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Francesca Zenobi “Pocahontas” indagata per tentata estorsione

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, gennaio 10, 2008





Francesca Zenobi “Pocahontas”

indagata per tentata estorsione



Avrebbe chiesto centomila euro
o un contratto tv per modificare
l’originaria versione sul festino a luci rosse



di Giuseppe Iannozzi



Francesca Zenobi è indagata dalla procura di Roma per il reato di tentata estorsione assieme all’avvocato Emanuele Antonaci, suo ex difensore. Il procedimento è coordinato dal pm Pietro Pollidori.

Centomila euro in contanti o un contratto di un anno con Rai o Mediaset del valore di 90 mila euro per ritrattare le accuse. Sarebbero queste le richieste avanzate da Francesca Zenobi e dal suo avvocato a uno dei legali del deputato Cosimo Mele - ex Udc - che il 27 luglio scorso partecipò con la donna, poi sentitasi male, e una sua amica, a un festino a luci rosse in una suite dell’Hotel Flora di Roma.

Lo scrive il Nuovo quotidiano di Puglia. L’avvocato del parlamentare ha presentato denuncia nella Stazione carabinieri in via Cassia, a Roma, corredandola con un paio di microcassette con la registrazione delle conversazioni. L’ipotesi di reato è quella di concorso in tentativo di estorsione. Perquisizioni - riporta ancora il giornale - sono state compiute dai militari domenica scorsa nell’abitazione della Zenobi nonché nello studio e nella residenza romana del suo legale. Tracce di cocaina furono trovate su un comodino, su una card della stanza d’albergo e su una scheda di ricarica telefonica di Mele, indagato per cessione di droga e omissione di soccorso.

In ogni modo soltanto quando Francesca Zenobi ed Emanuele Antonaci avranno fornito la loro versione dei fatti si potrà stabilire se sussistono altre ipotesi di reato. Nel frattempo Francesca Zenobi ha cambiato i suoi difensori: oggi l’assiste l’avvocato Roberto Ruggiero, che non esclude che possa essere stata messa in atto una manovra per contrastare i fatti già emersi dall’indagine e che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Mele per omissione di soccorso e di cessione di sostanze stupefacenti.

Ruggiero
spiega: “Non escludo che nella sua ansia di imporre la verità, il deputato Mele avrebbe presentato una querela per violenza carnale da parte della Zenobi. Non è escluso ora che una volta esaminati i fatti i due fascicoli esistenti sulla vicenda processuale possano essere riuniti per esaminare il complessivo quadro dei fatti”.






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Il Dalai Lama ricevuto da Bertinotti, Immediata la protesta della Cina

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, dicembre 18, 2007






Il Dalai Lama ricevuto da Bertinotti

Immediata la protesta della Cina
 


di Giuseppe Iannozzi
 
 



 
Rischia di diventare un caso, un caso diplomatico! Il Dalai Lama è stato ricevuto a Montecitorio.
La risposta del rappresentante di Pechino in Italia non si è fatta attendere: subito si è fortemente lamentato con il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Il Dalai Lama ha preso parte la scorsa settimana a una cerimonia alla Camera. “Ho manifestato l’auspicio che il Parlamento italiano, la massima istituzione di questo Paese, non offra facilitazioni né luogo al Dalai Lama. Il Dalai Lama fa una forte attività separatista visto che oltre a essere un leader religioso fa anche politica con l’obiettivo di attirarsi simpatie allo scopo di separare il Tibet dalla Cina”: queste le durissime parole rivolte a Fausto Bertinotti dall’ambasciatore cinese Dong Jinyi.
 
Dong Jinyi ha avuto anche parole molto forti nei confronti dell’autorevolezza del leader buddista: “Il Dalai Lama dice di non voler rivendicare l’indipendenza e la separazione del Tibet, ma le sue parole sono bugie. Lui è un leader politico di un governo in esilio che rivendica l’indipendenza del Tibet. E poi, lui non è l'unico leader religioso del buddismo tibetano, che è formato da diverse scuole: per cui la sua autorevolezza non è per nulla assimilabile a quella del Papa. Non ha fatto che dire menzogne, propaganda e bugie. Ci sono 1.700 templi buddhisti dove vivono oltre 46mila monaci, e oltre duemila putti viventi. Il governo cinese ha intrapreso misure a tutela e salvaguardia della propria integrità e identità territoriale. Siamo un Paese multietnico, i diritti delle minoranza sono protetti dalla Costituzione e ci sono 5 regioni e oltre 1.000 villaggi autonomi. Al presidente Bertinotti ho manifestato la nostra volontà e la nostra speranza di promuovere e rafforzare gli scambi e le relazioni tra il Parlamento italiano e l’Assemblea del Popolo Cinese. Gli ho pure manifestato l’auspicio che il Parlamento Italiano, la massima istituzione di questo paese, non offra facilitazioni né luogo al Dalai Lama, che fa una forte attività separatista.”
 
La replica arriva da Fabio Rosati, portavoce di Bertinotti: “Il presidente della Camera ha ribadito all’ambasciatore cinese il significato e il valore della iniziativa della Camera. L’incontro è stato realizzato per la rilevanza internazionale del Dalai Lama, premio Nobel per la pace, e per dare voce alla istanza culturale e religiosa del popolo tibetano: una istanza che il Dalai Lama ha rappresentato riconoscendo l’integrità geografica della Repubblica popolare cinese.”
 
Emma Bonino, ministro per le Politiche europee, ha espresso il suo disappunto nei confronti di Romano Prodi, che si è recisamente rifiutato di ricevere il Dalai Lama per “ragioni di Stato”: “Prendo atto della scelta del premier ma ritengo che su determinati punti occorra spiegare ai nostri amici cinesi che i nostri valori sono diversi.”
Il dibattito, ancora in corso, ha visto anche l’intervento di Massimo D’Alema, ministro degli Esteri: “Non credo che il governo fosse tenuto a parlare con il Dalai Lama”. Sempre D’Alema si è detto “lieto” del ritorno in Italia del leader tibetano, ma con machiavellica severità ha pure aggiunto che “il Dalai Lama non ci ha chiesto incontri, e anzi, dimostrandosi molto più intelligente di alcuni suoi sponsor, ha detto di non volere che la sua visita fosse un motivo per turbare le relazioni con la Cina.”



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Anna Ciriani (Madameweb) e il silenzio che oggi la circonda dopo la lettera in sua difesa

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, novembre 26, 2007





Anna Ciriani e il silenzio


che oggi la circonda

 
Madameweb, la porno-prof soffre in solitudine
 
 

a cura di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
C’erano titoli a nove colonne, accadeva pochi giorni fa, e già oggi, 26 novembre 2007, della porno-prof non si dice più una sola parola o quasi.

Fu dunque un fuoco fatuo lo scandalo sollevato dai giornali, un fuoco che a malapena ha fatto in tempo a dichiararsi, i famosi 15 minuti di celebrità!
 
Sono bastati meno di cinque giorni perché Madameweb tornasse all’oblio insieme alla sua vera identità, Anna Ciriani. E pensare che era su tutti i giornali del Friuli-Venezia Giulia la porno-prof di Pordenone. Poi è sopravvenuta la sospensione dalla scuola che ha diviso sindacati, colleghi e sostenitori. E oggi il silenzio, non più un solo “ma” levato al cielo né un “se” disposto o per l’inferno o per il paradiso: è come se Anna Ciriani non fosse mai esistita veramente, se non come fenomeno mediatico warholiano.    
 
La sua cattedra è rimasta vuota. Quasi un cimelio a indicare a posteri che là, sino a pochi giorni fa, insegnava Madameweb, la più desiderata del web.
Tutto finito?
Studenti stranieri delusi, quindi, nel centro di via Galante a Ligugnana. “Ci dispiace tantissimo…”, hanno detto in coro i colleghi, e gli iscritti ai corsi serali a bocca aperta gli hanno fatto eco, come delle prefiche. Mon Dieu, non se l’aspettava mica nessuno che la porno-prof venisse silurata così, da un momento all’altro. Persino l’ufficio scolastico provinciale seppe, se non a fatto avvenuto, dell’atto formale approvato con procedura d’urgenza contro Anna Ciriani. Eppure negli uffici scolastici le voci fanno presto a passare di bocca in bocca, con una facilità che ha del miracoloso epifanico. L’intervento del ministero dell’Istruzione ha silurato Anna Ciriani, o Madameweb, in via precauzionale e questo è quanto.
 
Tutta una montatura? Anche il silenzio?
Dobbiamo forse aspettarci un altro fuoco fatuo mediatico o è proprio finita la breve stagione della celebrità per Madameweb?

E’ dunque da stralciare il detto che le brave ragazze vanno in paradiso, ma le cattive ragazze vanno dappertutto? Non è più attuale, perché ad essere brave nessuna ci guadagna il paradiso, perché ad essere cattive il massimo che una si piglia è un biglietto di sola andata per il Purgatorio, per l’oblio, che non è né carne né pesce.
 
I fedelissimi di Madameweb fanno muro, perlomeno sul suo forum.
Qualcuno in rete ancora promette foto di Anna Ciriani, ma sono soltanto screenshots del video berlinese, in pratica roba che tutti hanno già visto, sino alla nausea.
 
Potrà mai bastare un forum di fedelissimi per difendere la porno-prof?
E potrà mai servire per accreditarla maggiormente in qualità di icona erotica o porno che sia?
 
I dubbi rimangono, forti come il silenzio che ha accerchiato Anna Ciriani.
 
Di seguito la lettera pubblica che Anna Ciriani ha scritto in sua difesa, dopo che il video della fiera di Berlino è finito in Rete. Un quasi testamento delle sue intenzioni.
 
Non c’è davvero altro su Madameweb…
 
 
http://madameweb.forumcommunity.net/  
 
 
Buonasera a tutti,
 
premetto che non voglio entrare in polemica con voi e tantomeno con chi ha sollevato questa discussione.
[…]
Voglio subito precisare che il mio collega **** non è decisamente il mio tipo (anzi, io sospetto la sua omosessualità per le sue movenze e atteggiamenti) e che in ambito lavorativo non ho mai dato confidenze ai colleghi.
Io, a differenza di alcune mie colleghe rese famose dalla cronaca, non ho mai avuto atteggiamenti equivoci né con i colleghi né tantomeno con gli alunni e il mio comportamento a scuola è sempre stato estremamente professionale e integerrimo. Sempre puntuale, mai in abiti provocanti, mai truccata, mai tacchi (sono già alta di mio) sempre molto semplice e sempre distaccata da possibili avances o allusioni.
Un’altra doverosa precisazione che devo fare è che la scelta di insegnare in una scuola serale e di avere a che fare con adulti è stata mia in quanto nessuno mi ha costretta.
Questa decisione è maturata a seguito degli scandali “porno prof” per porre fine al problema sulla questione formativa e al dubbio di poter essere un esempio sbagliato per i miei studenti.
Ritengo comunque errato pensare che la responsabilità della crescita e della formazione degli studenti sia solo degli insegnanti.
Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione culturale nonché una crescita e maturazione dell’individuo.
L’educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente dai genitori o dai tutori dei ragazzi.
In assenza dei genitori noi insegnanti possiamo e dobbiamo dar loro una preparazione didattica e insegnarli il rispetto per le regole; possiamo anche insegnare loro l’educazione ma non possiamo sostituirci a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da seguire. Bisogna considerare che molto spesso i modelli a cui i giovani si ispirano non sono più rappresentati dalla famiglia o dagli insegnanti, come un tempo poteva accadere, ma dai personaggi che la televisione, la musica o il cinema gli propongono.
Le loro scelte e i loro gusti sessuali matureranno e si formeranno con l’età, le esperienze, l’educazione familiare e religiosa, le loro idee, le loro amicizie e i loro amori. Tra loro ci saranno sempre e comunque futuri gay, lesbiche, bisessuali, uomini che andranno con le prostitute, donne di facili costumi, persone fedeli, persone che vogliono la castità, ecc. a prescindere da ciò che può fare un professore nel suo privato.
Vedete, su molte cose io sono d’accordo con voi ma c’è una differenza importante tra noi: io non giudico nemmeno quando conosco i fatti.
Voi non sapete nulla di me e vi permettete di esprimere pareri o giudizi.
Qualcuno di voi insinua e lascia intendere che io sono un’attrice porno o peggio una prostituta. Io non ho seconde professioni e non guadagno, o lucro, con il mio corpo.
Ci sono come sempre contraddizioni e ipocrisia in ciò che leggo.
Comprendo benissimo una persona che non condivide le mie scelte o i miei gusti sessuali ma non accetto chi mi critica (senza conoscermi) e cerca i siti porno in cui scovare le mie foto o miei video. C’è una incoerenza di fondo! Qual è il fine? Vedere se è tutto vero quello che si dice? Si lo è!
Questo vi da il diritto di parlare di me o di giudicarmi?
Tu **** non approvi quello che faccio? E’ un motivo in più per non indagare nella mia vita privata. Parla e pensa ciò che vuoi di me ma soprattutto fai il tuo dovere a scuola anziché perdere il tuo tempo a cercare i miei siti per parlare di fatti che non conosci.
Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s’incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali.
Un professore gay (giusto per restare in tema…) potrebbe essere un esempio sbagliato per mio figlio ma io non penserei mai a quello che fa fuori dalla scuola! Se è un bravo insegnante e dà un’adeguata preparazione didattica a mio figlio per me è sufficiente. Diverso sarebbe venire a conoscenza che l’insegnate in classe fa battute devianti o si comporta da sporcaccione.
Quanti insegnanti sono gay? Quanti frequentano i club privè? Quanti vanno con le prostitute? Qual è il problema? Che di me si sa e degli altri no? Se di me non si sapesse nulla sarebbe meno deplorevole ciò che faccio? Ci sono preti che si tolgono la tunica e vanno con i trans! Basta che non si sappia vero? Per non parlare di tutti i preti pedofili che la cronaca ha portato alla luce (poi spenta dalla chiesa). Quanti tra di voi hanno desideri nascosti o hanno i propri scheletri nell’armadio. Voi che giudicate siete esseri umani perfetti! Già sono io che non posso vivere le mie pulsioni liberamente perché sono una prof! Shhhhshh nessuno deve sapere che sono una “porno prof”! Basta che non si sappia e se poi non faccio bene il mio dovere di insegnante non importa…basta che la gente pensi che sono una donna ligia! Questo è il problema! Oggi non è importante ciò che si è realmente ma ciò che la gente pensa di noi e crede di noi!
Concludo dicendo che non credo di aver fatto mai del male a nessuno, sto semplicemente vivendo la mia vita!
E’ vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa.
Il bello di tutta questa polemica è che le persone che mi hanno manifestato maggiore solidarietà, stima, amore e rispetto sono sempre stati i miei alunni.
Devo comunque ammettere che all’interno della scuola dove lavoro, tutti (preside, colleghi, personale non docente) mi aiutano e mi vogliono bene nonostante i giornalisti e la mia indole ribelle creino delle situazioni particolari.
Gesù disse: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!” e io vi ricordo che ci sono molti modi di peccare e di essere dei pessimi insegnanti!
 
Un cordiale saluto a tutti!
 
Anna Ciriani (Madameweb)






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I siti di social networking bruciano le carriere di giovani e non

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, novembre 25, 2007





I siti di social networking

bruciano le carriere di giovani e non



Tutta colpa dell’imprudenza degli internauti
nel mettere on line dati sensibili
soprattutto su Facebook e MySpace
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
I siti di social networking bruciano le carriere di giovani e non.
 
Allarme giustificato o inutile allarmismo?

Mettere online le proprie preferenze sessuali, dire nel dettaglio di sé stessi e dei propri comportamenti sociali, dei propri orientamenti politici e religiosi, in futuro potrebbe rivelarsi assai dannoso, soprattutto per i giovani.
Facebook e MySpace sono i due principali social network finiti nel mirino del tutore britannico della privacy. Dal suo ufficio, il tutore lancia un monito chiaro verso quanti oggi frequentano i social network senza preoccupazione alcuna. Internet è difatti un Grande Fratello, dove tutti possono essere ascoltati ed eventualmente schedati da diversi organi, siano essi commerciali siano essi preposti a raccogliere dati sensibili, che per mancanza di prudenza sono stati diffusi dagli utenti stessi in Rete.
Raccontare di sé online è dunque un rischio, perché molte aziende (e non solo) raccolgono informazioni proprio dalla Rete, dai social network, e subito decidono di non tentare nemmeno d’introdurre una persona nel mondo del lavoro, a qualsiasi livello, sia esso impiegatizio sia esso artistico. 
 
L’allarme non è da prendere sottomanica anche se è l’authority d’oltremanica ad invitare alla cautela, infatti in Italia, come del resto in tutti i paesi informatizzati, il rischio è reale.
 
Gli stessi internauti ammettono che alcune info da loro riportate online potrebbero essere per certi versi sconvenienti e dannose.
 
Stando a un sondaggio dell’Information Commissioner’s Office (Ico) britannico circa il 71 per cento dei 2mila ragazzi intervistati - di età compresa tra i 14 e i 21 anni – oggi ammettono che sarebbe bello se riuscissero a rimuovere alcuni materiali dalle pagine dei loro profili per impedirne la visione da parte di colleghi o datori di lavoro.
 
David Smith, ufficiale presso l’Ico, avverte senza mezzi termini di prestare particolare attenzione non solo quando si raccontano le proprie inclinazioni, ma anche quando si forniscono dati anagrafici, o quando su due piedi si accettano amicizie virtuali per farne degli affetti a tutti gli effetti.
 
Due terzi degli intervistati ammettono di avere rapporti d’amicizia con dei perfetti sconosciuti, mentre il 60 per cento ha dichiarato di aver pubblicato la propria data di nascita, il 25 per cento non nasconde le informazioni sulla propria qualifica e uno su dieci non si fa problemi a fornire addirittura l’indirizzo di casa. Il serio rischio è che i dati personali vengano rubati da personaggi senza scrupoli: si finisce così col diventare vittime di molte frodi, e in alcuni casi il pericolo che si corre è fisico.
 
David Smith è convinto che informare oggi i giovani dei pericoli cui vanno incontro sia il modo migliore per evitare guai in futuro: “Dobbiamo aiutare gli adolescenti a prendere consapevolezza di ogni aspetto dell’era dell’internet, in cui si trovano a vivere, perché può sembrare divertente, ma sfortunatamente il cyberspazio non è sicuro e tranquillo che in molti credono.”
 
Parole ben più che sante e sagge quelle di Smith.
 
Attenzione dunque a fare confessioni piccanti online: potreste bruciarvi la carriera lavorativa e affettiva ben prima di averne una.






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Anna Siriani, Madameweb, sospesa dall'insegnamento

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, novembre 23, 2007





Anna Siriani, Madameweb

sospesa dall’insegnamento

 
Una punizione ingiusta



di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Sospesa dall’insegnamento.
Anna Siriani, Madameweb, la professoressa di lettere che insegna alle scuole serali per adulti, è stata sospesa: la motivazione data è “per i suoi filmini a luci rosse diffusi su internet”.
La sospensione è stata comminata su disposizione del Direttore regionale scolastico.
 
Dopo cinque anni di quasi silenzio, Madameweb è tornata a far parlare di sé. Su internet con un video girato alla Fiera dell’Eros di Berlino: Anna Siriani gira nuda per la capitale tedesca, è lei la protagonista assoluta di improvvisati show pornografici insieme agli astanti della rassegna “a luci rosse”.
 
Alla fine è intervenuto il direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta
In una nota si legge: “Il direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia Ugo Panetta ha dato disposizione al dirigente scolastico competente, affinché provveda a sospendere dal servizio l’insegnante del Centro territoriale di San Vito al Tagliamento, i cui comportamenti tenuti fuori dalla sede scolastica, sono risultati gravi ed in contrasto con l’azione educativa.”
 
Il ministro della Pubblica istruzione, Tiziana Ragni, risponde al capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volonté, che aveva accusato il ministro Fioroni di non aver parlato sul caso della porno-prof: “Rassicuriamo l’onorevole Volonté sul silenzio del ministro: ci sono circostanze nelle quali forse è più opportuno agire che commentare. E’ questo il caso dell’insegnante di Pordenone che oggi è stata sospesa dal servizio, provvedimento in grado di parlare da solo. Possiamo ugualmente rassicurarlo anche sul tiro a segno visto che, per questo tipo di disciplina olimpica, nei Giochi studenteschi è espressamente vietata la pratica e sono consentite solo lezioni teoriche. Ciò a cui, invece, va sempre prestata massima attenzione… è il tiro al bersaglio che però è tutt’altro tipo di sport e che molti, effettivamente, praticano.”
 
La prof. Anna Siriani, Madameweb, rivendica la sua libertà: “E’ vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa. Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s’incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali… Sono una donna normale, con una famiglia e il mio lavoro di insegnante. Cerco la trasgressione e il sesso: chi è stato con me sa che, sessualmente, faccio tutto.” Tra le righe di un blog, Anna Siriani scrive: “Il mio comportamento a scuola è sempre stato estremamente professionale e integerrimo.”
 
Tante le scuole che per via del caso Madameweb oggi vivono in un “casino”, non totale però.
Nelle scuole non si parla che di lei, di Madameweb, della prof. Anna Siriani.
 
Parrebbe che Madameweb non rischi il posto!  
Tuttavia è stata subito sospesa dall’insegnamento alle scuole serali. Una censura preventiva, perché poi, domani o posdomani, la si possa castigare… con un repentino silenzioso licenziamento, ad esempio?
“L’attuale normativa scolastica non può interferire negativamente con il superamento dell’anno di prova nel ruolo docente, per la partecipazione dell’insegnante a video o reportage fotografici.” Questa è la parola di Stefano Caravelli, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: dalla fine degli anni Novanta è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola. Ed allora: perché sospendere la prof. Anna Siriani, per quale motivo?
 
Non era un provvedimento necessario. La prof. Anna Siriani sul luogo di lavoro, a scuola, tiene un comportamento irreprensibile, consono all’ambiente, insegna facendo riferimento al programma scolastico per le 150 ore.
 
Non era un provvedimento necessario. E’ invece una fortissima censura della libertà d’una persona. E’ una punizione inaccettabile in un paese civile che dovrebbe reggersi sulla libertà di espressione e sul lavoro, senza discriminazioni.

Nell'intanto che le polemiche infuriano, tutti la cercano e più la cercano più la amano. Reportage e video girati al festival berlinese Venus hanno sbancato la classifica mondiale dei siti web erotici. Mademeweb ha il popolo erotomane dalla sua. E non solo quello! In 30 giorni sono stati oltre 28 mila i contatti sul forum dedicato alla porno professoressa: 3200 messaggi, 1300 utenti, 32mila visite. E il bilancio è ancora provvisorio.

Dalla Sicilia al Piemonte migliaia di maschi (e non solo) le chiedono ripetizioni di latino; appuntamenti in ostelli e autogrill o discoteche; chiacchierate vis-à-vis. Un suo fedelissimo seguace propone anche di fare una colletta per sostenere le spese legali che la professoressa dovrà affrontare per fare ricorso al decreto che la sospende dall'insegnamento: "I video a luci rosse nella fiera del sesso a Berlino - spiega il fan - sono girati fuori da scuola. Se ogni datore di lavoro dovesse valutare i dipendenti per quello che fanno fuori, che valore avrebbero competenza e impegno professionale?"
Un fan decisamente bisognoso  d'affetto, non c'è che dire! Chissà se la colletta si farà e che cosa gliene verrà a questo fan... forse delle nutrite ripetizioni di latino, giacché i giovani d'oggi pare non siano molto portati!






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Berlusconi e le rose rosse: un investimento per il futuro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, novembre 19, 2007



- foto Cavicchi -


Berlusconi e le rose rosse

Un investimento per il futuro
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Gianfranco Fini non ci sta, An non si scioglierà, glielo fa capire bello chiaro e tondo a Silvio Berlusconi, che ha da poco dato il battesimo al neonato Partito del Popolo. Per farla breve, Berlusconi e Fini sono ai ferri corti per l’ennesima volta.
 
Però Silvio Berlusconi è un leader molto generoso, indubbiamente con un grande cuore, un cuore rosso rosso, proprio come quello d’un bocciolo di rosa. Anzi, di tre boccioli. All’uscita del teatro Smeraldo, a Milano, subito si prodiga in un gesto che ha del miracoloso, compra tre rose, e lo fa addirittura dopo aver assistito allo spettacolo di Giorgio Panariello. Il venditore cingalese riceve dalle santissime mani di Silvio ben cento Euro per tre rose sbatacchiate e non proprio fresche.
 
Il Cavaliere è proprio un gentleman, un santo, un amico del popolo e degli extracomunitari, non è mica come quel brutto cattivo di Gianfranco Fini!
 
Il Cavaliere era in compagnia di Veronica Lario e della figlia Eleonora: insieme in prima fila hanno applaudito il comico toscano.
Chissà poi a chi le avrà poi regalate le rose! Meglio non interrogarsi troppo: in fondo quelle rose gli sono costate ben 100 Euro. Ma per una foto ricordo che immortala lui, il Cavaliere fresco di battesimo – per via del neonato Partito del Popolo - mentre acquista le rose sbatacchiate dal ragazzo cingalese, diciamo pure che è stato un investimento che (forse) darà i suoi frutti.






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Nate sotto il segno dell’alcol

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, novembre 13, 2007





Nate sotto il segno dell’alcol
 


di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Nate sotto il segno dell’alcol: l’ultima mania è quella di farsi fotografare dopo aver preso una sbronza micidiale, una di quelle da buttare al tappeto anche Mohammed Alì (Cassius Clay).
 
Polaroid o semplici foto da un cellulare, o anche da una costosa macchina fotografica digitale, servono ad immortalare ragazze che, dopo aver bevuto come delle spugne, vanno giù di brutto al tappeto, il più delle volte perdendo completamente la testa, vomitando, finendo con l’inciampare nei propri passi, o per essere più corretti nei propri tacchi a spillo – rotti!
 
A farsi immortalare sbronze sono soprattutto ragazzine, giovanissime, perlopiù ancora con il latte alla bocca, difatti sono a malapena maggiorenni e neanche. Sicuramente non sono angeli e non sono neanche in cerca dei famosi 15 minuti di celebrità illustrati da Andy Warhol. Molto più semplicemente c’è in loro una marcata propensione a farsi del male e a lasciare di sé una traccia, per quanto molto effimera e di dubbia qualità.
 
Le foto vengono diffuse in rete, su Facebook: sguardi stravolti, corpi collassati nella vasca da bagno e ambigui spogliarelli in stile zombie lungo le strade buie delle città. Di foto così, sino ad oggi, se ne contano almeno centocinquantamila.
Manco a dirlo, la mania di farsi immortalare ubriache si è presto diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo.
 
E il dipartimento inglese di Statistica Nazionale ci fa sapere che le donne vittime dell’alcolismo sono raddoppiate rispetto a quindici anni fa.
 
Questo triste mondo malato è ben più che ubriaco.
Amen.






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:38 | moda, web , internet, borderline, storie di ordinaria follia, sociale, al femminile, sadismo, attualitĂ , societĂ , alienazione, videonotizie, notizieflash, last news | clicca per commentare commenti (11)



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