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13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto e io voglio sposare un Berlusconi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 14, 2008





Osservazioni impopolari


ma necessarie
 
 

di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
iPod, audiolibri: un’arma a doppio taglio
 
 
Ho visto, con mia sorpresa uguale a zero, che alcuni editori adesso i libri li fanno in formato cda, cioè li stampano su 3, 4, 5 CD o più, perlomeno i bestsellers. Ottima iniziativa per i non vedenti, tanto più che il costo è quasi uguale a un libro cartaceo: mi chiedo però che utilità ci possa mai essere in un audiolibro per una persona che potrebbe leggerselo tranquillamente senza problemi e così, forse, imparare, se non a scrivere, a migliorare la sua propria improvvisata grammatica.
Ahinoi è una moda, spero non permanente, che ha coinvolto anche Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio e altri lettori eccellenti la cui voce è data in prestito (remunerato) agli audiolibri.
 
Gli mp3, per la musica acquistabile online e che sembrava dovessero sconvolgere il business musicale, stanno facendo cilecca: ora ci si è accorti che la gente scarica solo determinate canzoni e quasi mai un album intero o anche solo una compilation.
L’iPod doveva togliere di mezzo CD, musicassette e vinile: in parte questo processo gli iPod lo hanno avviato, però non senza gravi conseguenze per gli artisti e le etichette discografiche stesse;  un artista al suo primo album o non ancora affermato viene scaricato per una o due canzoni, non per l’album intero. Un discorso del genere affossa l’artista in erba che resterà, nel più fortunato dei casi, un emergente a vita; tuttavia gliene frega poco o niente ad artisti quali Elton John o Queen, perché sono già nella storia della musica leggera e continuano a vivere grazie a quei brani che li hanno resi famosi. Così adesso l’industria discografica deve poter offrire al pubblico CD a un prezzo ragionevole: non si può pensare di mandare sul mercato un album a 20€, non comunque di un artista che sta cercando di sfondare. Ma neanche i grossi nomi si possono permettere di proporre un CD a un prezzo che sia superiore ai 15€, anche se moltissimi ci tentano, quasi sempre per un fiasco, perché tanto la pirateria continua ad esistere. La pirateria non è affatto diminuita con l’iPod, anche se erano non pochi gli illusi che credevano ciecamente che questo fenomeno con gli mp3 legalizzati sarebbe scemato. La verità è che i CD costano ancora troppo e non possono essere tolti dal mercato, altrimenti gli artisti possono andare a passeggiare insieme ai discografici.
Per nostra fortuna qualche album esce (ancora) anche in vinile oltre che su CD e in formato digitale, perché quando ci si accorge che il nuovo non funziona, o funziona a metà, si torna indietro.
 
Tutto questo discorso per dire che l’audiolibro è un prodotto oggi di moda, veloce ed economico in alcuni casi, ma la cui utilità è dubbia nonostante il boom iniziale. Si finirà con lo scaricare solo alcuni capitoli in formato mp3, quelli che più piacciono all’orecchio del lettore-ascoltatore? E’ una possibilità da non escludere.
 
 
 
13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto
 
 
Da Berlusconi a Bertinotti a Fini fino a Casini, Mastella, Prodi e Veltroni fanno tutti a dir poco pietà alla stessa maniera, alla stessa maniera presi nelle maglie del Potere. Così forse Berlusconi è soltanto una vittima mediatica che ci sta bene nel ruolo che gli hanno dato i media, un ruolo che ovviamente sfrutta a suo favore.
 
In chi dovremmo credere oggi, in un Bertinotti, in quel signore lì che ha appoggiato la guerra una volta al governo e che solo pochi giovani idealisti hanno osato di sputargli in faccia?
 
L’Italia è messa male e non c’è un solo uomo, anzi un solo politico che si salvi.
La sinistra è solo più un’astrazione, la gamba di legno della destra, null’altro.
Come ebbe a notare Bertrand Russell, avrei orrore di vivere in una società soltanto comunista o capitalista. Lo diceva parecchi fa. Ma chissà quanti oggi se ne ricordano, oggi che Stalin te lo fanno passare per santo insieme alle spoglie di Padre Pio.
 
Il problema è che quando si è coinvolti in periodo elettorale, solo allora la sinistra si ricorda d’essere di sinistra. Passate le elezioni, purtroppo per noi, abbiamo visto come sono andate le cose: Bertinotti che parteggia per la guerra e che si fila gli americani - quelli guerrafondai, perché non bisogna assolutamente fare di tutti gli americani un fascio; ci sono milioni di americani che sono disgustati da Bush, dalla guerra, dalle ingiustizie sociali, e sono quelli che oggi perlopiù sono con Barack Obama, che mi auguro vinca con tutto il cuore o siamo rovinati, essendo gli USA il motore trainante della politica mondiale e degli assestamenti politici -, poi Prodi e Mastella che litigano in diretta senza sosta né vergogna alcuna, ed ancora Mastella che fa l’offeso e fa cadere il governo offrendo/regalando l’Italia su un piatto d’argento alla destra più sfacciata. Però Mastella dalla caduta del governo Prodi ha ricevuto in cambio l’insabbiamento dell’inchiesta Why Not, mica poco! E c’è da metterci la mano sul fuoco che otterrà ancora dell’altro.
 
Il precariato, grazie all’infausto Bertinotti che non ha fatto assolutamente niente di quanto aveva promesso nella precedente campagna elettorale, è aumentato in maniera vertiginosa; per non dire poi di Prodi - ancora invischiato nell’inchiesta Why Not, ma che sicuramente la farà franca in questa terra dei cachi -, che ha trasformato l’economia italiana in una barzelletta.
 
La generazione 1000 euro e bell’e morta, ed era una generazione che non sbarcava il lunario. Adesso siamo scesi alla generazione 500/700 euro, praticamente schiavi dei call center se si è fortunati, altrimenti in strada a battere la testa contro i muri, e tutto questo lo dobbiamo a Prodi e ai suoi compagni. Chiaro che Berlusconi, di fronte a tutto questo sfacelo, additato come il solo e unico Male dell’Italia - e non dico che non sia uno dei tanti mali italiani -, ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha quindi sfruttato la fama che i media gli hanno cucito addosso per invitare gli italiani a passare dalla sua parte. In fondo, prima di tutto, Berlusconi è un imprenditore e sa bene come gestire la pubblicità, anche quella negativa: non pensiamo che sia un fesso, perché non lo è.
 
Nell’intanto Fini scende in piazza in moto con tanto di saluto romano. E subito masse di giovinastri ignoranti (perché sono solo ignoranti e non ideologizzati) si riversano in strada sventolando bandiere con su grosse croci celtiche perché tutti le possano vedere, ecc. ecc.
 
Leggevo stamattina che almeno un terzo degli italiani è indeciso su chi votare, che non andrà probabilmente a votare. Che cosa dovrebbero i tantissimi indecisi, che cosa dovremmo votare, quale altro moloch? La sinistra di Berlinguer è un ricordo, sol più un ricordo purtroppo per noi, mentre la destra è quel che è. Stando così le cose non c’è differenza fra destra e sinistra, diventa sol più una vile questione di simpatia o antipatia per i leader del Popolo delle Libertà o L’Arcobaleno.
 
Per come la vedo io, non abbiamo uomini validi né a destra né a sinistra, ragion per cui non ho intenzione di fare lo sporco gioco dei politicanti che predicano bene e razzolano male: non andrò a votare e se ci andrò annullerò la mia scheda elettorale, in maniera civile, ma io non lo regalo il voto a un’altra dittatura sia essa di destra sia essa di sinistra.
 
 
 
Voglio sposare un Berlusconi
 
 
Giovane precaria: “Come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro?”
 
Silvio Berlusconi, leader del Pdl, durante la trasmissione Tg2 Punto di Vista: “Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun’altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo”.
 
Da Bruxelles gli risponde Romano Prodi: “Credo che il problema sia serio, ho paura che diventi anche più serio per le difficoltà dell’economia mondiale che si sono sentite molto forti.”
 
Ci ho riflettuto su, ha ragione Lei, amatissimo signor Berlusconi: ho un gran bel sorriso anch’io, trentadue denti perfetti e non una carie e glielo posso assicurare da uomo a uomo, quindi mi consenta di far la corte a uno dei suoi figli, maschio o femmina che sia! Sono io uno di larghe vedute… cioè di grandi intese!
 
Grazie. 

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:01 | diario, appunti, lavoro, globalizzazione, satira, diritti umani, di voce e di rabbia, senza parole, provocazioni, costume, prima pagina, attualità, vergogna, curiosità, ingiustizia, ultime notizie, socialismo, scandali, stalinismo, multimedialità, villaggio globale, diritti animali, allarmi, società e politica, notizieflash, opinionismo | clicca per commentare commenti (41)



Zapatero

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, marzo 09, 2008



Zapatero




José Luis Rodríguez Zapatero




Zapatero ha vinto. Ha vinto in maniera netta e si appresta a governare la Spagna per altri quattro anni. Tanto impegno nel sociale, in maniera concreta, per una società più egualitaria e giusta verso tutti i ceti: basti ricordare i risultati conseguiti in campo sociale, come il divorzio express, il matrimonio gay, la parità dei sessi e l'aiuto ai meno favoriti.

Zapatero: fatti e non chiacchiere.

La Spagna è oggi il più alto esempio di Socialismo reale dell'Europa e non solo.


  • Riconosciamo oggi in Spagna il diritto a contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso. Non siamo stati i primi, ma sono sicuro che verranno dopo molti altri Paesi spinti da due forze inarrestabili: la libertà e l'uguaglianza. Si tratta di un piccolo cambiamento nel testo della legge che comporta un im­menso cambiamento nelle vite di mi­gliaia di concittadini. Non stiamo legi­slando per gente remota e sconosciuta; stiamo allargando la possibilità di es­sere felici per i nostri vicini, i nostri compagni di lavoro, i nostri amici e i nostri famigliari ed allo stesso tempo stiamo costruendo un paese più one­sto, perché una società onesta è una società che non umilia i suoi membri. I nostri figli ci guarderebbero con incre­dulità se gli raccontassimo che non molto tempo fa le loro madri avevano meno diritti dei loro padri, che le per­sone dovevano continuare a restare unite nel matrimonio, aldilà della pro­pria volontà, quando non erano più ca­paci di convivere insieme. Oggi pos­siamo offrire una bella lezione: ogni diritto conquistato, ogni libertà rag­giunta, è stato il frutto dello sforzo e del sacrificio di molte persone che dobbiamo oggi riconoscere e di cui dobbiamo essere orgogliosi.


  • Dissuadere dal consumo di alcool e di tabacco è di sinistra. (dal discorso davanti al Comitato Federale del PSOE[1] a proposito dell'entrata in vigore di imposte aggiuntive su alcool e tabacco, 2006)


  • Sono molto sereno e tranquillo perché abbiamo un Re abbastanza repubblicano. (da discorso di commemorazione della II Repubblica, 7 settembre 2006)

  •  
  • L'uguaglianza tra sessi è molto più efficace contro il terrorismo della forza militare. (dall'intervista al Time del 22 settembre 2004)


  • Non pretendo di essere un gran leader, preferisco essere un gran democratico. (dall'intervista al Time del 22 settembre 2004)


  • Grazie ai cittadini che con il loro voto hanno dato una chiara vittoria al Psoe.
    Abbiamo lavorato duro, ma ne è valsa la pena.
    Ho appena ricevuto le congratulazioni di Mariano Rajoy, voglio ringraziarlo pubblicamente ed esprimergli il mio riconoscimento, a lui e a tutti gli altri candidati.
    Governerò per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto e per far diventare realtà le aspirazioni delle donne.
    Governerò per le aspirazioni delle donne, per le speranze dei giovani, perché gli anziani abbiano l'appoggio guadagnatosi durante la vita.
    Governerò con mano ferma ma tesa verso gli altri e per mantenere il nostro impegno con l'Europa, la pace e lo sviluppo.
    Gli spagnoli hanno deciso di avviare una nuova tappa, illuminata dal dialogo sociale e politico. (Madrid, 9 marzo 2008, dal discorso di Zapatero dopo aver appreso della vittoria)

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    Raul Castro riceve il testimone da Fidel

    written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 25, 2008





    Raul Castro riceve il testimone da Fidel

    Venti di cambiamento a Cuba ma non troppo

     
     
    di Gisueppe Iannozzi
     
     



    Dopo 49 anni e 55 giorni che Fidel Castro ha tenuto il potere in mano, il passaggio del testimone è avvenuto, e a raccoglierlo non poteva che essere Raul Castro, 76 anni, fratello più giovane del lìder maximo.
    Prima o poi doveva accadere: Fidel Castro, oggi ottantunenne, non ha più il fisico, non è più l’aitante giovanotto che insieme al Che Guevara buttò fuori a calci nel sedere Fulgencio Batista al soldo degli americani.
     
    Per 49 anni, Fidel Castro è stato prima Primo Ministro di Cuba (fino al 1976, quando la carica di Primo Ministro fu abolita), poi fino al 2008 Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del Consiglio dei Ministri. Adesso tocca a Raul Castro continuare il lungo lavoro portato avanti indefessamente da Fidel per 49 lunghi anni.
     
    L’Assemblea nazionale ha eletto Raul Castro comandante in capo delle Forze Armate, proposto come unico candidato, nuovo presidente del Consiglio di Stato, la massima autorità dell’isola, per i prossimi cinque anni. Il Parlamento dell’Avana ha così di fatto ratificato il passaggio di consegne deciso il 31 luglio del 2006, quando Fidel cedette “temporaneamente” i poteri a Raul poco dopo l’intervento chirurgico all’intestino. Fidel rimane comunque Segretario del Partito Comunista Cubano.
     
    “Fidel è Fidel e quindi è insostituibile. Chiedo al Parlamento l’autorizzazione a continuare a consultare mio fratello sui principali affari di Stato. Il Paese dovrà affrontare il problema di una riforma monetaria. Dovremo farlo con un approccio integrale, che tenga conto del sistema dei salari, del sistema di prezzi controllati e delle cose che si forniscono gratuitamente. E dovremo farla finita con il libretto con cui la gente fa gli acquisti di base, che è anacronistico e inaccettabile”. Così ha parlato Raul Castro di fronte all’assemblea.
    Raul Castro sarà affiancato da José Ramon Machado Ventura, 78 anni, medico, castrista della prima ora e figura storica della vecchia guardia, alla guida della sfera ideologica del Partito comunista.
     
    E’ il primo cambio alla guida di Cuba dalla rivoluzione del 1 gennaio 1959, che mise a tacere per sempre il dittatore Fulgencio Batista. Raul Castro promette di non discostarsi da quanto già fatto dal carismatico fratello Fidel. Per la successione ha votato lo stesso Fidel. Prima di fare l’appello dei 614 delegati, l’assemblea parlamentare ha approvato all’unanimità la proposta d’inviare due membri del Consiglio di Stato presso la residenza dove Fidel Castro trascorre la convalescenza affinché fosse data l’opportunità all’ex lìder maximo di partecipare alla votazione.
     
    Gli Stati Uniti augurano ai cubani “un pacifico, democratico cambiamento”: “Auguriamo al governo cubano di iniziare un processo di pacifico, democratico cambiamento con il rilascio di tutti i prigionieri politici, il rispetto dei diritti umani, e creare un limpido percorso verso libere ed eque elezioni”. Queste le parole di Condoleezza Rice - le cui mani sono macchiate di sangue innocente, è bene sottolinearlo - in un comunicato diffuso a Washington.
     
    Hasta la victoria siempre Comandante Che Guevara.


    Hasta Siempre Comandante - Buena Vista Social Club


    by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:31 | comunismo, video, prima pagina, società, ultime notizie, socialismo, società e politica, notizieflash | clicca per commentare commenti (1)



    Fidel Castro lascia la Presidenza di Cuba

    written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, febbraio 19, 2008






    Fidel Castro lascia la Presidenza di Cuba

    Ma rimane soldato delle idee
     
     
    di Giuseppe Iannozzi
     
     

     
    Il lìder maximo cubano, Fidel Castro, ha rinunciato alla presidenza e alla carica di Comandante in capo di Cuba. La notizia è stata riportata dall’edizione online del quotidiano cubano Granma, l’organo ufficiale del partito comunista cubano.
     
    «Comunico ai miei compatrioti, che in questi giorni mi hanno fatto un grande onore eleggendomi a membro del Parlamento, che io non aspirerò né accetterò - ripeto - non aspirerò né accetterò la carica di Presidente del Consiglio di Stato e di Comandante in capo». Con queste parole, nel messaggio pubblicato da Granma, Fidel Castro ha lasciato ufficialmente il potere dopo quasi 49 anni. L’annuncio arriva a pochi giorni dal 24 febbraio, data in cui si terrà la riunione della nuova Assemblea nazionale per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio di Stato, ovvero del leader cubano. Finora Castro, dal 1959 in poi, era sempre stato rieletto. Fidel Castro sottolinea che ora «è venuto il momento di eleggere il Consiglio di Stato, il suo presidente, il vicepresidente».
     
    Fidel Castro, che oggi ha 81 anni, guida la Isla Grande dalla rivoluzione che il primo gennaio del 1959 cacciò il dittatore Fulgencio Batista, appoggiato dagli statunitensi. Il primo agosto del 2006 Castro aveva ceduto «temporaneamente» la guida del governo (per la prima volta nella storia della rivoluzione cubana) al fratello Raúl Castro, vicepresidente, per sottoporsi a un intervento chirurgico all’intestino. Da allora Castro è apparso in video e fotografie, oltre a intervenire con articoli sulla stampa, senza però mai fornire informazioni precise circa il suo stato di salute. Scrive ancora Fidel: “Ho avuto l’onore di questa carica - presidente del Consiglio di Stato - per molti anni dopo la nuova costituzione del 1976… Conoscendo il mio stato di salute critico, molti all’estero pensavano che la rinuncia provvisoria alla carica di Presidente del Consiglio di Stato il 31 luglio 2006 che ho lasciato nelle mani del primo vicepresidente Raul Castro Ruz, fosse definitiva. Fortunatamente, il nostro processo conta ancora su quadri della vecchia guardia, uniti ad altri che erano più giovani quando è cominciata la prima tappa della Rivoluzione. Il cammino sarà difficile e richiederà lo sforzo intelligente di tutti. […] Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo Riflessioni del compagno Fidel. Sarà un’arma su cui poter contare: la mia voce forse verrà ascoltata, sarò prudente».
     
    Nel suo messaggio al popolo cubano, Fidel ha espresso la ferma convinzione che tradirebbe la sua coscienza occupando un incarico per il quale è richiesta «totale libertà di movimento e dedizione» che non è in condizione di offrire. Fidel Castro è già nella Storia di Cuba e del mondo intero, e resterà una pietra miliare della vita politica cubana, come «soldato delle idee». D’ora in poi si dedicherà alla propaganda e alla riflessione sociale e politica: ha infatti promesso di scrivere le «Riflessioni del compagno Fidel», che costituiranno «un’altra arma dell’arsenale sul quale si potrà contare».

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