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Tu scopi? come e quanto scopi? E con chi?

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 13, 2008






Gli uomini sono per le prostitute e il virtuale

Il 40% delle coppie italiane non scopa


Purtroppo siamo ancora troppo italiani


di Giuseppe Iannozzi





Secondo un rapporto presentato in occasione del congresso dei sessuologi europei il calo del desiderio è ben più che triplicato in soli dieci anni. Il che tradotto significa che i maschi italiani sono dei segaioli, mentre le donzelle sono o per la castità o per Saffo. Insomma, addio agli amori ancillari!

Quaranta coppie italiane su cento non fanno sesso, non scopano neanche per sbaglio, maschi e femmine non finiscono a letto insieme per scopare ma solo per dormire a lungo, di santa ragione. Questo l'allarmante risultato di un rapporto sugli italiani a letto disegnato da sessuologi, ginecologi e andrologi, che verrà presentato in occasione del IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia che si apre a Roma domenica.

Secondo lo studio il calo del desiderio è soprattutto maschile ed è triplicato negli ultimi 10 anni. «Le coppie italiane alla tavola del sesso si comportano in modo davvero differente - spiega Chiara Simonelli, sessuologa dell’Università La Sapienza di Roma e vicepresidente della Federazione - eppure tutte sono riconducibili a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti».

Secondo lo studio, le coppie sessualmente «anoressiche» sono più spesso composte da soggetti che sono oramai nei fatidici 40 od oltre, quindi con una relazione consolidata ma ripetitiva.

Sempre più spesso sono gli uomini a non usarlo il pipino, non nella maniera corretta e più sana in ogni caso: non si lasciano né abbracciare né legare dalle gambe della partner, e si rifugiano fra le tette di una prostituta. E, purtroppo, non mancano quelli che si sparano seghe davanti al monitor, visionando siti erotici e porno, o anche solo chattando con una perfetta sconosciuta.

La ricerca indica che solo il 30% delle coppie si può definire «sazia», ha rapporti sessuali appaganti con una frequenza che soddisfa entrambi.

In politica facciamo ben più che schifo, a letto siamo degli stupidi segaioli, quindi si può ben dire che l'Italia è rovinata ab imis.








  E voi scopate ogni dì, sì o no?
 
  O siete dei segaioli incalliti?








by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:14 | amore, donne, uomini, sesso, satira, salute, sondaggio, benessere, ultime notizie, allarmi, via del campo, last news | clicca per commentare commenti (38)



Carmen Kontur-Gronquist nuda in Rete

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, febbraio 28, 2008





Carmen Kontur-Gronquist nuda

Era il sindaco di Arlington in Oregon

prima che si gridasse “Allo scandalo!”

 
 
di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Con l’avvento di Internet, entrato nelle case di ogni famiglia o quasi, gli esibizionisti si sono subito messi a nudo senza troppe cerimonie: in Rete è pieno di donne che si spogliano, di uomini che si spogliano e di scemi del villaggio che si spogliano. Non è una novità. Chi naviga in Rete non può fare a meno di scontrarsi con qualche imbarazzante nudo: muscoli flaccidi, vetusti ombelichi, tette al silicone, organi sessuali pelosi o depilati con e senza piercing. Se si naviga in Rete il rischio è anche quello d’incagliarsi in uno stomachevole nudo che proprio non era possibile prevedere d’incontrare sulla propria rotta.
 
I bei tempi sono finiti: se oggi vai in un parco, anche a tarda notte, non c’è nessuno che d’improvviso ti si pari davanti e apra l’impermeabile per mostrarti il suo grimaldello. I parchi non li frequenta più nessuno, né per gioco né per esibire la sua presunta dura virilità, figuriamoci per tenere un comizio politico fra zanzare mosche e cavallette. La figura dell’esibizionista è passata di moda, o meglio ha lasciato i parchi pubblici per trasferirsi in Rete. Le nonne oramai vivono di sospiri, di rimpianti e di notti in bianco, ricordando com’era bello quando i parchi pullulavano di maschi disposti a tutto pur di farsi vedere, foss’anche da una sola attempata signora più di là che di qua. Da quando gli esibizionisti si sono dati ad Internet, le nonne non sanno più come spendere il tempo che gli rimane da vivere: il Pc è strumento troppo difficile per loro che hanno imparato a stendere la pasta col matterello, dunque niente più matterelli e grimaldelli nei verdi parchi cittadini, oramai pronti ad accogliere prati d’erba di pura plastica, perché quella naturale non è più di moda e poi nessuno la vuole falciare, così si è pensato bene di sostituire Madre Natura con l’artificio, che non necessita d’alcuna cura, è sempre verde e quindi addio a quel sempreverde simbolo dei giardini in città che solo fino al qualche anno fa si pensava dovesse durare per l’eternità e oltre con l’aiuto del buon Dio.
 
Tutto il mondo è paese, soprattutto con l’avvento di Internet e dell’Adsl per tutti: Carmen Kontur-Gronquist è stata sfiduciata per aver messo alcune sue foto sexy su MySpace. Il primo cittadino di Arlington, piccola città dell’Oregon, non ha saputo resistere alla tentazione, e per dar sfogo alla sua voglia – o impellente necessità – di mostrarsi nuda, ha pensato bene di mettere on line delle foto che la ritraggono in reggiseno e mutandine. Subito i puritani hanno alzato al cielo grida di scandalo.
I cittadini di Arlington sono stati chiamati a decidere sull’incresciosa vicenda con un referendum: 142 favorevoli contro 139, per 3 cittadini (di troppo) quindi la sindachessa è stata rimossa dal suo incarico, in quanto motivo d’imbarazzo in una cittadina dove gli iscritti al registro elettorale sono in tutto 366. Come si dice, “la città è piccola e la gente mormora”.
 
Carmen Kontur-Gronquist spiega d’essere stata vittima d’un’ondata di puritanesimo: “L’America è una democrazia e bisogna seguirne le regole”. Carmen ha anche spiegato d’aver mandato le foto a MySpace per fare uno scherzo a degli amici. Tuttavia, visto che oramai non è più sindachessa di Arlington, ha detto che metterà in vendita un suo poster addirittura su eBay: “Tanto vale che io tragga qualche vantaggio da questo incidente. Devolverò una parte dei miei profitti all’ambulanza di Arlington”.
 
A guardarla bene Carmen Kontur-Gronquist è una donna normale, né bella né brutta; ciò nonostante in poche ore migliaia di voyeurs si sono riversati su MySpace ed eBay alla disperata ricerca delle sue foto hard. Una donna, nient’altro che una donna che ha ricoperto il ruolo di primo cittadino nella piccola città di Arlington. E forse solo per questo motivo in tanti si sono eccitati per lei, perché non si era mai visto un sindaco donna in mutande e reggiseno.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:43 | politica, riflessioni, donne, polemiche, gossip, web , internet, cronaca, sesso, satira, blogosfera, storie di ordinaria follia, saranno famosi, notizie dalla rete, nudo, prima pagina, femminilitĂ , nuditĂ , ultime notizie, scandali, videonotizie, playboy, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo, via del campo, editoriale di g iannozzi, suffragette | clicca per commentare commenti (3)



Viviane Castro fa goal ad Adriano!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, febbraio 26, 2008





Viviane Castro


fa goal ad Adriano!

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 

 
Chi di voi non ricorda Viviane Castro?
Difficile, molto difficile che non ve la ricordiate: al Carnevale di Rio ha scatenato un putiferio di polemiche per via di un coprisesso di soli 4 cm.
 
Viviane Castro non passa di certo inosservata, con i vestiti addosso o meno. E’ una bellezza caliente per cui più d’un uomo sarebbe felice di perdere il senno. Il fortunato di turno a perdere la testa è il carioca Adriano.

Viviane Castro, 25 anni, curve da infarto, prosperosa, morbida e burrosa, è sicuramente molto più invitante della solita palla, cioè del vecchio pallone di cuoio. Adriano che, forse è rimasto impressionato dall’esibizione della modella all’ultimo carnevale di Rio, ha imparato la lezione: Viviane è meglio d’un pallone, foss’anche d’oro massiccio. La bella brasiliana non fa nulla per nascondersi: si mette in mostra, con generosità, che è un vero piacere per gli occhi dei suoi ammiratori e non solo. 
 
Per Adriano non c’è stato scampo: un colpo di fulmine. O meglio: Viviane ha fatto goal, ha colpito in pieno Adriano, nelle parti basse. Gioco sleale? Non direi: Adriano pare ben felice d’aver ricevuto il goal di Viviane Castro dritto nei gioielli di famiglia.
 
Dopo il godurioso scandalo al Carnevale di Rio, quando Viviane, 25 anni, ha improvvisato una sexy samba coperta solo da un mini cache-sexe, come per magia sono apparse in Rete una serie di immagini assai hard, che mostrano la bella Viviane alle prese con un vecchio treno a vapore. Immagini sensualissime e che gli ammiratori della bella brasiliana cercano con appetito diabolico: è bastato un Carnevale un po’ osé per lanciare Viviane Castro nell’Olimpo delle donne più amate e cliccate in Rete
 
Adriano negli ultimi tempi era proprio abbiosciato, ma di brutto. Forse cliccando e cliccando, si sarà trovato faccia a faccia con le foto hard di Viviane. Sta di fatto che ha subito perso la testa per lei. Non è il solo: a breve Viviane poserà senza veli per “Playboy”, in copertina. La procace Viviane è stata contattata anche da un noto regista di film porno; tuttavia la bella brasiliana l’ha lasciato a becco asciutto forse pensando che non era davvero il caso di darsi al cinema. Chissà in futuro! Per il momento è sicuro che Viviane sarà sulla copertina di “Playboy”.
 
Non ha invece detto di no ad Adriano. Oggi i flirt con i calciatori vanno molto di moda e Viviane lo sa bene. Adriano, per quanto forte attaccante, questa volta si è fatto fregare alla grande – ma dategli torto, chi di noi maschietti saprebbe resistere alla sanguigna Viviane?
A questo punto per i nerazzurri c’è solo da sperare che Viviane Castro non sprema troppo l’attaccante Adriano, altrimenti in campo farà ben poche reti.
Una cosa è certa: Viviane il suo personale goal l’ha piazzato al primo colpo e Adriano è stato ben felice di riceverlo dritto nei gioielli di famiglia. D’altro canto quando una c’ha il fisico c’ha il fisico, e Viviane ha un corpo mozzafiato, poco ma sicuro.


Clicca su Viviane Castro, le foto osé per vedere la bella brasiliana senza veli

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Siti pornografici e video hot sui telefonini

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 18, 2008





Siti pornografici


e video hot sui telefonini


Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Niente sesso siamo inglesi! Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano e parecchio anche. Tutti i santi giorni, festivi e maledetti compresi. Ci pensano più volte al giorno. Ma c’è dell’altro: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando, in maniera maniacale, immagini, filmati e racconti pornografici sui loro computer o telefonini.
 
Si potrebbe pensare che si è di fronte a dei segaioli incalliti, si potrebbe anche credere che un siffatto comportamento apparentemente innocuo non possa far diventare cieco nessuno tranne il diretto interessato, ma in realtà mette sotto torchio la relazione con la partner. Il fenomeno non è sfuggito agli Sherlock Holmes made in England, così subito si è dato corso a un’indagine per conto di Bbc News; condotta su 43 terapisti specializzati, l’80% ha spiegato che “si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti a luci rossi, hard, di sesso esplicito ed estremo”.
 
La navigazione «a luci rosse» - spiegano gli esperti britannici - è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie sessuali: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che, per così dire, «tranquillizza» i sesso-dipendenti. Ma in realtà va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita, così la maggior parte delle volte abbandona il partner lasciandolo con le mani in mano, anche se non è proprio così, perché almeno una mano gli serve per smanettare con il suo joystick. Molto diffusa è anche quella strana razza di individui che soffrono di una vera e propria dipendenza da sesso, dipendenza che si manifesta con la necessità d’avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre più accostarsi, amplificandola con risultati a dir poco sporchi, cioè appiccicosi. Per evidenti motivi di igiene, è sempre bene stare attenti a quando si utilizza il computer di un collega: mouse e tastiera sono infatti dei veri e propri ricettacoli di malattie facilmente trasmissibili.  
 
La Rete ha dato a tutti l’opportunità di ritagliarsi un fazzoletto rosso, o meglio ancora il proprio angolo di blog duramente selezionati con le proprie mani, pour ainsi dire.
E’ stato un bene? Leggevo oggi che gli inglesi - ma non solo - passano ore intere in Rete a caccia di sesso facile, sì, ma virtuale, onde evitare complicazioni sentimentali. Meglio spararsi una sega davanti al monitor che infilarsi un condom sul pisello. Sono oramai un’orgia senza ritegno quelli che il sesso o in Rete o niente. Il problema è che quelli della Rete il guanto sulla mano non se lo mettono!
 
Non so in che misura i commenti, su qualsiasi blog, possano essere realmente sentiti; o se è solamente perché si sa che si è distanti e si è quindi disposti ad elargire amore a piene mani, cosa che nella realtà non accade affatto, basta difatti gettarsi dentro a una birreria per rendersi conto, dopo pochi minuti, che tutti ti guardano in tralice o non ti cagano affatto.
 
Io direi che il fattore “lontananza” permette di dare più amore di quanto ce ne sia effettivamente bisogno, ma permette anche di superare la propria timidezza e quindi di aprirsi. Sarebbe bello, molto bello se questa apertura ci fosse nel mondo reale e non limitatamente al virtuale.
 
Sono dunque finiti i bei tempi di quando si andava a puttane? In parte: alcuni irriducibili preferiscono rischiare con una femmina in carne e ossa, o un maschio.
Ora mi direte voi: ma che diavolo dici, ti sta dunque bene che delle povere ragazze vengano costrette a battere le strade e andare con degli sconosciuti? No, non mi sta bene. Ma vi dico una cosa semplice semplice: le ragazze che promettono sesso on line, credete forse che non siano costrette con la forza? Il mercato della prostituzione si sta solo spostando dalla strada alla Rete: molti si limitano a spararsi una sega davanti al monitor, ma la Rete è Sodoma e Gomorra dove le donne vengono battute all’asta. E non solo: la pedofilia, non dimentichiamocelo, nella stragrande maggioranza dei casi è in Rete. Veniamo al punto: oggi come oggi spararsi una sega non significa solamente imbrattare il mouse e la tastiera, perché dietro a un orgasmo davanti al monitor ci sta tutto un mondo di umiliazioni e soprusi, di ragazze costrette a darsi on line - per poi incontrare i clienti in un club privato -, di bambini che sono finiti purtroppo nelle mani sbagliate e che vengono sfruttati per alimentare il mercato della pedofilia.
 
Meditate gente, meditate!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:24 | web , internet, sesso, controinformazione, blogosfera, hard, notizie dalla rete, prima pagina, societĂ , pubblicitĂ  progresso, luci rosse, dalla parte dei bambini, vm 18, allarmi, social network, no pedofilia, via del campo, dalla parte delle bambine, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (10)



Caos Calmo: Nanni Moretti nel caos sollevato da Nicolò Anselmi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, febbraio 14, 2008






La Cei attacca Nanni Moretti

C’è un caos immondo intorno a Caos Calmo



di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La battaglia di Maratona
Oramai i giudizi della Cei, o meglio la censura che propaganda per mari e per monti non dovrebbe più far notizia. Tuttavia nel bene e nel male la Cei riesce a sollevare un vespaio di polemiche, forse perché, giorno dopo giorno, diventa sempre più intollerante e fondamentalista. Il fondamentalismo cattolico è un’altra piaga di questo ventunesimo secolo già piagato di per sé, per colpa di un retaggio culturale barbaro e medioevale ereditato dal dopo-Sessantotto in poi.
L’occasione per lanciare anatemi contro la cultura, oggi la Cei la trova nel cinema, anzi in un film, “Caos Calmo” con Nanni Moretti e Isabella Ferrari. “Caos Calmo”, prima d’essere una pellicola, è un libro, premio Strega 2006, un romanzo sul dolore, sulla perdita, sul caos che accompagna chi resta tentando di sopravvivere a sé stesso dopo aver visto finire sottoterra la donna amata.
 
“Caos Calmo” di Sandro Veronesi è uno di quei libri, che usando una abusata formula di giudizio, potremmo definire “onesto”, niente di eccelso, giusto un romanzo che è stato scritto. La qualità più evidente di questo lavoro di Veronesi è essenzialmente una e una sola: ha un Inizio e una Fine.
 
“Caos Calmo”, il film di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman e Isabella Ferrari, è lo stesso caos raccontato da Sandro Veronesi. Grimaldi, seguendo la trama del romanzo di Veronesi, ha anche inserito nella storia circa 4 minuti di orologio dove Pietro (Nanni Moretti) e Lara (Isabella Ferrari) fanno sesso. E la Cei subito si è fatta prendere dal demonio levando al cielo anatemi. Dario Fo, che come la Cei non manca mai di dire la sua: “Noi questa situazione la conosciamo da sempre, appena salito sul palco ero già sotto controllo e ne sono orgoglioso. La cosa più grave è la mancanza di umorismo da parte della Chiesa. Sono profondamente indignato per come la Cei entra a piedi giunti nella vita della gente. Loro sono sempre là, vedono il sesso come qualcosa che non s’ha da fare, poi se la rifanno con i bambini, come successo negli Stati Uniti. Non pagano le tasse e si permettono di inserirsi nella politica. Significativo è anche ciò che è successo alla Sapienza. Secondo me non è stata negativa la contestazione, ma è stato sbagliato il modo di realizzarla, occorreva maggior scaltrezza perché gli esponenti del clero sono maestri nel gioco degli scacchi”.
 
Il produttore Procacci, il regista Grimaldi e l’attore principale Moretti avrebbero voluto parlare del film, che è già stato acquistato da 12 paesi a occhi chiusi, prima d’averlo visto. Al festival di Berlino si doveva parlare del film, molto applaudito; ed invece il vescovo Nicolò Anselmi ha subito rotto le uova nel paniere: “… Spesso esponenti della Chiesa hanno avuto posizioni critiche verso il cinema, la novità è la grande agitazione che creano in Italia, nel mondo giornalistico e in quello politico. I politici mi sembrano indifesi e impauriti e i giornalisti sempre più prigionieri della loro isterica sciatteria”. Nanni Moretti per difendersi cita Ermanno Olmi: “L’impressione è quella di un ritorno al concilio di Trento”. La Cei chiede a viva voce che i più giovani vengano protetti, che non gli si faccia vedere la scena hard fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. E l’attrice, naturalmente piccata, risponde: “Il mio dovere di attrice è quello di soddisfare le richieste del regista, solo così vado a dormire contenta. Strano che l’accusa sia contro i quattro minuti della scena di sesso, c’è il momento in cui butto la fede nuziale rinnegando il matrimonio, non è contro la religione?” E Alessandro Gassman: “La Chiesa faccia il suo lavoro. Ma che c’entra con il cinema? Non dovrebbero pensare ai poveri e ai derelitti della società?” E Valeria Golino incalza: “Si scandalizzano perché si tratta di Moretti, considerato un guru, e invece abbiamo scoperto un uomo. Se all’inizio abbiamo reagito tra irritazione e divertimento, pensando che questa cosa è solo un piccolo segno di quello che succede in Italia, dove una donna è stata fermata in ospedale per aborto, c’è poco da ridere, c’è da avere paura”.
 
Sandro Veronesi, anch’esso presente a Berlino: “Quando il libro vinse il premio Strega fu attaccato dalla Chiesa per le stesse ragioni. La cosa più disarmante è che, allora come adesso, qualcuno avvalora il sospetto che sia tutta una mossa pubblicitaria”. E il regista del film, Grimaldi.: “Credevamo che finalmente si potesse parlare solo del film…”. Grimaldi difende a spada tratta i suoi 4 minuti hard specificando che la scena incriminata dalla Cei è “necessaria ad esprimere una svolta dei due personaggi, la liberazione dal dolore per lui e dalla vita passata per lei. E doveva essere sesso e basta, ogni accenno romantico non avrebbe avuto senso”.
Il regista Steven Frears, quasi divertito da tanto caos: “Perché non vi liberate del Vaticano? Potreste venderlo in blocco a Berlusconi”.
 
Tutto questo rumore per 4 minuti di sesso davanti alla macchina da presa.
 
Chi oggi spera d’andare al cinema per vedere scene erotiche, peggio per lui, perché in “Caos Calmo” ci sono sì e no 4 minuti di orologio, 4 minuti di sesso che in Italia vengono definiti hard, quando è invece vero che ci sono delle scene di erotismo al limite della noia più piatta per una coppia sposata. Il punto è che “Caos Calmo” non è la burrosa sodomia di “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci (sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e Franco Arcalli) con Marlon Brando e Maria Schneider, non è nemmeno “9 settimane e 1/2” di Adrian Lyne con Mickey Rourke e Kim Basinger - film che s’ispirava a un racconto autobiografico di Elizabeth McNeill -, è solo l’onesto film di Antonello Grimaldi tratto dall’altrettanto onesto romanzo di Sandro Veronesi.






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Effetto Bimbo delusion, ovvero gli uomini e le bionde

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, febbraio 05, 2008





Gli uomini e le bionde


Effetto Bimbo delusion
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Gli uomini preferiscono le bionde!
 
Un vecchio e classico film di Howard Hawks ce lo ricorda ancora oggi che i maschi preferiscono le bionde, quelle naturali, e non le ossigenate.
 
Secondo un recente studio i maschi, che si trovano di fronte a una bionda, sono portati a perdere completamente il senno: la femmina in alcuni casi riesce con uno schiocco di dita a far del maschio un vero e proprio burattino in suo potere.
Gli scienziati dell’Università di Parigi-Nanterre, sotto la guida del professore di psicologia sociale Thierry Meyer, hanno evidenziato che le capacità mentali degli uomini si riducono nel momento in cui essi sono a stretto contatto con una bella bionda. Gli studiosi affermano che quando un uomo parla con una femmina bionda entra in causa uno stereotipo inconscio: automaticamente egli ritiene di essere vicino a una persona meno intelligente.
 
Si tratterebbe dunque di un meccanismo inconscio, e che gli studiosi hanno indicato come “bimbo delusion”.
Un campione di uomini esposti per un tot di tempo davanti a delle bionde naturali, dopo sono stati fatti accomodare ai banchi (di scuola) affinché rispondessero a dei semplici test di conoscenza elementare: il risultato, una ecatombe di errori madornali, che in altre occasioni non avrebbero commesso. 
Il professor Meyer spiega: “Ciò dimostra quanto le persone interiorizzino alcuni stereotipi che probabilmente non condividono nella realtà.” In questo caso, gli uomini, a contatto con le bionde, sviluppano quel pregiudizio inconscio che le fa apparire ai loro occhi come le classiche ragazze sciocche e facili.
 
Ogni pregiudizio, secondo lo studio, avrebbe una matrice storica. La ricerca evidenzia che “lo stereotipo della donna bionda, bella e sciocca” è vecchio come il cucco. Una delle interpretazioni più suggestive è quella che afferma che l’associazione tra l’essere bionda e l’ottusità derivi dal fatto che la maggior parte dei neonati presenta una capigliatura bionda. I maschi assocerebbero dunque il biondo all’immaturità.
 
La bionda attrice Michelle Collins, intervistata dal Times di Londra, esprime seri dubbi sulle interpretazioni dello studio e afferma che probabilmente quando ci sono di mezzo gli uomini c’entri poco il colore dei capelli: “Penso che i capelli siano ininfluenti. Probabilmente essi sono distratti soprattutto dalle forme delle donne. Tuttavia, se mi trovassi a contatto con ragazze con extension che superano il fondoschiena, persino io mi comporterei con loro diversamente.”
 
Per farla breve: gli uomini di fronte a delle belle donne diventano tutti quanti dei maiali, punto e basta. Una verità vecchia come il cucco ma sempre attuale.
 

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