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Berlusconi e il lodo Alfano 2.0, poi l'attacco all'Anm e ai seguaci di Fini

written by King Lear    - giovedì, novembre 26, 2009


Berlusconi e il lodo Alfano 2.0

Poi l'attacco all'Anm e ai seguaci di Fini



a cura di Iannozzi Giuseppe



Berlusconi monta su tutte ire, strepita e scalcia, batte i pugni più volte sul tavolo del congresso del Pdl, e puntando l'indice accusatore contro quanti si sono schierati con Gianfranco Fini, dichiara bello bello che "chi non è d'accordo se ne va dal partito". Ed attacca l'Anm con tutta la rabbia che il suo seppur piccolo corpo riesce a contenere, perché per il premier "la magistratura è una forza eversiva che attenta alla vita del governo" e che "rischia di portare il Paese sull'orlo della guerra civile".

Schierato contro i magistrati, il presidente del Consiglio è arrivato al punto di parlare addirittura di una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, spiegando le ragioni che lo obbligano a metter mano alla riforma della giustizia: "Perché è in atto un tentativo di far cadere il governo condotto soprattutto dalla magistratura che ha preso una deriva eversiva. Un tentativo che porta il Paese sull'orlo della guerra civile". Tradotto in altri termini significa che lui non ci pensa in alcun modo di finire nelle mani della giustizia, ragion per cui si vede costretto ad abbattere quel poco di giustizia e di legge - che nonostante tutto resistono ancora nel nostro paese - per salvaguardare la sua persona e i suoi personalissimi interessi. Il premier ha tirato dunque in ballo i processi che lo vedono coinvolto a Milano, le indiscrezioni su presunte nuove azioni della magistratura riguardanti i processi di mafia, e non da ultimo i casi di Nicola Cosentino e di Renato Schifani. Con la baionetta in mano ben puntata contro tutti, il Cavaliere ha difeso il suo sottosegretario all'economia attraverso l'esame delle accuse mosse dai magistrati napoletani in alcuni casi definendolo "paradossali": "La riforma della giustizia è assolutamente necessaria... bisogna andare avanti sulla riforma del processo breve e sulla separazione delle carriere". Non contento, ha puntato sul fronte interno, con un ultimatum nei confronti dei finiani: "Il programma di governo è chiaro ed è stato sottoscritto da tutti in campagna elettorale. Su ogni tema si decide a maggioranza e chi non è d'accordo occorre che si adegui. Chi non condivide è fuori".

L'ultima cartuccia l'ha sparata contro il servizio informativo della Rai - come se anche questa non fosse completamente nelle sue mani. "Ogni giorno vanno in onda sulla Rai, la televisione pubblica, processi contro il governo e la maggioranza. Questi processi devono finire".

Promosso a pieni voto l'ordine del giorno del Pdl: "Il Pdl si impegna a presentare ripresentare il lodo Alfano, seguendo le indicazioni della Consulta e di andare avanti sul processo breve". E il ministro La Russa: "Voi lo chiamate così, ma per noi è il processo con durata certa".

A questo punto non rimane che da chiedersi per quanto tempo ancora gli italiani riusciranno a resistere alle sferzate di Silvio Berlusconi, prima di scendere veramente in piazza per una guerra civile seria: sbattere fuori dall'Italia il premier, così come accadde una manciata di decenni or sono in occasione della costituzione repubblicana, entrata in vigore il 1º gennaio 1948, che sancì l'esilio per il Re, la famiglia reale e la futura discendenza maschile restringendone il godimento dei diritti civili e patrimoniali e politici.

NO OT

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Silvio Berlusconi arrestato - la prima foto in esclusiva

written by King Lear    -



Silvio Berlusconi arrestato

la prima foto dell'arresto in esclusiva assoluta


Berlusconi under arrest

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Sarah Palin mostra le sue gambe da gazzella sul Newsweek e l'America si eccita

written by King Lear    - mercoledì, novembre 25, 2009


Sarah Palin mostra le sue gambe da gazzella
sul Newsweek e l'America si eccita alla grande

 
 

di Iannozzi Giuseppe



Sarah Palin è sempre affascinante, così tanto da meritare la copertina di Newsweek. Ma la bella Palin non è contenta, perlomeno questo lascerebbe ad intendere mettendo in discussione l'immagine di lei apparsa sulla rivista pubblicata il 23 novembre 2009. Come tutti, purtroppo, anche Sarah Palin la possiamo trovare sul social network Facebook e proprio su questo canale ha definito la foto apparsa sulla rivista "sessista e un tantino umiliante". La fotografia vede una Sarah Palin atletica e in forma smagliante, foto che arriva dalla rivista di atletica Runner's World: l'ex candidata repubblicana - che pare stia scrivendo un libro dopo aver perso la sua corsa contro Barack Obama -, indossa degli shorts neri cortissimi, e le sue gambe da gazzella appaiono in tutta la loro bellezza e lunghezza. La Palin è in forma e fa invidia a più di una ventenne con la cellulite, ma la repubblicana Sarah dice che la foto è "fuori contesto": "Non l'avrebbero mai fatto con un politico maschio". Ed è polemica, molto teatrale, scimmiottata, di quelle che piacciono tanto agli americani e non solo, polemica che è arrivata in tv, sui giornali e sui blog. L'America repubblicana si accende di stelle e strisce per la Palin.
Che fa allora Newsweek?
Mette alle corde la povera Sarah e pubblica il sommario utilizzando per la pagina del nuovo numero una fotografia di un aitante Barack Obama in costume da bagno mentre si trovava in vacanza alle Hawaii, e sotto la foto del Presidente degli USA la frase utilizzata da Sarah: "Sessista è un tantino umiliante". Tuttavia Sarah, oramai abituata a perdere ogni battaglia da lei intrapresa, viene battuta di brutto dalla popolare rivista: credeva forse di incastrare Newsweek e il Newsweek le ha dimostrato con le sue stesse parole che è più bella che intelligente!
Non è possibile dire che Sarah Palin sia la donna ideale degli Americani: ma una cosa è più che mai certa, la Palin eccita ed eccita alla grande la popolazione maschile.

Sarah Palin on Newsweek

Barack Obama

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Cesare Battisti mangia la sua cacca per sopravvivere

written by King Lear    - martedì, novembre 24, 2009


merdaCesare Battisti mangia la sua cacca
per sopravvivere durante lo sciopero della fame

a cura di Iannozzi Giuseppe


Cesare Battisti ha finito di digiunare. I borborigmi, l'acidità di stomaco, la fame, lo hanno piegato. E' uno degli scioperi della fame più corti mai registrati nella storia. Battisti è uno a cui piace mangiare ed 11 giorni di fame l'hanno praticamente smontato. Il senatore Eduardo Suplicy (Partito dei Lavoratori), culo e camicia con Battisti, annunciando l'interruzione dello sciopero della fame del terrorista dichiara che "la decisione è un gesto di fiducia nei confronti del presidente Inacio Lula da Silva", cui spetta l'ultima parola sulla sua estradizione in Italia.

Suplicy, che ha incontrato Battisti nel carcere di Papuda, a Brasilia, ha precisato: "Ha preso questa decisione dopo aver consultato diverse persone, tra le quali la scrittrice francese Fred Vargas" (la pulzella che ha sposato la causa di Battisti e solo Dio sa cos'altro!), rilevando che nel suo colloquio a Papuda ha visto l'ex terrorista "meglio che nei giorni scorsi. Battisti ha firmato un documento nel quale rende noto di aver posto fine allo sciopero della fame".

Voci ufficiose ci assicurano che comunque Battisti non abbia consumato tutti gli 11 giorni di sciopero della fame, non nella maniera corretta comunque: parrebbe infatti che abbia divorato con gran voracità, a piene mani, i propri escrementi caldi caldi e quasi mai di nascosto! Si sussurra che abbia offerto la sua cacca anche agli amici lì in Brasile, i quali però non se la sono proprio sentita di togliere il cibo di bocca al terrorista rosso.

Forse qualcuno temeva per la salute di Battisti?
Parrebbe di sì, perlomeno in Brasile dove i brigatisti sono tenuti sul palmo della mano, soprattutto se sponsorizzati da certi politicanti estremisti made in Italy.


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Rotondi vuole finire di schiavizzare i lavoratori abolendo la pausa pranzo

written by King Lear    - lunedì, novembre 23, 2009


Rotondi vuole finire di schiavizzare

i lavoratori abolendo la pausa pranzo



a cura di Iannozzi Giuseppe


"La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia". Così Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma di governo, nel corso del programma tv web KlausCondicio. "Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un'attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo. Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi. In Germania, ad esempio, per incentivare la produttività la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz'ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell'intera settimana. Negli ultimi due anni si è scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. Addirittura meno di 3 per le donne. In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non è proprio prevista dalla legge federale ed è regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania".

Al ministro Gianfranco Rotondi si può solo rispondere: che dia il buono esempio lui per primo, nonché i parlamentari tutti, i sindaci, gli assessori e tutti gli uomini politici - senza eccezioni -, abolendo la loro di pausa pranzo. Pausa pranzo che costa agli italiani, ogni anno, migliaia di euro e danni incalcolabili per gli italiani tutti, lavoratori e non.
E che dire dei tantissimi politici che con la scusa del pranzo, della cena di lavoro, caricano in nota spese i loro bagordi facendo pagare tasse sempre più salate ai cittadini? 


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Giulio Mozzi tra la morte e la vita

written by King Lear    - domenica, novembre 22, 2009



Giulio Mozzi tra la morte e la vita


E' una vita che cerco di costruire dei discorsi che tengano logicamente.
So perfettamente che per “fare breccia nell’italiano medio”
la cosa più “utile” sarebbe fare solo discorsi emotivi, inquietanti,
senza preoccupazioni di logica e coerenza. -
giulio mozzi


Giulio Mozzi a Rimini

Rimini, febbraio 1991. Lo scrittore Giulio Mozzi depone una bottiglietta d'acqua
davanti alla sede del XX Congresso del PCI.


voto comunista

Rimini, febbraio 1991. Per ricordare Enrico Berlinguer.


bottigliette d'acqua per Berlinguer

Rimini, febbraio 1991. Bottigliette d'acqua deposte davanti alla tomba di Enrico Berlinguer.


leggi anche Accanimento terapeutico


NO OT

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Le smorfie più belle di Cesare Battisti

written by King Lear    - giovedì, novembre 19, 2009



Le smorfie più belle di Cesare Battisti


Questo uomo è un clown, istrionico, faccia di gomma.
Ecco a voi le sue smorfie più belle e rappresentative.


Cesare Battisti - smorfia



Cesare Battisti - smorfia



Cesare Battisti - smorfia


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Cesare Battisti non è Stefano Cucchi. E' invece un brigatista e un assassino

written by King Lear    - mercoledì, novembre 18, 2009


Cesare Battisti non è Stefano Cucchi

E' invece un brigatista e un assassino



di Redazione


La decisione di Cesare Battisti di attuare, come estremo e disperato tentativo di ricatto, lo sciopero della fame – di mettere in gioco la sua già poca dignità umana e civile e che gli è suo malgrado inchiodata alle spalle a mo' di croce – mostra, nella sua lievità, lo stato in cui la vita in maschera è costretta oggi.

Un terrorista è inseguito e raggiunto, dopo trent’anni, da un’accusa alla quale non intende dare alcuna risposta, dalla quale è tecnicamente impossibile attendersi una spiegazione: una condanna comminata sulla parola di attendibili pentiti che la legge italiana deve difendere con le unghie e i denti dagli attacchi eversivi di una certa stampa infame ed infamante. Una condanna comminata di cui il condannato è sempre stato consapevole, che è diventata definitiva e irrevocabile perché il condannato, pur sapendo di essere tale, non ha mai nemmeno tentato di assumersi le sue responsabilità – a differenza di altri correi, in appello assolti dalle medesime imputazioni.

Questa è la storia di Cesare Battisti: accusato da accusatori che hanno dovuto agire per il bene della società, della politica, della legge e della giustizia, andando incontro ad incomprensioni, da soli ma a testa alta sempre.
Questa è la storia di Cesare Battisti: inchiodato a una icastica rappresentazione della realtà: assassino di Torreggiani e feritore del figlio rimasto invalido per i media e la pubblica opinione, la legge e la giustizia italiane, non a caso le sentenze evidenziano nel dettaglio come Battisti sia il principale responsabile delle morti assurde che negli Anni di Piombo si sono consumate sotto i suoi occhi per sua mano.
Questa è la storia di Cesare Battisti: e oggi si spera che i tre decenni di latitanza dell'assassino possano essere cancellati con un tratto di bianchetto.

Cesare Battisti, una volta tradotto in un carcere italiano, sconterà la pena che gli spetta e a cui non deve sottrarsi, non più. Cesare Battisti è un omicida e un assassino, uno sporco brigatista, non è il povero Stefano Cucchi. Le foto del corpo di Stefano Cucchi dicono tutto: la nuda vita, il mero corpo esposto alla violenza dello Stato, al desiderio microfascista di potere, vendetta, di violenza di alcuni servitori dello Stato per il quale è subito scattata la difesa d’ufficio (mica stiamo parlando di “zingari” ubriachi), e per i quali è comunque pronta l’autoassolutoria definizione di “poche mele marce” da parte dello Stato (mica stiamo parlando di “rumeni”). Cesare Battisti non è niente di tutto questo. E' un assassino, un pavido, uno che ha fatto la bella vita in Francia per ben 30 anni e che adesso vorrebbe spassarsela sotto il sole brasiliano, abbronzandosi a petto nudo e con il cappello di paglia ben calcato in testa.

La vita di Cesare Battisti non è quella di un martire né di un innocente. Cesare Battisti merita il carcere, la pena che lo Stato gli ha già comminato. Per troppo tempo Cesare Battisti è stato uccel di bosco, ma ora basta. Non è più sopportabile che Cesare Battisti infanghi la giustizia italiana. I corpi oscenamente macellati di Stefano Cucchi o di Federico Aldrovandi non hanno nulla a che vedere con il futuro di Cesare Battisti, che, al sicuro in Brasile sotto l'ala protettrice del presidente Lula, grida come un ossesso che l'Italia è uno Stato di assassini che vogliono la sua pelle. Così non è. Lo Stato italiano, il popolo italiano, pretende solo il giusto: che Cesare Battisti sconti la pena che gli è stata comminata in un carcere italiano.

NO OT

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Il Pd di Bersani per il no al "No Berlusconi Day". Di Pietro e Rifondazione Comunista in piazza

written by King Lear    - martedì, novembre 17, 2009


Antonio Di PietroIl Pd di Bersani per il no al "No Berlusconi Day"
Di Pietro e Rifondazione Comunista in piazza



di Iannozzi Giuseppe


Non è la sinistra, non la sinistra auspicabile e che vorremmo. Il Pd con Veltroni, con Franceschini o con Bersani non cambia. Non cambia mai. E' il solito brodino riscaldato a base di dado che sa di dado. E null'altro. Così mentre Antonio Di Pietro incalza affinché il 5 dicembre si scenda tutti in piazza uniti "per manifestare contro le politiche di questo governo. Il Pd si tolga il cappello da primi della classe e partecipi", il Pd di Bersani fa sapere che non ci sarà. Assicura tutti gli italiani a destra - che abbracciano Berlusconi - che il Pd starà a casetta sua comodo in pantofole, o anche nella cuccia con l'osso in bocca se il caso dovesse richiederlo. Questo è il Pd, una sinistra che non esiste, una sinistra orwelliana in perfetto stile Animal Farm. Se qualcuno si era illuso che con Bersani a capo del Pd la sinistra italiana potesse risorgere, ha fatto male, molto male i suoi conti.

Insieme all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro scenderanno in piazza per il "No Berlusconi Day" Rifondazione Comunista e molte associazioni che di stare al fianco di Berlusconi e del Pd di Bersani non ci pensano proprio.

E' la Rosy Bindi nazionale, a confermare la non partecipazione del Partito Democratico: "Non abbiamo bisogno di partecipare alle manifestazioni. Con questo intendo dire che il nostro anti-berlusconismo è quotidiano ed è nei fatti". Ma questa scelta imbarazza, imbarazza il cuore più adamitico del Partito, difatti non sono pochi a pensare che sia necessaria una maggiore partecipazione sul campo, in strada, al fianco dei cittadini. L'anti-berlusconismo di cui vaneggia Rosy Bindi è di scelte machiavelliche, di compromessi, di matrimoni contro natura fra Pd e Pdl. Di Pietro fa giustamente notare: "Chi non sarà con noi sarà alla stessa stregua del governo Berlusconi". Bersani fa finta di arrabbiarsi: "'Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di anti-berlusconismo, non le prendiamo da nessuno". Difatti Bersani ha deciso che è molto più semplice e comodo per lui e per i democratici continuare a piegarsi a novanta gradi, così come gli ha insegnato Walter Veltroni oggi perduto dentro alle sue fisime paraletterarie. Bersani sputazza che "il più antiberlusconiano è quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di più. Dopodiché, se si ragiona, se le parole d'ordine sono accettabili, certamente non c'è una proibizione ad andarci ai militanti del Pd. Quando le parole d'ordine saranno accettabili le vedremo".

I Giovani Democratici dopo il no di Franco Marini, contrario anch'esso alla manifestazione, hanno pubblicato l'appello della manifestazione in Rete e molti utenti del gruppo stanno mandando mail al Pd nel tentativo di far cambiare opinione ai vertici. L'invito rivolto dai Giovani Democratici: "Caro Pd, con te ho chiuso". Ma sono parole sprecate... solo parole al vento... e null'altro purtroppo.

NO OT

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