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Il Vaticano crede negli UFO!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 14, 2008



UFO


Il Vaticano crede negli UFO!

Parla il direttore della Specola Vaticana,

padre Josè Gabriel Funes



di Giuseppe Iannozzi



Finalmente il Vaticano si rinnova, o meglio scende in campo insieme a Mulder ed Scully, celebri personaggi della serie televisiva X-Files. Dopo tanti anni, dopo aver bruciato in Campo dei Fiori Giordano Bruno il Nolano, dopo aver attaccato senza pietà alcuna l'ingenua e divertente fiction di Dan Brown, oggi gli UFO cominciano a girare intorno al Vaticano.
Sì, avete capito bene.
Non è da escludere a priori che gli UFO siano diventati d'attualità per la Chiesa, dopo che la terza sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio le assoluzioni pronunciate nel giugno 2007 dalla Corte d’appello di Roma nei confronti di padre Pasquale Borgomeo e del cardinale Roberto Tucci, nel 2001 ancora nelle vesti di direttore generale e di presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana. Gli imputati, accusati di gesto pericoloso di cose in relazione all’emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti dell’emittente radiofonica a Santa Maria di Galeria, dovranno subire un nuovo processo. In pratica: nessuna assoluzione per Radio Vaticana accusata di provocare leucemie mortali con le sue babeliche antenne che toccano e sfondano il cielo.

"E' possibile credere in Dio e negli extraterrestri" e "si può ammettere l'esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell'incarnazione e nella redenzione". Ad emettere la sentenza (di fede?) è il direttore della Specola Vaticana, padre Josè Gabriel Funes, in una intervista apparsa addirittura sulle pagine dell'Osservatore romano. "Anche se molti astronomi non perdono occasione per fare pubblica professione di ateismoo, è un po' un mito ritenere che l'astronomia favorisca una visione atea del mondo. Mi sembra che proprio chi lavora alla Specola offra la testimonianza migliore di come sia possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio". Ed ancora, con accento sempre più convinto, come solo un direttore tanto alto può permettersi sulle colonne dell'Osservatore Romano: "Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come 'fratello' e 'sorella', perché non potremmo parlare anche di un 'fratello extraterrestre'? Farebbe parte comunque della creazione".
L'astronomo ha già una sua teoria in merito al concetto di assoluzione per gi extraterrestri: "Se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell'amicizia piena con il loro Creatore". E se questi extraterrestri fossero peccatori? Per il direttore della Specola Vaticana non c'è problema, ha la risposta pronta in canna, cioè nella Bibbia, pardon!: "Gesù si è incarnato una volta per tutte. L'incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini".

Well, Girls and Boys, I believe, I want to believe!




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Effetto Bimbo delusion, ovvero gli uomini e le bionde

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, febbraio 05, 2008





Gli uomini e le bionde


Effetto Bimbo delusion
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Gli uomini preferiscono le bionde!
 
Un vecchio e classico film di Howard Hawks ce lo ricorda ancora oggi che i maschi preferiscono le bionde, quelle naturali, e non le ossigenate.
 
Secondo un recente studio i maschi, che si trovano di fronte a una bionda, sono portati a perdere completamente il senno: la femmina in alcuni casi riesce con uno schiocco di dita a far del maschio un vero e proprio burattino in suo potere.
Gli scienziati dell’Università di Parigi-Nanterre, sotto la guida del professore di psicologia sociale Thierry Meyer, hanno evidenziato che le capacità mentali degli uomini si riducono nel momento in cui essi sono a stretto contatto con una bella bionda. Gli studiosi affermano che quando un uomo parla con una femmina bionda entra in causa uno stereotipo inconscio: automaticamente egli ritiene di essere vicino a una persona meno intelligente.
 
Si tratterebbe dunque di un meccanismo inconscio, e che gli studiosi hanno indicato come “bimbo delusion”.
Un campione di uomini esposti per un tot di tempo davanti a delle bionde naturali, dopo sono stati fatti accomodare ai banchi (di scuola) affinché rispondessero a dei semplici test di conoscenza elementare: il risultato, una ecatombe di errori madornali, che in altre occasioni non avrebbero commesso. 
Il professor Meyer spiega: “Ciò dimostra quanto le persone interiorizzino alcuni stereotipi che probabilmente non condividono nella realtà.” In questo caso, gli uomini, a contatto con le bionde, sviluppano quel pregiudizio inconscio che le fa apparire ai loro occhi come le classiche ragazze sciocche e facili.
 
Ogni pregiudizio, secondo lo studio, avrebbe una matrice storica. La ricerca evidenzia che “lo stereotipo della donna bionda, bella e sciocca” è vecchio come il cucco. Una delle interpretazioni più suggestive è quella che afferma che l’associazione tra l’essere bionda e l’ottusità derivi dal fatto che la maggior parte dei neonati presenta una capigliatura bionda. I maschi assocerebbero dunque il biondo all’immaturità.
 
La bionda attrice Michelle Collins, intervistata dal Times di Londra, esprime seri dubbi sulle interpretazioni dello studio e afferma che probabilmente quando ci sono di mezzo gli uomini c’entri poco il colore dei capelli: “Penso che i capelli siano ininfluenti. Probabilmente essi sono distratti soprattutto dalle forme delle donne. Tuttavia, se mi trovassi a contatto con ragazze con extension che superano il fondoschiena, persino io mi comporterei con loro diversamente.”
 
Per farla breve: gli uomini di fronte a delle belle donne diventano tutti quanti dei maiali, punto e basta. Una verità vecchia come il cucco ma sempre attuale.
 

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 17:36 | donne, scienza, sesso, erotico, attualità, femminilità, curiosità, ultime notizie, luci rosse, bionde, notizieflash, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (2)



Joseph Ratzinger non è gradito alla Sapienza di Roma

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, gennaio 15, 2008





Che il pastore tedesco Joseph Ratzinger

rimanga tra le pareti del Vaticano

Non c’è davvero bisogno della sua presenza

all'Università La Sapienza di Roma



 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Che la Chiesa voglia controllare ogni accadimento umano sociale politico, artistico e scientifico, è oramai, ahinoi, un dato di fatto accertato: non c’è giorno che passi che la Chiesa non cacci il suo naso lungo e pretesco in campi che non gli competono.
 
Benedetto XVI, il peggior pastore tedesco sicuramente degli ultimi cinquanta anni, da quando si è insediato in Vaticano sta muovendo una guerra di stampo fondamentalista contro la “libertà di pensiero”. Lo scopo ultimo è quello di gettare l’Italia, e non solo, in un nuovo oscurantismo.
Le campagne inquisitorie e censorie da parte della Chiesa sono già in atto da una lunga pezza, e oggi sono apertamente portate avanti senza alcuna vergogna dal Vaticano e da tutta la sua schiera di censori che berciano contro libri, scienza, diritti civili. Così, ad esempio, un romanzo fantasy di Bill Pullman come “The Golden Compass” diventa un libro da mettere all’Indice, il dolore viene invece esaltato, mentre le donne vengono messe al rogo se solo osano dire che l’aborto è un diritto dell’umanità civile, e la scienza viene bollata come nemico dell’uomo e del benessere della comunità. Il “libero pensiero” viene divelto con la forza del ricatto da un clero sempre più nero e oscurantista, che noi tutti dovremmo avere in orrore. 
 
“La comunità universitaria attende con interesse l’incontro con Benedetto XVI, tuttavia non manca qualche contestazione e iniziative di tono censorio.” A tuonare è Radio Vaticana, scandalizzata dal fatto che non tutti gradiscono l’intromissione del pastore tedesco, Benedetto XVI, in un ambiente scientifico qual è l’Università La Sapienza di Roma. Radio Vaticana schernisce la richiesta degli scienziati di annullare la visita, e ricorda che l’Università La Sapienza “è stata fondata da Bonifacio VIII nel 1303”. Intervistato da Radio Vaticana, il genetista Bruno Dalla Piccola, docente di genetica medica proprio alla Sapienza, giudica la lettera anti-Ratzinger “un’uscita vergognosa che sicuramente non fa onore a un’università grande, importante come la Sapienza.” Dalla Piccola ricorda che la sua università “alcuni anni fa ha ospitato dei Raeliani che volevano fare la clonazione dell’uomo” e “in altri tempi è stata aperta a politici di ogni tipo o addirittura a degli attori. […] Non si vergognano coloro che hanno firmato di voler impedire di parlare a una persona che gode di rispetto a livello mondiale?” E Dalla Piccola rincara la dose: “Qualcuno ha paura di sentire quello che il Papa vuole dire e contro di lui c’è una pregiudiziale.”
E il rettore Guarini, destinatario della lettera dei 67 scienziati: “Benedetto XVI sarà accolto come messaggero di pace e di giustizia e uomo di pensiero. Allo stesso modo, la nostra università ha più volte accolto rappresentanti di altre confessioni religiose e li ha riconosciuti come interlocutori in un franco dialogo sulla convergenza di alcuni valori umani e civili. Rispetto le opinioni di tutti coloro che le esprimono con correttezza. Voglio tuttavia sottolineare che tali prese di posizione in dissenso rispetto agli eventi previsti per la giornata del 17 gennaio prescindono completamente dal fatto che l’inaugurazione e la visita del Papa saranno due momenti separati (e il programma non è cambiato in corso d’opera) e soprattutto non considerano il contesto nel quale si colloca la presenza di Benedetto XVI all’Università. La cerimonia di inaugurazione quest’anno è dedicata all’impegno contro la pena di morte. Intendiamo infatti proporre un appello alla comunità scientifica internazionale a sostegno della moratoria e per la progressiva abolizione della pena capitale dagli ordinamenti nazionali in tutto il mondo. Benedetto XVI ha scelto di offrire in questa occasione una propria riflessione alla comunità universitaria. In ogni caso il Pontefice giungerà dopo la conclusione della cerimonia di inaugurazione, che si svolgerà invece secondo la tradizione, con una lectio magistralis del nostro collega Mario Caravale, con l’intervento di uno studente e di un rappresentante del personale tecnico-amministrativo e con un contributo del Sindaco Veltroni e del Ministro Mussi.” E conclude: “Da laico, sono assolutamente consapevole che la nostra comunità universitaria è formata di credenti e di non credenti e lo affermerò anche in occasione della giornata del 17 gennaio.”
 
Oltre 60 firmatari della lettera inviata al rettore, tra cui il fisico Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, chiedono che la visita sia annullata.
Hanno sottoscritto la lettera anche i fisici Carlo Maiani, Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli. “Non abbiamo voluto le firme dei colleghi che hanno incarichi direttivi, ma le adesioni sono arrivate numerose e superano di dieci volte il numero dei firmatari. La lettera era un documento interno, poi finito nelle mani della stampa”, spiega Frova.
 
Ma perché è giusto che Ratzinger non intervenga alla Sapienza?
Nella lettera viene evidenziato quanto segue: “Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarla a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto. Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato.”
 
Sinceramente la visita del pastore tedesco alla Sapienza è incongrua e inaccettabile.
 
Joseph Ratzinger non ha ricevuto il Dalai Lama, in veste di cardinale ha recentemente condannato Galileo per l’ennesima volta, e il Vaticano tutto continua a mettere all’Indice libri e idee, continua diabolicamente a considerare pericolosi nemici uomini di grandissimo intelletto come Galileo Galilei e Giordano Bruno da Nola
 
Il pastore tedesco non ha proprio niente da dire né da portare alla Sapienza: che ci faccia il santo piacere di restarsene fra le sue quattro mura, in Vaticano, insieme ai suoi neri preti fondamentalisti, nello spirito ricchi solo di tanti e tanti pregiudizi.  






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Ciocco Show e MotorSexyShow a Bologna fra mille polemiche

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, dicembre 21, 2007





Ciocco Show e MotorSexyShow

Infuria la polemica per i falli dedicati a Rocco Siffredi
e per le ragazze troppo sexy a far da contorno ai motori
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Rocco Siffredi fa ancora parlare di sé. In pratica: è successo che pochissimi hanno digerito i falli di cioccolata intitolati a Rocco. I falli incriminati sono stati subito sequestrati dai vigili urbani durante il Ciocco Show per ordine dell’assessore Maria Cristina Santandrea.
 
Bologna la Rossa è lontana, non esiste più, non esiste più Bologna si potrebbe pensare con un po’ di spirito tanto sarcastico quanto amaro. Bologna è diventata una città vergine, che digiuna al suono delle campane, che va a messa tutte le domeniche e condanna senza pietà chiunque osi cadere in fallo, per un peccatuccio di gola o di sesso.
 
La cioccolata fallica al Ciocco Show è stata mal digerita. Adesso è il turno del Motorsexyshow. Il consigliere no global Valerio Monteventi si esprime in questi termini: “Ora voglio proprio vedere che dirà il cardinale Carlo Caffarra, stavolta siamo arrivati al culmine della mercificazione. Ci siamo scandalizzati per i Rocco Siffredi al cioccolato, ma qui stiamo parlando di ragazze in carne e ossa, dell’uso commerciale del corpo della donna”.
 
L’assessore Santandrea: “Non ne sapevo nulla, non sono stata al Motor Show”. Ma subito aggiunge: “Non vorrei che questa manifestazione fosse contaminata da cose scarsamente significative se non al fine della vendita più becera”. Lina Delli Quadri, Pd, ordina che tutto rimanga “nei limiti della decenza”. E Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del Pd: “Ci si scandalizza impropriamente della nudità quando invece dovrebbe essere una cosa normale e non si dice nulla su queste donne utilizzate come accessori per auto in vendita”. L’assessore provinciale alla Cultura Simona Lembi: “Esisterà sempre un pubblico di maschi contenti di farsi lavare la pancia e di donne felici di farsi guardare l’ombelico”. Solamente il socialista Franco Grillini ci ricorda com’era bella Bologna la Rossa: “Siamo alla pulizia del pensiero, mi rifiuto di pensate che Bologna sia diventata una città bacchettona e bigotta”.
 
Purtroppo Bologna la Rossa oggi è porpora, di un tristissimo porpora acceso, quello della Chiesa più oscurantista e bigotta.
 

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Gli uomini e le bionde: effetto Bimbo delusion

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, dicembre 04, 2007





Gli uomini e le bionde


Effetto Bimbo delusion
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Gli uomini preferiscono le bionde!
 
Un vecchio e classico film di Howard Hawks ce lo ricorda ancora oggi che i maschi preferiscono le bionde, quelle naturali, e non le ossigenate.
 
Secondo un recente studio i maschi, che si trovano di fronte a una bionda, sono portati a perdere completamente il senno: la femmina in alcuni casi riesce con uno schiocco di dita a far del maschio un vero e proprio burattino in suo potere.
Gli scienziati dell’Università di Parigi-Nanterre, sotto la guida del professore di psicologia sociale Thierry Meyer, hanno evidenziato che le capacità mentali degli uomini si riducono nel momento in cui essi sono a stretto contatto con una bella bionda. Gli studiosi affermano che quando un uomo parla con una femmina bionda entra in causa uno stereotipo inconscio: automaticamente egli ritiene di essere vicino a una persona meno intelligente.
 
Si tratterebbe dunque di un meccanismo inconscio, e che gli studiosi hanno indicato come “bimbo delusion”.
Un campione di uomini esposti per un tot di tempo davanti a delle bionde naturali, dopo sono stati fatti accomodare ai banchi (di scuola) affinché rispondessero a dei semplici test di conoscenza elementare: il risultato, una ecatombe di errori madornali, che in altre occasioni non avrebbero commesso. 
Il professor Meyer spiega: “Ciò dimostra quanto le persone interiorizzino alcuni stereotipi che probabilmente non condividono nella realtà.” In questo caso, gli uomini, a contatto con le bionde, sviluppano quel pregiudizio inconscio che le fa apparire ai loro occhi come le classiche ragazze sciocche e facili.
 
Ogni pregiudizio, secondo lo studio, avrebbe una matrice storica. La ricerca evidenzia che “lo stereotipo della donna bionda, bella e sciocca” è vecchio come il cucco. Una delle interpretazioni più suggestive è quella che afferma che l’associazione tra l’essere bionda e l’ottusità derivi dal fatto che la maggior parte dei neonati presenta una capigliatura bionda. I maschi assocerebbero dunque il biondo all’immaturità.
 
La bionda attrice Michelle Collins, intervistata dal Times di Londra, esprime seri dubbi sulle interpretazioni dello studio e afferma che probabilmente quando ci sono di mezzo gli uomini c’entri poco il colore dei capelli: “Penso che i capelli siano ininfluenti. Probabilmente essi sono distratti soprattutto dalle forme delle donne. Tuttavia, se mi trovassi a contatto con ragazze con extension che superano il fondoschiena, persino io mi comporterei con loro diversamente.”
 
Per farla breve: gli uomini di fronte a delle belle donne diventano tutti quanti dei maiali, punto e basta. Una verità vecchia come il cucco ma sempre attuale.






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:35 | riflessioni, donne, scienza, sesso, prima pagina, società, bionde, playboy, opinionismo, al maschile, jujolcom | clicca per commentare commenti (18)



AIDS: giornata mondiale contro l'AIDS - Il testo integrale del discorso del Ministro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, dicembre 01, 2007




giornata mondiale

contro l'AIDS



Il testo integrale del discorso del Ministro

Domani si celebra in tutto il Mondo la Giornata Mondiale Aids 2007.
La parola chiave scelta per quest’anno è “leadership”.
Una leadership che dobbiamo essere in grado di esercitare nella ricerca, nell’approccio e nella perseveranza nella lotta a questa malattia.
E dobbiamo farlo in tutti i settori: a partire dalla famiglia e dalla società civile e con un grande impegno delle istituzioni, sia nazionali che locali.
Come prevede la comunicazione della Commissione europea al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla lotta contro l‘HIV/AIDS nell’Unione Europea e Paesi vicini nel periodo 2006-2009, l’obiettivo che ci troviamo di fronte è infatti quello di “rafforzare la partecipazione della società civile in tutti gli aspetti della lotta contro l’epidemia, compresi la definizione degli obiettivi, l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi”.
Un impegno che il Ministero della Salute ha raccolto con decisione fin dallo scorso anno e in questo ambito abbiamo anche riavviato la nostra iniziativa di solidarietà internazionale. Da un lato è stato pagato il nostro debito di 130 milioni di euro nei confronti del Global Fund per l’Aids, la tubercolosi e la malaria e dall’altro, in sede di Unione Europea, stiamo sostenendo fortemente un piano per assicurare insieme agli Stati membri e alle aziende farmaceutiche, l’accesso ai medicinali anti-retrovirali e l’efficace distribuzione degli stessi in quei Paesi europei che presentano evidenti difficoltà economiche nell’accesso a questi farmaci.

Ormai sappiamo che l’Aids è una malattia che non è mai stata percepita e vissuta come tutte le altre.
Non lo è per ciò che essa ha rappresentato sul piano della modifica dei comportamenti e degli stili di vita, non lo è per ciò che ha indotto nella visione del rapporto tra paziente e terapia, non lo è per le sue caratteristiche endemiche che oggi si manifestano con chiarezza, facendo dell’Aids una malattia soprattutto cronica nei Paesi dell’Occidente ricco e sviluppato, a fronte di un Aids che uccide ed estirpa intere generazioni anno dopo anno in tante realtà povere del Mondo.
Ma l’emergenza dell’epidemia nei paesi poveri coincide con un progressivo, veloce disinteresse dei paesi ricchi: non si parla quasi più di Aids e il risultato di questa progressiva disattenzione è purtroppo quello di una preoccupante escalation del contagio che in Italia comporta ogni anno tra i 3.500 e i 4.000 nuovi casi di Hiv.
Oggi vogliamo testimoniare la nostra volontà di una svolta decisiva per il rilancio di quelle iniziative di attenzione e sensibilizzazione per le decine di migliaia di malati e sieropositivi che vivono, lavorano, studiano in Italia e che chiedono più attenzione alla persona, più capacità di ascolto delle istituzioni, più responsabilità e più sincerità.

Per questo, prima di ogni altra cosa c’è bisogno di rimettere al centro la persona. Negli ultimi anni si è infatti puntato quasi esclusivamente sugli aspetti legati alle terapie mentre oggi avvertiamo la necessità di ampliare la sfera delle nostre iniziative puntando molto sull’integrazione socio-assistenziale nell’approccio alla persona.
Oggi di Aids in Italia si muore fortunatamente molto meno (basti pensare che siamo passati dai 4.581 morti registrati nel 1995 ai circa 200 casi stimati per il 2007) e le oltre 120 mila persone affette nel nostro Paese hanno davanti una prospettiva di vita lunga e sempre più normale.
Ma si tratta comunque di persone che hanno bisogno di un contesto di interventi che deve andare al di là del momento farmacologico e abbracciare la sfera sociale e della vita di tutti i giorni. A partire dal mondo del lavoro dove si deve aumentare la vigilanza per l’applicazione piena delle norme e delle iniziative di inserimento e garanzia.
Un altro obiettivo fondamentale, che ci ha visto già impegnati la scorsa estate con una campagna radiofonica e con la diffusione di opuscoli informativi nelle farmacie e negli studi medici, è quello di sottolineare l’importanza dell’uso del preservativo quale strumento di prevenzione dell’Aids e per le altre malattie sessualmente trasmissibili che ogni anno colpiscono in Italia quasi mezzo milione di cittadini.
La campagna è stata infatti ideata a partire dai dati che ci dicono che attualmente l’HIV si trasmette principalmente per via sessuale.
In questo senso il nostro impegno è anche volto a far capire l’importanza di una forte assunzione di corresponsabilità nei rapporti sessuali. Che vuol dire non affidarsi solo all’altro o all’altra ma diventare protagonisti e protagoniste dalla propria salute sessuale e di quella della coppia.
In questo senso l’uso del preservativo è una forma di autotutela positiva così come l’attenzione e la tutela dell’altro o dell’altra. E tutto questo l’abbiamo voluto simboleggiare nello slogan “nell’amore non rischiare” che viene citato nello spot per la televisione, per il quale voglio qui ringraziare particolarmente Francesca Archibugi e Ambra Angiolini per il loro sostegno e il loro straordinario contributo.
La nostra campagna proseguirà con altre iniziative rivolte anche alle persone sieropositive e alla loro sessualità con un messaggio positivo e non discriminatorio.
La comprensione e l’apertura nei loro confronti è un obiettivo irrinunciabile in una società solidale volta a includere, senza però scordare un messaggio di prevenzione forte e diretto. Perché è possibile avere una vita sessuale serena, senza esporre altre persone a rischio di infezione, senza esporre se stessi a rischio di nuove infezioni sessualmente trasmesse, anche dopo un test positivo, purché vi sia sempre una forte assunzione di responsabilità nei propri comportamenti.

Questa grande campagna di sanità pubblica, nasce da un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha coinvolto sia il mondo accademico, che i rappresentanti delle comunità direttamente colpite dall’infezione.
Nello stilare la campagna informativa, la Commissione Nazionale per la Lotta contro l’Aids e la Consulta delle Associazioni per la lotta contro l’Aids hanno poi tenuto conto delle indicazioni dei più recenti documenti dell’Unione Europea sottoscritti anche dal nostro Governo:
  1. “Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla lotta contro l’HIV/AIDS nell’UE e nei paesi vicini, 2006-2009” . Documento basato sui principi e sulle priorità stabilite nelle decisioni della Commissione (dicembre 2005);
  2. “Dichiarazione di Brema sulla responsabilità e il partenariato – Insieme contro l’HIV/AIDS” (13 marzo 2007) documento prodotto dalla Conferenza Ministeriale e firmato dai Ministri e rappresentanti dei governi di Stati membri dell’Unione Europea e dei Paesi vicini responsabili della salute, insieme ai partner internazionali, impegnati contro l’HIV/AIDS, alla Commissione Europea, al Ministro per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo e al Ministro per l’Istruzione e la Ricerca;
  3. “Resolution 1536 (2007)1 HIV/AIDS in Europe”, Risoluzione che è stata adottata dalla riunione parlamentare del Consiglio dell'Europa a gennaio 2007.
Altro grande obiettivo è poi quello di migliorare ulteriormente i livelli di cura e assistenza e in questo senso vanno le nuove linee guida terapeutiche messe a punto dalla Commissione nazionale Aids per terapie sempre più mirate e appropriate.
Infine la ricerca, che vede nel nostro Paese momenti di eccellenza, come il progetto del vaccino dell’Istituto Superiore di Sanità di cui è prossimo l’avvio della II fase di sperimentazione in Italia e in Sud Africa.
Senza dimenticare mai che quella contro l’Aids è più di una battaglia di salute. E’ una battaglia per la dignità della persona e per una vera giustizia sociale".
Livia Turco

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:39 | appelli, scienza, salute, comunicati stampa, prima pagina, attualità, benessere, prevenzione, allarmi | clicca per commentare commenti (14)



Le marilyn girls sono più intelligenti

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, novembre 16, 2007





Le marilyn girls


sono più intelligenti



Lo dice la University of Pittsburgh and California



di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Sino a ieri le donne formose, cioè con tutte le curve a posto e ben proporzionate, erano ritenute sì belle ma non particolarmente intelligenti. Oggi la University of Pittsburgh and California smentisce che le belle donne sono solamente delle marilyn ben accessoriate, ottime quando si tratta di far arrapare un maschio, ma poco brillanti nei diversi campi dello scibile umano.
Chi con dei fianchi generosi, un vitino da vespa e un seno a balconcino, fino a poco tempo fa era sì una bella bambola, ma ritenuta dalla società appunto una bambola, quindi non una persona di spiccata intelligenza.
 
In passato le icone sexy sono state Marilyn Monroe e Sofia Loren. Poi la moda della donna formosa è passata per essere sostituita da quella delle donne-sogliola, così sottili che dirle anoressiche è sempre e in ogni caso poco. Gli uomini però ci sono cascati e per un lungo periodo sono andati a pesca di anoressiche, pregando che non gli morissero fra le braccia. Le donne un po’ Marilyn Monroe erano considerate delle “belle oche” e basta. Ma oggi uno studio scientifico ribalta completamente questo pregiudizio, affermando che le formose sono dotate di maggior cervello rispetto alle donne-sogliola. Lo rivela uno studio pubblicato dalla autorevole rivista scientifica britannica Evolution and Human Behaviour, ripreso anche dal prestigioso Sunday Times di Londra.
 
Alcuni ricercatori della University of Pittsburgh and California hanno esaminato un campione di sedicimila donne di diversa età, hanno raccolto informazioni sulle loro misure fisiche e non contenti le hanno sottoposte a non pochi test cognitivi. Il risultato è stato a dir poco sbalorditivo, sì, perché le femmine dai fianchi generosi e con un seno prosperoso sono risultate più capaci, quindi più intelligenti, almeno stando ai test che sono stati fatti. L’ipotesi avanzata dai ricercatori è che il grasso attorno a fianchi e cosce contiene livelli più alti di Omega 3, un acido che è essenziale per lo sviluppo del cervello durante la gravidanza; al contrario, il grasso attorno alla vita può avere livelli più alti di Omega 6, un acido meno adatto allo sviluppo del cervello.
 
Si attendono conferme, ma intanto la psicologa e sessuologia Paula Hall, parlando al Sunday Times, si esprime in questi termini: “Fa piacere che una ricerca dimostri che le donne possono essere sexy e intelligenti al tempo stesso. E’ la dimostrazione che le donne formose possono essere in grado di fare bene altre cose, oltre che cucinare, pulire la casa e mettere al mondo figli.”
 
Non è un mistero per nessuno, almeno per nessun maschio sano che ama le belle donne e che ha intenzione di metter su famiglia: i maschi sono soprattutto attirati dalle femmine che hanno dei bei fianchi, diciamo pure dei fianchi generosi, sodi, ben disegnati. Come quelli di Marilyn Monroe. Di fronte a un sedere così, l’uomo si eccita, difatti l’istinto gli suggerisce che una femmina ben dotata è quella che potrà dargli dei figli sani e belli. Dunque una donna con il vitino da vespa e il culetto a cuore, nonché dotata d’un generoso seno, è la compagna ideale, non solo perché quasi certamente in buona salute e particolarmente fertile, ma anche perché più intelligente di una virago o di una donna-sogliola.
 
Il dottor Harry Witchel, psicologo della Sussex Medical School, spiega: “Fino ad ora le donne-clessidre erano considerate avvantaggiate nella vita perché appunto ritenute più attraenti. Ora questi studi sembrano indicare che le donne con quel tipo di corporatura hanno anche un vantaggio biologico.”
 
E’ la rivincita delle marilyn girls. Era ora, per Dio!






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:19 | amore, donne, moda, personaggi famosi, scienza, sesso, satira, provocazioni, nudo, società, ultime notizie, luci rosse, bionde, playboy, bellezza femminile, last news | clicca per commentare commenti (15)



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