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Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa
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lunedì, maggio 05, 2008

Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa
partigiano sepolto con rito civile
Il parroco vieta Bella ciao dentro e fuori la chiesa, e la famiglia del partigiano annulla i funerali in parrocchia. E’ accaduto a Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra Tagliamento. Protagonisti della vicenda sono la famiglia di Egidio Cozzi , 80 anni, ex partigiano, e don Renato D’Aronco , parroco di Castelnuovo. L’anziano partigiano aveva chiesto, prima di morire, che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che fossero eseguite canzoni partigiane.
Un pallino per il defunto che aveva espresso più volte il desiderio di avere la banda alle sue esequie, ma il parroco si è opposto, non ha permesso che la piccola orchestra entrasse in chiesa e si è rifiutato anche di farla suonare sul sagrato. La famiglia ha quindi deciso di far svolgere solamente il rito civile, durante il quale sono state eseguite tutte le canzoni patriottiche care all’anziano partigiano.
“E’ stata una cosa poco sensibile e rispettosa del defunto, dei suoi familiari e dei tanti amici che si erano radunati per l’ultimo saluto” ha detto il segretario dell’Anpi di Spilimbergo (Pordenone), Gianni Afro. “Sia i congiunti, sia i soci e i simpatizzanti dell’Anpi - ha precisato Afro - avevano capito perfettamente il disagio del parroco nel fare eseguire simili brani in chiesa e, quindi, avevano accettato di buon grado di non far suonare la banda nel luogo di culto. Quando, però, il prete si è rifiutato di concedere il nulla osta perfino per l’esibizione sul sagrato, su quello che è ormai suolo pubblico, è sembrato a tutti un affronto, e si è optato per rinunciare alla cerimonia religiosa per dare corso unicamente a quella civile”.
“Mi sono limitato ad applicare le direttive che regolano l’uso della musica e degli strumenti all’interno dei luoghi di culto senza dare alcuna interpretazione ai canti che si sarebbero dovuti eseguire” si è giustificato don Renato D’Aronco, precisando di non essersi opposto all’esibizione della banda all’esterno della chiesa. Il sacerdote, che è parroco da 11 anni della piccola comunità friulana, ha anche spiegato che “era impossibile trovare un compromesso come qualche esponente dell’Anpi aveva richiesto. Il rito funebre ha il significato di una comunità cristiana che accoglie e accompagna”.
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Fabio Della Seta. I silenzi di Joe. Portaparole edizioni
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lunedì, marzo 31, 2008

I silenzi di Joe
Fabio della Seta
Sam parla con il suo Dio, anche se questi ricusa caparbiamente di portargli delle risposte intelligibili e a portata d’uomo soprattutto. Dio è nelle Scritture e tutte le volte che ha parlato l’ha fatto per mezzo di complicate metafore, la cui interpretazione non è mai facile o possibile. Ma quando sì, pare che Dio si sia divertito molto di più a creare disgrazie che non a creare il mondo in quei fatidici sette giorni del Genesi. Eppure, nonostante tutto, Joe è sempre il fratello maggiore, il complice, l’amico e in qualche caso il nemico: Joe c’è sempre anche quando non c’è, e Sam questo lo sa bene. Però non può non fargli notare che proprio lui, Joe, il fratello maggiore ideale – e idealizzato – non poche volte s’è sottratto alle voci che nel corso dei secoli l’hanno impetrato.
1. “I silenzi di Joe”: perché dare proprio questo nome a D-o?E’ stato davvero molto gentile e paziente.
Questo pezzo è apparso sull'inserto culturale Scritture & Pensieri (n.18) a cura di Stefania Nardini, del quotidiano "Corriere nazionale", le cui 65 mila copie quotidiane sono presenti in Umbria, Siena, Arezzo, Grosseto, Viterbo. Vi propongo il pezzo già apparso sul "Corriere Nazionale" anche su queste pagine virtuali, in una versione più lunga, con degli interessanti extra, giacché in Rete non esistono problemi di spazio. Buona lettura. (g.i.)
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Conan, il chihuahua zen che sa pregare
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lunedì, marzo 24, 2008
Questo simpatico chihuahua che risponde al nome di Conan
è un cane zen che sa pregare.
Nella foto lo vediamo insieme al suo padrone,
entrambi raccolti in preghiera,
nel tempio di Naha, in Giappone.

Il simpaticissimo cagnolino a zampe giunte, nel tempio buddista Zen Shuri Kannondo di Naha, sta facendo il giro del mondo. Questo Chihuahua giapponese, bianco e nero, ha solo un anno e mezzo, ma è già un fervente buddhista per niente fanatico. Non perde mai l'occasione d'accompagnare il suo padrone, Joei Yoshikuni, al tempio buddista, dove insieme a lui si unisce in preghiera davanti all'altare. Conan sta seduto sulle zampe posteriori, mentre con le anteriori prega.
Spiega Yoshikuni: "Penso che abbia imparato guardando me, mentre prego".
Chissà se riuscirà anche ad imparare a meditare e a raggiungere il Nirvana.
Di una cosa siamo certi: è molto più che simpatico, e ci dimostra - non che ce ne fosse bisogno - che il cane continua a rimanere il più fedele amico dell'uomo.

Lindo Ferretti: la passione secondo l’ex punk che ama Ratzinger e Giuliano Ferrara
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lunedì, marzo 17, 2008


Lindo Ferretti
La passione secondo l’ex punk
che ama Ratzinger e Ferrara
di Giuseppe Iannozzi
Giuliano Ferrara, in ultimo per chiudere in bellezza, porta sul palco una giornalista cattolica fervente e fervente precaria che legge la “Lettera alle donne” di Giovanni Paolo II, lettera che risale al lontano 1995. La fervente precaria esprime la sua preghiera di voler vincere per “chiedere a Berlusconi di fare il Ministro della Salute.” Segue l’ultimo delirio, quello di seppellire i feti affinché da rifiuti ospedalieri acquistino un’anima, con l’inevitabile conseguenza che così gli aborti dovrebbero diminuire drasticamente.
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Veronesi attacato dalla teodem Binetti e dai cattolici
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domenica, febbraio 24, 2008

Veronesi attaccato dai cattolici
in tempo zero la candidatura dell’inclito oncologo
Paola Binetti, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”. La risposta della Binetti è arrivata subito dopo che è stato siglato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito Democratico di candidati radicali. A dare l’annuncio che sarà Umberto Veronesi capolista in Lombardia è stato il segretario Walter Veltroni.
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Angelo Bagnasco attacca l’Italia: zolfo nazifascista nelle parole della Cei
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martedì, gennaio 22, 2008

Angelo Bagnasco attacca l’Italia
Le parole della Cei puzzano di zolfo nazifascista
“La Sapienza, clima di ostilità. Benedetto XVI ha rinunciato alla visita alla Sapienza su suggerimento dell’autorità italiana…” Bagnasco si lamenta al pari di un bambino troppo viziato e naturalmente sadico: “Grave episodio di intolleranza”, “clima di ostilità che ha suggerito questa amara soluzione. Una rinuncia che, se si è fatta necessariamente carico dei suggerimenti dell’autorità italiana, nasce essa stessa da un atto di amore del Papa per la sua città.” Dal canto suo, Palazzo Chigi: “Sicurezza Papa era garantita.” Palazzo Chigi affida a una nota la replica alle parole di Bagnasco: “Il governo italiano non ha mai suggerito alle autorità vaticane di cancellare la visita.” Sia il presidente del Consiglio che il ministro dell’Interno, dopo la riunione del Comitato provinciale per la sicurezza - alla quale erano presenti anche i responsabili della gendarmeria vaticana – “hanno comunicato alle autorità vaticane che lo Stato italiano garantiva assolutamente la sicurezza e l'ordinato svolgimento della visita del Santo Padre.” Se questo era l’amore che Joseph Ratzinger intendeva portare a La Sapienza di Roma, è stato un bene che le tante dimostrazioni in tutta Italia abbiano convinto il Pontefice a fare dietrofront. Purtroppo oggi Bagnasco promette l’inferno in terra, sputa sentenze nazifasciste, ed fa di Joseph Ratzinger una vittima della società e dello Stato.
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Su Joseph Ratzinger: annullata la visita a La Sapienza
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mercoledì, gennaio 16, 2008

Riflessioni a margine
su Joseph Ratzinger
Annullata la visita a La Sapienza
di Giuseppe Iannozzi
Sulle colonne de La Repubblica, il vecchio premio Nobel Dario Fo: “Sono contro ogni forma di censura perché il diritto di parola è sacro. Però deve essere sempre un diritto bilaterale, reciproco. E non mi pare che questa Chiesa e questo Papa possano essere presi a modello in materia di libertà d’espressione. Per questo sull’invito di Benedetto XVI all’Università La Sapienza ho più di una perplessità. Sono pronto a farmi uccidere per garantire il diritto di parola a chi la pensa diversamente da me. Ma la stessa cosa voglio sia garantita a me. La storia della Chiesa non mi pare offra esempi mirabili su questi aspetti. Da quando è diventato Papa, Ratzinger sta andando giù pesante su tanti aspetti. Sulla vita, sull’eutanasia, sulla famiglia, sul ruolo del cattolicesimo, mi sembra che non accetti confronti.” E fin qui abbiamo parole illuminate, ma basta un attimo perché Dario Fo ribalti la frittata: “Mi auguro che almeno questa iniziativa possa portare a uno scambio reciproco, paritario, reale su diversi modi di intendere la cultura, la ricerca, lo stesso senso della vita. Spero non si oltrepassino certi limiti. Amo, come è ovvio la satira, ma non va mai dimenticato il rispetto.”
Il dialogo non esiste perché non sono equilibrate le forze: è come se io andassi a ribattere al Papa in un talk show in mondovisione. Che io dica cose giuste, gliene fregherà a nessuno, per il semplice fatto che il Papa è potente, influente. Alla fine anche chi all’inizio mi dava ragione finirà col darmi torto marcio. E’ lo sporco gioco che la Chiesa ha fatto innalzando roghi al cielo nel nome di Dio, bruciando esseri umani vivi gridando che era per salvaguardare gli interessi di Cristo Nostro Signore. Porca miseria! Io nei Vangeli non ho mai letto che Gesù abbia chiesto una Chiesa, né che abbia mai pensato di appiccare roghi e tanto meno di erigere croci.
Un dialogo è possibile quando due forze sono equivalenti, non quando le forze sono differenti. La favola di Davide contro Golia è appunto solo una favola, divertente, ma non una verità costruttiva.
Perché Joseph Ratzinger non manda dei preti, dei vescovi, dei parroci, dei semplicissimi parroci in sua vece a parlare a La Sapienza? Dei semplici preti sarebbero forse meno rappresentativi della Chiesa? O forse si stabilirebbe un quasi-equilibrio fra i due dialoganti, Chiesa e Università?
Non lo fa perché se c’è un pericolo che la Chiesa vuole assolutamente evitare è che i dialoganti si trovino vis-à-vis in un quasi-equilibrio.
Chiediamoci perché Ratzinger ha bisogno di portare a La Sapienza la sua immagine di potere temporale.
Fu poi nel ‘900, grazie a Bertrand Russell, premio Nobel, ecc. ecc., che molte idee di Voltaire vennero finalmente eviscerate e mostrare per quel che sono realmente: cioè delle mezze verità.
“Profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI”, “solidarietà forte e convinta alla sua persona” e un invito rinnovato “affinché possa mantenere il programma originario”, poiché “nessuna voce deve tacere nel Paese, e a maggior ragione quella del Papa”. Così il cattolicissimo Romano Prodi commenta l’annullamento della visita, prevista per il prossimo giovedì 17 gennaio, di Benedetto XVI a La Sapienzadi Roma. E condanna “i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia.”
E Pier Ferdinando Casini osa persino di più: “La loro intolleranza (Casini si riferisce ai firmatari – n.d.r.) hanno dimostrato lo stato di desolazione dell’Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del ‘68.”
La vittima.
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Preti pedofili: preghiera mondiale per le vittime, la annuncia Claudio Hummes
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domenica, gennaio 06, 2008

Bernard Law, uno dei grandi condannati per pedofilia
Il Vaticano: preghiera mondiale
per le vittime dei preti pedofili
Una preghiera su scala mondiale per “le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero”, cioè per le vittime di pedofilia e abusi perpetrati da sacerdoti.
“Ovviamente - aggiunge Hummes - si deve sempre ricordare che solo una minima parte del clero è coinvolta in situazioni gravi, neppure l’uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale. La stragrande maggioranza non ha nulla a che vedere con fatti di questo genere. Ma tutti i sacerdoti hanno comunque bisogno di aiuto spirituale per continuare a vivere la propria vocazione e la propria missione nel mondo di oggi. La Chiesa, poi, ha sempre pregato per la riparazione dei peccati di tutti. E’ questa, ad esempio, una delle caratteristiche della tradizionale devozione al sacro cuore di Gesù”.
L’iniziativa annunciata dal prefetto della Congregazione per il clero riprende un suggerimento avanzato un anno fa da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia. Lo scorso 15 dicembre 2006, alla presenza di Benedetto XVI, il sacerdote aveva sottolineato come la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto fare un giorno di digiuno e penitenza per chiedere perdono per gli abusi sessuali che hanno visto coinvolti alcuni suoi rappresentanti.
Cantalamessa aveva osservato che la Chiesa ha “pianto e sospirato” recentemente “per gli abomini commessi nel suo seno da alcuni dei suoi stessi ministri e pastori”. “Non si potrebbe - aveva quindi chiesto - indire un giorno di digiuno e di penitenza, a livello locale e nazionale, dove il problema è stato più forte, per esprimere pubblicamente pentimento davanti a Dio e solidarietà con le vittime, operare insomma una riconciliazione degli animi e riprendere un cammino di Chiesa, rinnovati nel cuore e nella memoria?”.
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