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Arthur Machen e il Segreto del Graal: per la prima volta tradotto in Italia il grande romanzo gotico

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, agosto 18, 2008


Arthur Machen - Il segreto del GraalArthur Machen

Il segreto del Graal




Per la prima volta in traduzione italiana un grande romanzo della letteratura gotica



“Ero rapito al pensiero di quei meravigliosi cavalieri erranti, di quella cristianità che non era un codice morale con una qualche specie di paradiso metaforico offerto in ricompensa per la sua doverosa osservanza, ma una grande avventura mistica nel mistero della santità”.


Arthur Machen
è lo pseudonimo di Arthur Llewellyn Jones. Nato in Galles nel 1863, è considerato uno dei maggiori autori di letteratura gotica di tutti i tempi. Fu ammirato da figure come Lovecraft, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde e H.G. Wells.

The secret Glory, opera semiautobiografica e fondamentale, esce per la prima volta in Italia per i tipi Liberamente.
   

Approfondimenti:


   Arthur Machen su Wikipedia, l'enciclopedia libera


Scheda editoriale:



Autore: Arthur Machen
Titolo: Il segreto del Graal
Collana: Lo specchio di Orfeo
Liberamente Editore
Prezzo: 12,50 euro
ISBN 9788863110227


  Leggi un estratto



La trama del libro


Iannozzi Giuseppe raccomandaDopo essere rimasto orfano, Ambrose Meyrick, adolescente di origini gallesi, viene iscritto a una scuola pubblica inglese. Qui si scontrerà con rituali a dir poco ridicoli, pericolosi e violenti, con una mentalità repressiva e tirannica, con quotidiani episodi di bullismo paradossalmente accettati, quando non incoraggiati, da preside e insegnanti. È proprio quando sembra aver raggiunto l’apice della sofferenza e della mortificazione che Ambrose, grazie alle sue origini celtiche, ha la “visione”: e scopre un mondo che promette un formidabile riscatto e meraviglie mai viste, un mondo che lo porterà alla ricerca del Santo Graal e che cambierà il suo destino. Un favoloso viaggio di scoperta, il viaggio di un adolescente baciato dalla grazia ma anche alle prese con le inquietudini dell’età, la scoperta del sesso con la giovanissima cameriera Nelly, prodigiosa espressione di freschezza e innocenza, e poi ancora storie di violenza, soprusi, abusi sessuali. Le pagine di Arthur Machen sono ricche di umorismo, di critica sociale, ma anche di bellezza visiva e momenti sognanti che trasportano il lettore in una dimensione magica per seguire Ambrose Meyrick nella sua ricerca del Graal. Miti celtici, atmosfere misteriose e paesaggi da sogno si incrociano col percorso intimo di un “eroe” davvero fuori dal comune.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 15:15 | segnalazioni, cultura, letteratura, dark, fiction, anticipazioni, editoria, autori, narrativa, rassegna stampa, comunicati stampa, horror, primo piano, in libreria, prima pagina, anteprima, goth, gotico, scrittori, ultime notizie, capolavori, casi letterari, preview, novità in libreria, last news | clicca per commentare



krauspenhaar ringrazia Iannozzi. scripta manent. a maggiore gloria di franz

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, agosto 14, 2008






   krauspenhaar ringrazia iannozzi


scripta manent
 
a maggiore gloria di franz krauspenhaar  
 
 


 
 
- come nel 2005, ai tempi di cattivo sangue, scomodava houellebecq e izzo e malet mettendo questi mostri sacri in paragone con me, ora fa più o meno la stessa cosa (scomodando céline, houellebecq, ginsberg - noto romanziere, come ben sappiamo e altri beat) ma in senso dispregiativo. di cosa parli il libro nessuna traccia.

 
- tutto quello che questo buffone sa fare, che questo imbecillotto sa fare, è buttare la propria merda addosso alla gente seria che si fa il CULO per portare a casa un risultato.

 
- allora iannozzi, non ti sei stufato di fare il buffone? perché se non sai di essere un grandissimo buffone, di una rozzezza argomentativa senza precedenti, se non sai di essere un volgare pipparolo della letteratura webbica, allora vuol dire che - prendendoti sul serio - stai veramente male. e allora che dio ti protegga.

 
- iannozzi, dai, hai la credibilità di un brontosauro nel 3.540. cioè pari a zero.

 
- sei davvero “ai confini della realtà”. e non capisci una beata mazza.

 
- se io scrivo che tu nel 2005 mi paragoni - giustamente - a leo malet (che conosco come le mie tasche vuote) e poi nel 2008 mi paragoni ad altri grandi però con intenti denigratori, voglio dire che nel 2008 fai un’operazione ridicola, mettendomi in mezzo a gente come céline o houellebecq, coi quali credo di non assomigliare manco per il cazzo. hai capito? mentre nel 2005 paragonando cattivo sangue a certi noir di malet l’avevi azzeccata, a mio avviso. dunque anche a te capita di azzeccarla. io questo lo dico, senza ipocrisie. tu sei un matto, ecco. questo è il problema tuo.

 
- iannozzi di artistico ha solo il nome: che sembra quello di un funambolo di un film di franco & ciccio. “franco & ciccio al circo medrano”.

 
- comunque il mondo letterario è fatto al 90% da morti di sonno. poi ci sono le eccezioni come me e iannozzi; che però di letterario non ha che l’ambizione.

 
- guarda che Iannozzi non avrà capito una sega. Meglio se traduci.


- Luego tuve una buena intuición: Iannozzi es el inventor de una nueva categoría historiográfica: ornitología aplicada a la crítica literaria - (Traduzione: Ho poi avuto una felice intuizione: Iannozzi è l'inventore di una nuova categoria storiografica: ornitologia applicata alla critica letteraria)


- magari l’ha letto. comunque lo trovo divertente. arriveranno altre stroncature, molto più subdole. una l’ho ricevuta da guido michelone l’altro giorno, è di un tale di “letture”. ecco, quella è subdola; questadi iannozzi fa solo sorridere.



Gli apocrifi krauspenhaariani


- l’altissima statura morale e intellettuale del signor iannozzi è ben rintracciabile in rete e anche in tutte le librerie d’italia ( all’estero non ho potuto controllare ma spero di sì) quindi mi fido ciecamente di queste sue parole che sono assolutamente prive di invidia e astio, ma dettate unicamente da una profonda e cristallina visione delle cose. vorrei esprimere tutto il mio appoggio alla sua eccellente recensione, congratulandomi col signor iannozzi per il coraggio di saper dire le cose come stanno, per il coraggio di andare contro all’appiattimento della letteratura italiana, perché egli sa stagliarsi sempre contro tutto e tutti, motivando intelligentemente le sue scelte mai dettate da gelosia o rancore o stizza - come i più superficiali pensano - ma da una superiore coscienza letteraria. che il signore le preservi questo dono, signor iannozzi, e peste a tutti quelli che parlano male di lei, quelli sì, certamente invidiosi.


- ”Un romanzetto lialesco, che di storico accoglie solo fragili briciole sconnesse, senza un evidente legame con il costrutto narrativo.”
Con cortesia chiedo a Iannozzi di riportare le pagine da dove si evince questo miscuglio sdolcinato lialesco.
Altresì dico che Franz non ha mai detto che il suo fosse un romanzo storico nella più alta accezione del termine. Quindi perchè criticare qualcosa che non è?
Probabilmente la Fazi avrà stampato due edizioni di Era mio padre perché quella che ho letto io, e molti altri, non corrisponde alla cortese recensione di Iannozzi :-)


- Non ho mai letto niente di Liala. e neanche di Moccia, però, ho letto “Era mio padre di Franz”, e penso che sia un libro straordinariamente coraggioso. Forse è il signor Iannozzi che non ha letto il libro, per cui esprime un giudizio assolutamente parziale. Se comunque, mi volesse prestare i suoi libri di Liala e di Moccia sarò lieta di leggerli!


- Ho letto le domande di Iannozzi, che retorica meravigliosa, le voglio copiare così quando incontro uno scrittore le posso utilizzare, caso mai fossi a corto di idee!


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 16:00 | italia, web , rassegna stampa, notizie dalla rete, costume, curiosità, scrittori, ultime notizie, vm 18, bullshits, notizieflash, explicit content, last news, copia e diffondi, dichiarazioni firmate, parola di scrittore, hanno detto di, man of the year | clicca per commentare commenti (28)



Georgia: Mosca ignora il cessate il fuoco

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, agosto 13, 2008



Georgia, il daamma


Georgia: Mosca ignora il cessate il fuoco




Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili sostiene che le forze di Mosca continuano a muoversi attraverso la Georgia, nonostante il cessate il fuoco. Anche il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza georgiano, Aleksandr Lomaia, rilancia le stesse accuse. «Un convoglio di carri armati è entrato nella città di Gori, vicina alla repubblica separatista dell'Ossezia del Sud, questa mattina alle 9:05 locali (le 07:05 italiane).

Fonti russe della forza di interposizione in Ossezia del Sud, invece, hanno smentito le affermazioni georgiane ma Mosca non ritirerà immediatamente le sue truppe dall'Ossezia del sud. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri Serghei Lavrov dopo l'accordo tra Russia e Georgia, raggiunto grazie all'intervento del presidente francese Nicolas Sarkozy nella sua qualità di presidente di turno dell'Unione europea. «Dopo il ritiro delle truppe georgiane nelle loro caserme, ritorneremo sul territorio della Federazione russa. Le nostre forze per il mantenimento della pace resteranno in Ossezia del Sud» ha sottolineato Lavrov. Sia il ritiro russo «sulle linee precedenti allo scoppio del conflitto» sia il rientro dei georgiani «nei luoghi del loro abituale stanziamento» sono punti previsti dal piano per la soluzione del conflitto tra Russia e Georgia approvato ieri da Mosca, Tbilisi e da Nicolas Sarkozy.

Mosca accetta comunque, ai fini di un cessate il fuoco, la modifica apportata dalla parte georgiana sul sesto punto degli accordi mediati da Nicolas Sarkozy, che elimina la menzione diretta alle questioni dello status di Abkhazia e Ossezia del sud, ha detto il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. Però ai fini di una soluzione definitiva del conflitto, «certamente la questione non può essere accantonata».

Secondo Lavrov, inoltre, la Georgia dovrà finanziare la ricostruzione in Ossezia del sud. «Mosca ha stanziato una considerevole quantità di fondi allo scopo - ha detto il ministro degli esteri russo. Ma è l'aggressore che deve pagare per la ricostruzione di Tskhinvali e dei villaggi distrutti».

Lavrov ha poi indirettamente puntato il dito contro gli Usa. «C'erano dei cittadini stranieri con la parte georgiana nell'attacco contro l'Ossezia del sud», ha detto il ministro degli esteri russo. «Non so se assieme ai reparti militari, ma in ogni caso dalla parte dell'esercito georgiano», ha aggiunto in una chiara allusione agli istruttori militari statunitensi in Georgia.

Gli Usa hanno criticato gli attacchi di Mosca contro il Paese confinante e hanno cancellato un'esercitazione navale prevista per la prossima settimana che vedeva coinvolte anche Russia, Gran Bretagna e Francia. Secondo il Segretario di Stato americano Condoleezza Rice, le operazioni militari di Mosca in Georgia hanno messo in pericolo l'integrazione della Russia negli organismi internazionali. «La Russia può ancora cambiare direzione e dimostrare che sta cercando di comportarsi in linea con i principi del 21esimo secolo», ha detto. «Ma vi assicuro che la reputazione internazionale della Russia e il ruolo che potrà giocare nella comunità internazionale sono in discussione».

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Di Pietro paparazzato ma non c'è scoop

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, luglio 31, 2008


Antonio Di Pietro - non c'è scoop


Antonio Di Pietro paparazzato


Ma non c’è scoop
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 


 

Antonio Di Pietro, amichevolmente Tonino, è stato paparazzato su “Chi”: lo si vede in compagnia di quella che dovrebbe essere una attraente moretta, mentre la bacia. Inutile dire che “Chi” fa parte del gruppo Mondadori, che è ovviamente nelle mani di Berlusconi.

Scoop vero o falso? Su “Chi” il titolo, che aprirebbe a Di Pietro le cronache rosa, lascia perplessi e piuttosto indignati: L’Italia dei Calori. Una manovra politica? In questa rovente estate non è da escludere. Il tanto “caloroso” bacio fra Di Pietro alla misteriosa bruna non è così rovente come il settimanale vorrebbe far credere al suo pubblico con tanto di foto, dove la misteriosa signora è molto sfocata, quindi non riconoscibile. Il quotidiano Il Giorno si spinge ancora più in là e scrive “Scampoli di straordinaria felicità e ordinario lusso”. Ma solo i ciechi – e nemmeno loro – e i paparazzi che amano creare scandali a tutti i costi potrebbero non accorgersi che il bacio che Di Pietro dà alla signora bruna è soltanto un più che normale bacio amichevole e null’altro, un bacio di commiato. Mon Dieu, anch’io saluto così le mie amiche, ma non per questo a qualche paparazzo in odor di scoop gli passa per la testa di dire che ho una relazione con taluna e talaltra. Lo scoop di “Chi” è ben magro e inconsistente, in pratica non c’è: se fotografare una persona che dà un innocente bacio a una amica prima di congedarsi da lei può definirsi amore “dei calori”, allora stiamo freschi, perché a questo punto nessun galantuomo sarebbe più libero di uscire con un’amica.

Di Pietro spiega il presunto scoop: “Ma quale scandalo! Ero fuori da un ristorante dove abbiamo festeggiato il compleanno di Silvana Mura e bastava allargare l’obiettivo per riprendere altre venti persone intorno a me. Avrò diritto di partecipare a una festa? E comunque io a questo livello non voglio scendere. Che il Cavaliere invece di far fare falsi scoop ai suoi giornali e usarli come una clava politica si preoccupi d’altro. Fa leggi per non farsi processare, promette di salvare Alitalia e indebita lo Stato, manda a casa i precari per legge. Mi sembra Superciuk che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Questo è il problema, non un casto bacio di saluto”. E continua prendendo le difese della signora, di cui non fa giustamente il nome: “Mi dispiace per lei che non c’entra niente. Non ha niente a che fare con la politica”. La misteriosa signora sarebbe un’amica di Gabriele Cimadoro, deputato Idv. E con questo?
Silvana Mura è furiosa: “Sono furiosa e questo significa che il livello del confronto politico è arrivato così in basso da impedirci anche di fare una cena tra amici, ci dovremo da ora in poi tumulare nel ristorante di Montecitorio. Sono appena uscita dall’ufficio di Presidenza e ho incontrato un collega di maggioranza che mi ha sventolato le foto sotto al naso chiedendomi con insistenza e con un sorrisetto, chi fosse quella donna. Incredibile... Si vergognino loro che usano i giornali con falsi gossip”. E Gabriele Cimadoro: “Non ci sono intrighi amorosi. C’è solo la difficoltà di Berlusconi di smontare un oppositore che sta sempre in piedi. E chiama in aiuto i suoi giornali”.
 
Ad Antonio Di Pietro è stato attribuito anche un altro flirt, con Ela Weber e proprio lei smentisce: “E’ sposato, ha dei figli… troppo scontata è la storiella della showgirl e del politico, non fa per me. La prima sera che l’ho visto si è messo a cucinare. E poi ha pure sparecchiato. Lui mi racconta spesso della sua casa. Un giorno mi ha raccontato quanto l’avesse stupito che per avere delle tende bisognasse aspettare mesi. Così l’ho portato all’Ikea. Non c’era mai stato. Non immaginate il suo stupore, sembrava un bambino impazzito”. Giusto un uomo che ha bisogno di un consiglio su come arredare presto e in maniera economica la propria casa.
 
I presunti flirt attribuiti ad Antonio Di Pietro fanno acqua da tutte le parti, troppo costruiti su fàtti fatti di nulla per poter essere anche solo lontanamente credibili.

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Marco De Franchi - La carne e il sangue, il romanzo delle nuove BR

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, luglio 29, 2008







L’autore



Marco De Franchi è nato a Roma e attualmente vive in Toscana. È Sostituto commissario della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile e ha fatto parte del gruppo investigativo che ha condotto l’inchiesta sulle nuove Br fino all’arresto dei responsabili degli omicidi D’Antona, Biagi e Petri. Anche da questa esperienza è nato il romanzo La carne e il sangue. Ha pubblicato in numerose antologie e riviste come L’Eternauta e M-Rivista del Mistero. Un suo racconto è apparso di recente nell’antologia La Legge dei Figli, per Meridiano Zero. Molti suoi racconti, oltre alla traduzione del romanzo breve Gli Occhi nel Bosco, sono apparsi in Francia. È stato soggettista e sceneggiatore di fumetti per le riviste Lanciostory e Skorpio.


Autore: Marco De Franchi
Titolo: La carne e il sangue
Barbera Editore

Collana: Radio Londra
In libreria:  agosto 2008
Prezzo: 14,90 euro
ISBN: 978-7899-242-9


“Finalmente il romanzo che ci racconta con potenza narrativa e conoscenza diretta dei fatti il nuovo terrorismo italiano”.

Gianfranco de Turris


  Leggi l'incipit



Il libro


Marco Biagi è stato appena ucciso. Prima e dopo di lui, gli omicidi di Massimo D’Antona e di Emanuele Petri. E poi le rapine, gli attentati. Il Paese precipita di nuovo nell’incubo degli anni di piombo. Ma il mosaico di sangue che i terroristi delle Nuove Brigate rosse hanno iniziato a tracciare è solo all’inizio. Il loro progetto è audace e terribile. E sta per colpire ancora una volta.
Mentre un gruppo di investigatori tra Roma, Firenze e Bologna tenta di svelare le identità degli appartenenti all’ultima, feroce colonna armata del partito combattente e a impedire il compimento del definitivo, fatale attacco allo Stato, sui fronti opposti di questa guerra disperata due donne intrecciano in maniera imprevedibile i loro destini.
Lucia Cardini è una moglie innamorata, una madre amorevole e conduce un’esistenza tranquilla, borghese. Eppure, quando le esigenze lo richiedono, quando nessuno guarda, Lucia si trasforma in “Federica”, militante rivoluzionaria, combattente determinata e spietata, fedele alla causa brigatista, decisa a percorrere la sua strada fino in fondo, fino al sacrificio dei propri affetti. Fino all’omicidio.
Serena D’Amico è un commissario di polizia che ha sacrificato la sua vita alla caccia ai terroristi. Il suo compito, adesso, è quello di dare un nome e un volto all’imprendibile Federica. Ma dalla terrorista e dalla sua vita nascosta Serena finirà per restare ossessionata, imprigionata. Finché scoprirà, con sorpresa, di essere legata alla brigatista da un episodio, doloroso e terribile, del suo passato.
Lo scontro a distanza tra le due donne travolgerà, alla fine, ogni loro riferimento, l’amore di un uomo, l’affetto di un figlio, gli ideali e l’integrità stessa delle loro vite, verso un’inevitabile, tragica conclusione.
Sullo sfondo autentico delle ultime vicende della lotta tra Stato e BR, un romanzo che immagina quello che avrebbe potuto accadere e svela quello che per poco non è realmente successo.




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Emiliano Grisostolo, Il castello incantato - la recensione su Il Corriere Nazionale

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, luglio 25, 2008



Emiliano Grisostolo Emiliano Grisostolo
(Maniago, 1977)

 

E' nato a Maniago, in provincia di Pordenone, dove lavora come operaio presso una ditta artigiana. A vent’anni ha pubblicato il suo primo libro, Fino alla morte, a ventuno il secondo, Adrenalina. Per ZONA ha pubblicato i romanzi L’ultima notte (sulla pena di morte, 2005) e Il grande burattinaio (in cui ha iniziato la sua personale esplorazione del dramma della tratta, 2006). Il suo sito personale è www.emilianogrisostolo.it

 

Emiliano Grisostolo ha alle spalle almeno tre romanzi di forte impegno sociale, “L’ultima notte”; “Il grande burattinaio” e l’ultimissimo “Il castello incantato”, tutti editi da Zona editrice. Non temo una smentita se oggi qui dico che “Il castello incantato” è sicuramente il miglior lavoro dell’autore maniaghese, sia per stile sia per contenuti.
Emiliano Grisostolo già nelle sue opere precedenti ci ha abituati a temi di grande attualità, come la pena capitale e la pedofilia, riuscendo a mettere bene in evidenza questi mali della società, mali che purtroppo diventano day after day più che mai attuali, drammatici e reiterati. E’ quasi impossibile aprire un quotidiano e non doversi confrontare con una notizia di nera che riguarda la scomparsa di un minore, forse vittima dei pedofili, forse rapito da non si sa chi e chissà per quali tristi fini. [...]

Leggi tutta la recensione di Giuseppe Iannozzi su Il Corriere Nazionale - la pagina Scritture & Pensieri a cura di Stefania Nardini - di domenica 20 luglio 2008




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Mara Venuto, all' interno di

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, giugno 25, 2008



Mara Venuto su Radio Popolare Salento

Mara Venuto

Finalmente disponibile in Rete l'intervista a Mara Venuto, all'interno
di "Grafite" su
Radio Popolare Salento.

La giovane autrice presenta con la sua viva voce il suo romanzo
"Leggimi nei pensieri" 
(puoi acquistare la tua copia anche su IBS).

Non c'è un solo rigo da leggere. C'è solo da ascoltare con attenzione,
si tratta difatti d'un'intervista radiofonica.


Per ascoltare l'intervista è sufficiente cliccare sul microfono  

o in alternativa sul link

http://www.radiopopolaresalento.it/?p=374


Dalle prime battute

Leggi anche l'intervista a Mara Venuto
a cura di Giuseppe Iannozzi su Dalle prime battute
.


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Bagarre in Senato, “Il caimano è tornato”

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, giugno 24, 2008


bagarre in Senato


Passa il decreto e la norma blocca processi

Bagarre in Senato, “Il caimano è tornato”



ROMA
- Sospensione dei processi per i reati meno gravi commessi fino al 30 giugno 2002; uso dell'esercito nelle città per garantire la sicurezza; articolo 416-bis anche per le mafie straniere; aggravante di clandestinità per gli immigrati non in regola che commettono reati. Sono queste alcune delle novità principali contenute nel decreto sicurezza licenziato dal Senato.
 
SOSPENSIONE PROCESSI - Sono sospesi per un anno tutti i processi per reati puniti fino a dieci anni di reclusione, che siano stati commessi fino al 30 giugno 2002, quando lo stato del processo sia tra l'udienza preliminare e il dibattimento di primo grado. L'opposizione vi vede una norma «salva-premier» in quanto sarebbe sospeso anche il processo Mills, nel quale è imputato Silvio Berlusconi. Sono esclusi dallo 'stop' i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro i minori, di criminalità organizzata e quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. L'imputato può rinunciare alla sospensione; in ogni caso la prescrizione resta sospesa. Per le parti lese, è possibile trasferire l'azione in sede civile. Per i processi che andrebbero sospesi, le parti possono proporre patteggiamento, anche se la richiesta era già stata presentata o erano scaduti i termini (leggi il testo completo della blocca-processi).
 
SOLDATI ANTI-CRIMINE - Il ministro dell'Interno, di concerto con quello della Difesa e sentito il presidente del Consiglio, potrà ricorrere in caso di emergenze particolari all'uso delle forze armate fino a 3.000 unità e per non più di sei mesi.
 
PENE PIÙ SEVERE SE IDENTITÀ È FALSA - Inasprite le pene per chi dichiara una falsa identità a un pubblico ufficiale: reclusione da uno a sei anni (prima il massimo era tre anni). Introdotta la stessa pena anche per chi, per impedire l'identificazione, «altera parti del proprio o dell'altrui corpo».
 
CAMBIA 416-BIS, CONDANNE PIÙ DURE, ANCHE PER STRANIERI - Aumentano di due anni le pene per l' associazione mafiosa e si estende il reato anche alle 'organizzazioni straniere.
 
PRECEDENZA PER REATI CONTRO INFORTUNI SUL LAVORO - Nella formazione dei ruoli d'udienza i tribunali dovranno dare «priorità assoluta» ai reati commessi in violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
 
CARCERE PER CHI AFFITTA A CLANDESTINI - Reclusione da sei mesi a tre anni per chi dà alloggio, «al fine di trarre ingiusto profitto», a immigrati clandestini. Prevista anche la confisca della casa. Inasprite le pene per chi dà lavoro a stranieri senza permesso di soggiorno.
 
STRETTA CONTRO UBRIACHI AL VOLANTE - Modifiche al codice penale con la previsione di una pena da 3 a 10 anni di reclusione per l'automobilista ubriaco o drogato che causa incidenti mortali, con revoca della patente. Prevista anche la confisca del veicolo.
 
L'AGGRAVANTE CLANDESTINITÀ - Pene aggravate di un terzo se a compiere reato è un soggetto presente illegalmente in Italia.
 
ERGASTOLO PER CHI UCCIDE PUBBLICO UFFICIALE - Introdotta l'aggravante che comporta l'ergastolo nel caso di omicidio di un ufficiale di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria.
 
LOTTA A CONTRAFFAZIONE - Sono introdotte norma specifiche in materia di distruzione delle merci contraffate sequestrate.
 
ESPULSIONI PIÙ FACILI PER STRANIERI - Si ampliano i casi di espulsione su ordine del giudice per gli stranieri condannati. Sarà espulso chi è condannato a più di due anni di reclusione (prima era 10 anni). Obbligatorio l'arresto dell'autore, anche se non c'è flagranza, e si procede con rito direttissimo.
 
NO A GRATUITO PATROCINIO PER CONDANNATI MAFIA - I mafiosi già condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio.
 
 
Qui il testo integrale del decreto
 

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Visconte di Lascano Tegui: "Sogno senza fine" - su Il Corrierre Nazionale

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, giugno 22, 2008


Visconte Di Lascano Tegui - Sogno senza fine


Visconte di Lascano Tegui

Sogno senza fine



Il crimine, il sesso, il desiderio
d’un dandy nel mezzo della Senna

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Scritture & Pensieri a cura di Stefania Nardini[   Questa recensione è apparsa il 22 giugno su Il Corriere Nazionale (il quotidiano che vende le sue 65 mila copie al giorno nelle edizioni locali di Arezzo, Siena, Viterbo, Grosseto, Umbria ), per la pagina culturale Scritture & Pensieri a cura di Stefania Nardinig.i. ]
 
 
 
“Di stupore in stupore si resta soggiogati. Meravigliati. Un libro cinico e brutale. Disincantato e visionario. Le mosche, la sifilide, i gesuiti, i gobbi, consentono al Visconte digressioni tanto stravaganti quanto spassose”. (Le Canard Enchainé)
 
“Ha il dono letterario di sorprendere il lettore, passando impercettibilmente da un‘osservazione apparentemente banale a una imprevedibile.” (Le Monde)
 
 
 
Si faceva chiamare Visconte di Lascano Tegui, ma Visconte non lo era. Fu soprattutto un dandy, anche se non al pari di Oscar Wilde o del più nostrano Gabriele D’Annunzio; ciò nonostante riuscì ad avere una certa notorietà per la sua epoca, soprattutto grazie a un romanzo, “Sogno senza fine”, che sarebbe più giusto indicare come metaromanzo. Il libro gli attirò subito alcune simpatie, in particolare fra i circoli letterari: “Sono estremamente imbarazzato a parlare di questo libro, che [….] è sicuramente una delle cose più originali, più singolari che abbia mai letto. In cosa consiste la sua originalità? Io sento che in queste pagine c’è qualcosa di inafferrabile, che sfugge a qualsiasi definizione, a qualsiasi spiegazione”. Francis de Miomandre, nel 1930 con queste parole presentava la sua traduzione dell’edizione francese di “Sogno senza fine”. Miomandre fu un celebre ispanista: si fece in quattro per difendere Louis-Ferdinand Céline quando venne accusato di turpiloquio, e non si risparmiò quando promosse all’attenzione della critica e del pubblico autori monumentali quali Claudel, Valéry, Proust e Gide. Miomandre nel 1908 ricevette il prestigioso premio Gouncort per il suo lavoro più celebre, “Ecrit sur de l’eau”. Viene così ammesso tra i grandi letterati del tempo e ha la possibilità d’incontrare artisti quali Jean Cocteau, Debussy, Paul Valéry, Oscar V. Milosz, e molti altri. Miomandre inizia a collaborare per riviste importanti, Nouvelles littéraires e Cahiers du Sud, alternando l’attività di pubblicista con quella di traduttore. Muore quasi del tutto dimenticato, nonostante il grande impegno di tutta una vita per promuovere artisti e cultura. Solo negli ultimi anni alcuni illuminati intellettuali lo stanno risollevando dall’ingiusto oblio in cui fu precipitato dagli intelletti del suo tempo. Tuttavia, nel 1930, Francis de Miomandre era una voce autorevole che veniva ben accolta e ascoltata: “Sogno senza fine” ottenne visibilità proprio grazie a Miomandre che lo presentò ai francesi curandone in prima persona la traduzione.
Lascano Tegui nacque in un paesino della provincia argentina di Entre Ríos. Di famiglia assai modesta, presto si trasferì a Buenos Aires. Emilio Lascano Tegui (1887-1966), oltre che scrittore, fu traduttore per L’Ufficio internazionale delle Poste. Viaggiò parecchio, soprattutto a piedi, in Francia, Italia e Nord Africa. Proprio in Nord Africa si attribuì il titolo di Visconte e pubblicò la sua prima opera, una raccolta di versi, che subito venne accolta con discreto entusiasmo dagli intellettuali del suo tempo. Nel 1913 fu a Parigi e qui strinse amicizia con Apollinaire e Picasso. Non gli bastò: per sbarcare il lunario fu costretto a svolgere diversi mestieri, venditore ambulante, arredatore, meccanico, dentista, e nell’intanto esponeva alcuni suoi dipinti presso importanti mostre collettive. Uno spirito bizzarro, un dandy ma anche un instancabile viaggiatore modernista. Fu in seguito un diplomatico i cui incarichi lo portarono a Boulogne Sur Mer, Cherbourg, Parigi, Caracas (dove realizzò un gigantesco murale) e Los Angeles. Di lui si dice che fu squisito maestro dell’arte culinaria e bon vivant. Collaborò a importanti pubblicazioni in patria e all’estero, e senz’ombra di dubbio fu uno dei precursori della nuova sensibilità modernista.
Oltre a “Sogno senza fine”, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1925, nel 1936 diede alle stampe altri due romanzi piuttosto singolari, “El libro celeste” e “Album de famiglia”, e nel 1954 i versi di Muchacho de San Telmo. Dandy, provocatore, cosmopolita, morì a Buenos Aires. La sua opera, riscoperta negli ultimi anni dalla critica, ha avuto edizioni in Francia, Olanda e Germania.
“Sogno senza fine” è senz’altro l’opera più conosciuta del Visconte, un racconto lungo che nelle sue quasi centotrenta pagine dispiega una storia difficilmente inglobabile in un genere letterario, in quanto accoglie in sé briciole di storia, di aneddoti, di scienza, di sapienza andata perduta, ma anche un fortissimo spirito di ribellione e di iniziazione al sesso e al crimine.
In quest’opera il protagonista scopre il sesso, con le donne dei postriboli, con ragazzetti facili a darsi, e diventa suo malgrado un Don Giovanni sifilitico, un poeta dell’amore carnale e soprattutto un poeta del crimine artistico.
Il giovane protagonista lo incontriamo quand’è ancora un bambino: senza temere le acque della Senna, si getta nei suoi gorghi per recuperare i cadaveri che affiorano a pelo dell’acqua e che nessuno osa portare a riva. Questo suo “lavoro di salvataggio” gli permette di ottenere il rispetto dei coetanei, che non possono non guardarlo con rispetto e paura, perché chi altri, a parte lui, oserebbe gettarsi nelle acque della Senna e trascinare a riva le salme pesanti e gonfie, perché siano da tutti viste e ammirate per poi esser alfine seppellite? Nessun altro. Il rispetto gl’è dunque dovuto. Il ragazzo cresce e nell’arco degl’anni viene a contatto con personaggi a dir poco bizzarri, un cocchiere ex prete sconsacrato che racconta storie trasudanti spirito vittoriano, vecchi amici dei bei tempi lungo la Senna, e uomini e donne senza morale eppur tutti ammantati d’una poesia fragile quanto maligna. E c’è la prima donna, non il primo amore, che è la prima avventura completa, non solo sessuale: lei è già avanti con gl’anni quando il giovane protagonista finisce nel suo letto, è una spiritista ed è una vedova il cui marito è morto annegato nel fiume. E’ poi il turno della sgualdrinella Gabriela, animo tormentato e più che mai shakespeariano, che la dà a tutti da quando il padre, proprio di fronte a lei, completamente sbronzo s’è tagliato l’uccello, lasciando di sé vivo uno zampillo di sangue e l’assenza dell’organo sessuale. Incubi e fole, intrecci impossibili che solo la raffinatissima penna del Visconte di Lascano Tegui poteva tenere assieme.
Un racconto, un romanzo breve, per un’opera che non accetta la prigione d’un genere letterario: la materia narrativa in “Sogno senza fine” è magma bollente, che completa la schizofrenia di José Lizama Lima e di Gabriel Garcia Márquez, Nelle pagine di quest’opera è tracciata la via verso il Capolavoro: crimine, sesso e desiderio confluiscono tutti nelle vene del dandy, che noi lettori conosciamo quando ancora ragazzino impegnato lungo il fiume a recuperar cadaveri e che abbandoniamo a malincuore nel momento in cui è Don Giovanni fatto, pronto a scrivere le sue memorie, ma non prima d’aver vergato col sangue la sua poesia più bella completa e matura, in uno stile che è al tempo stesso vittoriano e decadentista.
“Sogno senza fine” è imperativo che venga letto: per troppo tempo, come pecore al pascolo, abbiamo brucato l’erbetta innocua e scevra di stile di tanti scrittorucoli contemporanei - che hanno avuto l’adire di spacciarsi per bon vivant tra le chiacchiere degli showmen e dei talk-show -, è dunque giunta l’ora di affrontare il Visconte di Lascano Tegui e rifarsi il palato. L’alternativa è la vergogna di continuare a vivere una dieta d’ignoranza.
 
 
Sogno senza fine - Visconte di Lascano Tegui – Barbera Editore – Collana Radio Londra - Isbn: 88-7899-204-7 – 132 pagine – 14,50 Euro

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 20:15 | recensioni, libri, letteratura, editoria, scrittura, autori, rassegna stampa, primo piano, critica, in libreria, prima pagina, scrittori, capolavori, casi letterari, novità in libreria, in edicola, capolavori contemporanei | clicca per commentare commenti (13)



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