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Free Tibet

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Brambilla, Michela Vittoria Brambilla e il lato oscuro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, maggio 19, 2008



Brambilla, Michela Vittoria Brambilla
alle prese con il suo lato oscuro
perché la notte è mistero



Brambilla



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:39 | donne, spettacoli, televisione, video, primo piano, prima pagina, curiosità, ultime notizie, tv , last news, dalla parte delle bambine, diritti dei politici | clicca per commentare



Elvira Savino non è Alice nel Paese delle Meraviglie

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, maggio 18, 2008


Elvira Savino non è Alice nel Paese delle Meraviglie



Elvira Savino


non è Alice nel Paese delle Meraviglie
così bacchetta di santa ragione Dagospia
 
 

 
Elvira Savino scrive a Dagospia: «Non sono Alice nel Paese delle meraviglie. Quando ho accettato di essere candidata al Parlamento italiano ero ben consapevole che, se eletta, avrei dovuto sfidare tante diffidenze, anche maliziose. Ho trent’anni, una laurea in economia, un master e cinque anni di esperienza fra l’ufficio stampa di un partito e la redazione di un mensile: conosco bene le regole di Dagospia e del sistema mediatico. Se vengo dipinta come “topolona”, “pin-up di Montecitorio”, “miss Parlamento” oppure “onorevole tacco 12”, non posso che sorridere. […]
Ho una tale deferenza nei confronti delle istituzioni che ho sempre tenuto un comportamento decoroso e di grande rispetto nei confronti delle stesse. Se solo aver partecipato ad un (interessantissimo) dibattito fra personalità come Tremonti e D’Alema diventa occasione di commenti trash, non mi preoccupo per me. Resto turbata dalla somma di articoli e servizi televisivi, anche nei confronti di colleghe che hanno responsabilità maggiori delle mie, che tendono a dipingere la presenza parlamentare femminile (soprattutto quella del Pdl) come “leggera”, ed uso un eufemismo. Chi ha ruoli pubblici deve sapere di vivere in una casa di vetro, osservato da giudici severissimi (i media e i cittadini) […]
I parlamentari giustamente, non meritano alcuna indulgenza ma, altrettanto correttamente, le Istituzioni non possono essere messe alla berlina senza ragione, se non per il gusto del torbido. In un Paese in cui non si insegna più educazione civica e libri come “La Casta” diventano best seller, non abbiamo bisogno di farci del male gratuitamente. Va benissimo l’ironia, sacrosanto il diritto di cronaca, fondamentale l’esercizio della critica ma la volgarità è un’altra cosa, […]
Mettere un limite a questa perversione non toglierà nulla all’appeal di Dagospia e dei giornali (quotidiani come rotocalchi). In cambio, potrebbe favorire quel sentimento di fiducia nei confronti delle istituzioni che è vitale in ogni democrazia sana, come la nostra, nonostante tutto, è».


New Italian Epic - Chi l'ha duro... la vince!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:40 | segnalazioni, politica, donne, personaggi famosi, spettacoli, rassegna stampa, primo piano, saranno famosi, notizie dalla rete, politically scorrect, sgarbi, ultime notizie, società e politica, notizieflash, last news, dalla parte delle bambine, bimbissima, new italian epic, diritti dei politici | clicca per commentare commenti (2)



La Moratti dice addio a Sgarbi: non eravamo la coppia più bella del mondo!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, maggio 09, 2008





La Moratti dice addio a Sgarbi

Non eravamo la coppia più bella del mondo!

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Era nell’aria. Impossibile credere che il sodalizio, mai idilliaco, fra Vittorio Sgarbi e il sindaco di Milano Letizia Moratti potesse durare più di tanto. Ieri il sindaco di Milano ha ritirato le deleghe dell’assessorato alla Cultura al critico d’arte Vittorio Sgarbi e lo ha escluso dalla Giunta comunale. La Moratti si è così giustificata: “Rilevato che l’assessore Vittorio Sgarbi ha assunto in varie occasioni, anche pubbliche, un atteggiamento non consono ai doveri di pubblico amministratore e considerato inoltre che lo stesso assessore ha tenuto comportamenti contrari alla lealtà nei confronti del sindaco e della giunta incidendo negativamente sull’operato ed immagine di tali organi e creando un clima di tensione interno alla maggioranza politica; ritenuto che per i sopra esposti motivi è venuta meno la fiducia del sindaco nei confronti di Vittorio Sgarbi il sindaco dispone la revoca della nomina di Vittorio Sgarbi quale componente della giunta comunale e della connessa delega alla firma degli atti di competenza del Sindaco per le attività in materia di Cultura”.
Le deleghe alla Cultura sono state assunte ad interim dalla stessa Moratti.
 
Vittorio Sgarbi ha così commentato la nota del sindaco di Milano: “Considero irricevibili le ragioni che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe, oltre che profondamente lesive della mia dignità”. Per il critico le non-ragioni che hanno portato al suo licenziamento dipendono dalle sue esternazioni durante la puntata di Anno Zero condotta da Michele Santoro. “Non si può rimproverare a me quello che Berlusconi, Bossi, Maroni e Castelli avrebbero detto al mio posto. Dopo tutto, ho anche difeso un illustre cittadino milanese come Veronesi che veniva insultato. Mi sarei piuttosto aspettato un ringraziamento. Se il sindaco di Milano non capisce lo spirito del Popolo delle Libertà, allora si pone un problema politico. Per questo, trovo le ragioni della Moratti irricevibili anche sul piano politico, perché non ho fatto altro che esprimere le opinioni della mia parte politica”.
Secondo il critico d’arte i motivi per cui il sindaco lo ha licenziato sono anche legati alla polemica intervenuta con i colleghi di Giunta sulla delibera “camuffata” per il patrocinio di una rassegna teatrale omosessuale: “Ho presentato in quel modo la delibera sulla rassegna di teatro gay, proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si affermasse l’orgoglio gay. Mi sarei aspettato piuttosto le critiche dell’arcigay invece che quelle del Sindaco e della Giunta”.
 
Il centrosinistra si interroga per voce di Marilena Adamo e Pierfrancesco Majorino: “Non vorremmo che l’assessore Sgarbi, con la sua gestione discutibile, abbia comunque offerto al sindaco l’opportunità di iniziare un piccolo valzer di poltrone, il tutto sulla testa dell’arte, della creatività, dello spettacolo. Insomma: al momento ci sembra un gesto privo di un’idea di governo della cultura. Ci auguriamo di non essere costretti in futuro a rimpiangere Vittorio Sgarbi”. La Lega Nord, per voce di Matteo Salvini, interviene scherzando ma non troppo: “Visto che ascrivevano Sgarbi alla Lega e che nell’ultimo periodo Sgarbi si è molto leghistizzato prima con Calderoli e ieri a cantare Viva la Padania accanto a Bossi, crediamo di poter dire la nostra sul prossimo assessore ». Ma Forza Italia frena subito il giocoso entusiasmo della Lega: “Alla Cultura c’era un uomo indicato dal sindaco Moratti e noi rispettiamo la sua volontà. Così come abbiamo condiviso con il sindaco la decisione del licenziamento, così condivideremo i profili e i criteri del prossimo candidato assessore”.
 
Letizia Moratti e Vittorio Sgarbi non erano forse la coppia più bella del mondo?
Oggi la Moratti sembra ammettere che loro due non erano davvero la coppia perfetta.
Però adesso noi tutti si spera che non comincino a litigare tirandosi addosso le opere d’arte…

The Day After: "Impossibile". Il sindaco di Milano Letizia Moratti non ha nessun dubbio: con Vittorio Sgarbi è tutto finito. La freddissima replica arriva così al critico d'arte Sgarbi, il quale aveva espresso il desiderio di non dimettersi dall'incarico, restando "assessore al Nulla". Il sindaco Letizia Moratti, stuzzicata dai giornalisti, ha ribadito le ragioni che l'hanno spinta a licenziare l'assessore. "E' venuta meno la fiducia per mancanza di rispetto nei confronti della giunta".

Vittorio Sgarbi propugna le sue ragioni con pugno di ferro e, senza farsi pregare, rivela di averne già parlato giovedì sera con Silvio Berlusconi: "Ho ricevuto il consenso di Maroni, Castelli e Berlusconi". Il critico d'arte parla della "insensatezza delle offese ricevute": "Io ho fatto solo bene per la città, ho difeso Berlusconi da chi lo insultava e gli dava del fascista come l'architetto Daniel Libeskind. Sui grattacieli di Milano la penso come Berlusconi, difendo la città contro una intollerabile speculazione A questo punto, eliminare uno scomodo mi sembra una forma di grossolana ingenuità da parte del sindaco". E sottolinea: "E' la Moratti che è fuori dalla linea, è lei che manca di rispetto verso i cittadini non avendo la capacità di opporsi alla speculazione". Vittorio Sgarbi spiega anche i motivi per cui non c'è dialogo: "Non lo posso accettare, quando invece di essere ringraziato vengo cacciato. Non voglio favori, ma giustizia". Quanto alla possibilità di essere chiamato a fare il sottosegretario ai Beni Culturali, ruolo per il quale Sgarbi si è in più di un'occasione candidato: "Ne ho parlato con Berlusconi. Lui mi ha detto che ne parlerà con Bondi. E' un'ipotesi politica rispettabile, ma non decido io, decide Berlusconi".

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Silvia Burgio è una donna

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, maggio 04, 2008




Silvia Burgio è una donna


Silvia Burgio , una delle concorrenti più popolari dell’ottava edizione della trasmissione Grande Fratello , si è sottoposta a Trieste all’operazione che ha cambiato la sua identità sessuale. L’intervento - come riporta oggi il quotidiano Il Piccolo di Trieste - è avvenuto al Centro universitario per la diagnosi e la terapia dei disturbi di identità di genere dell’ospedale di Cattinara dove dal 1994 al 2007 si sono sottoposte a questo tipo di intervento 213 persone.


Silvia Burgio
è nata ventinove anni fa a Gallarate in provincia di Milano. A chi la definisce un transessuale, non risparmia una precisazione: ‘Io sono un ex-transessuale perché trans - spiega - vuol dire attraversare, essere in una fase transitoria ed io non lo sono più. Se prima ero Giuseppe, un uomo, oggi sono diventata Silvia: una donna a tutti gli effetti".


Silvia è una donna. E lasciatemi dire che è proprio una gran bella donna.
Non c’è davvero altro da sapere. Solo da ammirare.

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La Tatangelo seconda a Sanremo, tutta colpa del suo amico gay!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, marzo 02, 2008






La Tatangelo seconda a Sanremo

Tutta colpa del suo amico gay!

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
  
Il Cardinale Tonini scomunica la canzoncina della Tatangelo, arrivata seconda al Festival di Sanremo, edizione 2008: “Strumentalizza e danneggia gli omosessuali. Ad esser sincero, anche per l’età piuttosto avanzata, vado a letto presto e non guardo il Festival, ma ho sentito ugualmente parlare della canzone della Tatangelo. Ritengo che un tema così scottante, così delicato e tanto controverso come l’omosessualità non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversità l’oggetto di un concorso televisivo. Ma si sa, oggi si sacrifica tutto sull’altare dell’audience, sia per rendere il prodotto più morboso e pruriginoso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere. Non ho dubbi: boccio su tutta la linea la canzone di Anna Tatangelo. E penso che quella canzone neppure ai gay piacerebbe.”
 
Ma prima il Pippo Baudo nazionale saluta Gigi D’Alessio seduto – non troppo stranamente, perché ce lo si doveva aspettare che così fosse – proprio alla sinistra del direttore Fabrizio Del Noce.
“Ha 20 anni sulla carta, 40 in testa e cucina con l’esperienza di una vecchia di 90”. Gigi D’Alessio ce la dipinge come una madonna la sua Tatangelo: “La conoscevo da quando aveva quindici anni ma ho aspettato i diciotto, se no potevo essere arrestato”. Sempre D’Alessio, interrogato sulla politica: “Sono amico di tutti, di Del Noce, ma anche di Baudo, di Berlusconi, di Bassolino, di Rutelli”. Gli fa subito eco la Tatangelo: “Destra, sinistra, centro... Non voglio essere etichettata, la musica deve unire”. E per Anna, fra la Prestigiacomo, Melandri e la Santanché, non ci sarebbe differenza alcuna: “Rispetto tutte, ma la Santanché è molto determinata”. Ed interrogata ancora, per sapere chi preferisce, se Obama o Hillary, la risposta viene subito, ovviamente scontata: “Non guardo alla donna o al nero, mi interessano gli ideali. Ma non li conosco”.
A di poco a prezzo d’inflazione la posizione di D’Alessio che non ha problemi a dichiarare che lui sicuramente sta con Hillary Clinton: “Mi piace e mi emoziona la faccia di Obama, ma lei ha più esperienza.”
Ovviamente la coppia Gigi D’Alessio e Anna Tantangelo è stata paragonata a una molto più famosa e al centro di attenzioni ancor oggi: Albano e Romina. Ma alla Tatangelo questo paragone non sta proprio bene e sbotta, più che mai offesa. Arrampicandosi sugli specchi spiega che la sua canzone non è sui gay bensì su il gay, quindi su un singolo gay che è suo amico.
 
Dunque, si diceva della scomunica che viene dal Cardinale Tonini, ultranovantenne, che a quanto pare è rimasto scandalizzato dalla canzoncina della Tatangelo; ma pare sia rimasto ancor più scandalizzato perché la Tatangelo ha cantato durante quella che dovrebbe essere la fascia protetta. E qui sarei quasi tentato di dargli ragione, perché sentire Anna cantare potrebbe in effetti provocare dei traumi psicologici nei bambini più sensibili. Tuttavia il Cardinale è esclusivamente preoccupato che una canzoncina parli dell’amico gay della Tatangelo e che si parli di un gay - di uno solo in effetti, sempre bene sottolinearlo più e più volte fino alla noia - durante la fascia protetta, perché i gay, canterini cantati o cantanti che siano assolutamente “no”, non in prima serata perlomeno.
 
Per nostra fortuna è finito anche questo lunghissimo Festival di noia. Lasciamoci dunque alle spalle la boria di Frankie Hi Nrg Mc, dimentichiamo il Pippo nazionale, cancelliamo la Tatangelo e insieme a lei Gigi D’Alessio e il Cardinale Tonini, ma anche Elio e le storie tese (lontanissimi i tempi in cui cantavano “La terra dei cachi”, oggi che contribuiscono non poco a fertilizzarla questa terra), e mettiamo sul piatto un po’ di buona musica, “Angels Holocaust” degli Iced Earth da quel terremoto di album del 1992, Night of the Stormrider.


Il mio amico

(testo di Gigi D'Alessio)


Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando fa mattina
Con il viso stanco e ancora un po’ di trucco
Lascia i sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto
Vuole amare come me

Ma poi si chiude dentro sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro sé
E a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…





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Il Sanremo di Baudo è bell’e fottuto

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, febbraio 27, 2008





Il Sanremo di Baudo


è bell’e fottuto


 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce: «È un buon festival, uno spettacolo con ritmo, con curiosità gradevoli. Si sarebbe potuta spiegare un’oscillazione di qualche punto, invece c’è un calo molto superiore alle attese, neanche dovuto alle trasmissioni concorrenti. […] esistono strane aggregazioni che portano il pubblico a seguire un anno un evento e a non seguirlo l’anno successivo. Lavoreremo con il massimo impegno per cercare di migliorare non la qualità, ma la grinta che possa risollevare gli ascolti. Bisogna ritrovare fiducia e il consenso del pubblico».
 
Mentre Del Noce parlava in conferenza stampa, Chiambretti recitava un suo rosario. Per Baudo, invece, gli ascolti calano «perché la qualità è difficile da far passare senza lo scandalo. Se avessi litigato con Chiambretti, se avessimo fatto quello che è successo a Miss Italia, il pubblico si sarebbe acceso. La lite tra Fegiz e Cutugno ha avuto un ascolto altissimo. Allora scazzottiamoci e prendiamoci a pesci in faccia, ma così fottiamo il pubblico e avremo un’Italia di merda».
 
E tra un rimprovero alla buona e un guanto bianco di sfida all’aria piena di niente, Tullio De Piscopo denuncia che la canzone portata a Sanremo da Loredana Bertè, «Musica e Parole», sarebbe un plagio di «Ultimo segreto», un suo brano cantato da Ornella Ventura nel 1988. «Dobbiamo fare subito una riunione della commissione e se il plagio sarà accertato. Bisognerà prendere dei provvedimenti. Sarebbe un colpo per la Bertè. Volevamo il colpo di teatro e forse lo abbiamo avuto». All’accusa di plagio risponde Mario Limongelli della Nar, il discografico della Bertè: «È vero, ma è un disco uscito nel 1988 di nessun successo. Noi non lo sapevamo, bisognerebbe chiedere agli autori. Perché quando ci è stato proposto “Musica e parole” noi non potevamo sapere».

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