia
sulla schiena; ma sempre belli
e dannati
agl’occhi della Provvidenza
sia divina o d’altra essenza

Dio mio, leviamoci di qui!
Scendiamo giù in città,
nella sua bolgia infernale
di fanali e gonne violentate,
di bar abitati da abili truffatori
ed equivoci ballerini un po’ uomini
un po’ donne, forse angeli caduti

Leviamoci di qui
e concediamo libertà al serpente
che coviamo dentro
nell’anima o in fondo più giù
C’è qualcosa che mi pizzica la pelle
C’è una miriade di stelle danzanti
che mi percuote il petto e si fa avanti

Voglio ballare e stregarti,
sentirmi una stella ubriaca di luce,
una donna fatale a tutto tondo
in pace e in guerra con il mondo
Questa notte di stelle
mi luccica l’anima;
e non c’è davvero niente
che tu o Dio possiate fare
per fermare l’avventura
Davvero niente, puoi credermi
sulla parola, Angelo mio



King Lear (Iannozzi Giuseppe) by RomanticaVany



Spogliami il cuore

di Romantica Vany e King Lear (i.g.)


1ma parte

Se tu fossi neve
ti leccherei ben bene
prima che il sole ti sciolga

Se tu fossi pioggia
nel cavo della mia bocca
ti raccoglierei
goccia dopo goccia

Se tu fossi vento
morderei il fiato
con il cuore in gola
per starti accanto

Ma queste cose tu non sei
Sei soltanto uno scribacchino
male in arnese che se lo fa
venire duro a ogni ora,
come un disperato
con la testa fra le nuvole
e la corda al collo
Sei uno fra tanti, non un santo
e nemmeno un fraticello colto e bello
Sei uno che ha bisogno della morfina
sempre accanto; ma chissà perché
dimentichi sempre la testa e la “tua” medicina



2nda parte

Mi dimentichi
con il cuore e con la mente
forse perché sono una ragazzina,
la tua medicina sprovvista
di patente e bugiardino
Che io metta la gonna lunga o la mini
a te non te ne frega niente;
sei sempre cacciato dentro a qualche cesso
con la penna in mano a inventarti poeta

Questo caos dell’anima io non lo reggo più
Sai che faccio allora? Metto sù le autoreggenti,
imbraccio il fucile e parto per la tangente
a caccia di uccelli!

Ho sognato giusto ieri sera il Santo Graal
e il buon Gesù che si lasciava lisciare i capelli
dalla sua donna; e c’erano nuvole bianche in cielo
e si spandea felice il richiamo del ruscello
e la sua eco pura risaliva la gobba della collina

Sono una donna, santa solo se capita l’occasione giusta
ma poco, poco davvero; sono una che prende fuoco,
basta che tu schiocchi le ditta e mi fai l’occhiolino
Basta davvero poco per farmi venire una dannata voglia
di farti l’amore, di prenderti a schiaffi e darti subito dopo
un paio di sonore sculacciate per quel tuo vizio
di crederti poeta, e maledetto per giunta

Vieni qui, vieni subito e spogliami il cuore
con le tue mani grosse sporche e ruvide;
fammi vedere se è vero che hai gioielli di famiglia
che fanno l’invidia di Gabriele e dei Sette Cieli
Vieni qui, bimbo mio, vieni e fammi gridare
che il Paradiso è stare fra le tue braccia prigioniera
mentre piano ti lecco dappertutto

King Lear (Iannozzi Giuseppe) by RomanticaVany

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The Night of the Stars di Romantica Vany & King Lear

written by King Lear    - sabato, ottobre 17, 2009



leggi The Night of the Stars


di Romantica Vany & King Lear



King Lear

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:11 | segnalazioni, poesia, amore, amicizia, iannozzi and friends, king lear, iannozzi giuseppe, romantica vany | BlogNews | clicca per commentare



Bionda o Bruna?

written by King Lear    - venerdì, ottobre 16, 2009


Vany


Bionda o Bruna?

di Iannozzi Giuseppe


a Vany,
che mi crede donnaiolo!



Bella bimba,
tu mi assicuri
che gelosa non sei
- come la luna - 
della bella biondina
che ieri il suo cuore
nel mio ha spogliato
facendomi perdere
presto la testa

Dici che di lei non ti curi;
sul seno una colombina
ti sei però subito tatuata
Ed ora piangi,
il saluto mi neghi;
ti confidi con le amiche,
allo specchio ti ammiri
cantando una canzone,
e con voce rotta singhiozzi
La manina sugli occhi
la porti più e più volte,
ti racconti "c'era una volta
e adesso non c'è più
l'amor mio che bello era
perché l'amavo io!"

Bella bimba, bella Bruna,
se è vero che della bionda
non hai paura tu che sei mora,
qual è il motivo allora 
di questo pianto
che non si stanca
di scivolare lento lento
impietoso sul tuo bel visino?

In risposta piano scuoti la testolina
e più non mi degni d'uno sguardo






La più bella

di Vany



Chi oggi per strada
dal lattaio e in chiesa m'ha veduta 
ben sa che di fronte a simili cose 
sicura mi porto avanti 
e nulla vedo.

Sì, sono una bella mora, e allora? 
Cappricciosetta certo, al pari d'una stella
ma proprio per questo
del Firmamento mi sento la più Bella.

Ai giovanastri come te
che montano sù un gran baccano,
se ancor non lo sai, 
io me ne faccio un baffo. 

E se un bel giorno
un'ombra di nostalgia di me ti colpirà
increspa pure le labbra e sorridi duro, 
perché di me sempre 
e per sempre la voglia ti resterà.


Iannozzi Giuseppe

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