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Marina Ripa di Meana nuda, ma il peggio è il day after, il 16 agosto

written by King Lear    - sabato, agosto 16, 2008






Marina Ripa di Meana nuda
 

Ma il peggio è il day after, il 16 agosto:

cronaca di piccoli momenti di ordinaria follia
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

Marina Ripa di Meana si spoglia a 66 anni, di nuovo. D’accordo, lo fa per una nobile causa, per il tumore al seno e aiutare così la ricerca. Ma però io mi chiedo, perché tutte le cause nobili, o che si ammantano d’una presunta nobiltà, hanno bisogno del “nudo” a tutti i costi e a tutte le “età”? C’era davvero bisogno che Marina Ripa di Meana si spogliasse per l’ennesima volta? L’aveva già fatto dieci anni or sono per sostenere la causa animalista. Adesso si mette a nudo di nuovo. Sophia Loren, 72 anni, invece si è spogliata per il calendario Pirelli 2007, che di nobile ha poco o niente, anzi proprio niente. Maremma maiala, ma queste non ci potevano pensare qualche decennio prima a mettersi desnude? Marina Ripa di Meana poi dice che “ci sono corpi che non sono mai volgari”. Ed allora perché riesco a uscire di casa il 16 di agosto per andare a comprare i giornali e ritorno a mani vuote? Non c’è un giornalaio aperto nel raggio di 10 chilometri. In compenso ci sono una farmacia aperta, un minimarket di alimentari, e una profumeria che è più grossa del minimarket e della farmacia messe insieme. Fuori però, nonostante le piogge e i venti di questi giorni temporaleschi, resistono i tazebao che mi informano che Marina è di nuovo nuda. Ma dico io: ma in che paese siamo? La domanda, per gli asini, è ovviamente retorica, perché lo so bene che siamo nella terra dei cachi, dove Umberto Bossi reclama a gran voce che l’ICI deve essere rimessa in gioco e che la storia della Padania a fumetti è veramente importante. Per forza che a uno gli girano le scatole di primo mattino: peggio di noi, forse solo in Uganda!
Apprendo da un telegiornale – e io odio la TV, soprattutto i giornalisti televisivi sempre più parziali e con ceroni spessi due dita – che Gigi D’Alessio e la Tatangelo sarebbero due eroi per caso: ovviamente per caso, perché è logico, la barca d’un’intera famiglia affonda proprio mentre la coppia è fuori in mare con il suo yacht. D’Alessio dice di averli visti per caso. Si sarebbe voltato per pura fortuna nel momento in cui una famiglia di cinque bambini e un padre si sbracciavano. D’Alessio riferisce che erano tutti sotto shock, lui compreso, perché mai aveva visto una cosa del genere. A me ‘sta storia fa tanto “Ai confini della realtà”. Chicca delle chicche, Anna sarebbe la prima volta in vita sua che passa qualche giorno in barca, quindi per lei lo shock, si suppone, deve essere stato davvero forte. Papa Ratzinger ammonisce che dilagano falsa gioia e dolore. Nell’intanto un gruppo di animalisti convinti sta raccogliendo firme affinché il Papa decida per un ermellino sintetico e rinunci a quello naturale. Però io ho il sospetto che la Chiesa cattolica dica che gli animali non hanno un’anima, ragion per cui mi sa che la richiesta degli animalisti dovrà essere portata più in alto, a Cristo ed eventualmente a Dio Padre Onnipotente, tranne poi scoprire che non esiste alcun paradiso o che se esiste è dedicato ai soli Vip, a quelli che in vita sono stati anche “eroi per caso”.
Finito il tempo dei nudi integrali – e preghiamo tutti insieme che sia per sempre - Marina Ripa di Meana adesso è pronta allo sciopero della fame, e se non dovesse bastare anche a rompere le scatole a Papa Ratzinger: insomma, da quello che ho capito, lo pregherà di intervenire con le sue preghiere affinché lo scempio del Pincio non vada avanti.  
Per fortuna che c’è internet, altrimenti questo editoriale mica avrei potuto darvelo in pasto! L’unica notizia che sono riuscito a capire da un telegiornale è quella di D’Alessio eroe per caso, poi non ce l’ho fatta più e ho spento di brutto, rischiando di scagliare il telecomando fuori dalla finestra insieme alla minestra, la solita di tutti i giorni, assai peggiore del rancio passato ai militari.
 
Ladies and Gentlemen, questo è un paese per vecchi nudi sui calendari e per morti di fame, ma anche per politici corrotti, affaristi, portaborse e per militari che pattugliano le strade. 

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Carmen Kontur-Gronquist nuda in Rete

written by King Lear    - giovedì, febbraio 28, 2008





Carmen Kontur-Gronquist nuda

Era il sindaco di Arlington in Oregon

prima che si gridasse “Allo scandalo!”

 
 
di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Con l’avvento di Internet, entrato nelle case di ogni famiglia o quasi, gli esibizionisti si sono subito messi a nudo senza troppe cerimonie: in Rete è pieno di donne che si spogliano, di uomini che si spogliano e di scemi del villaggio che si spogliano. Non è una novità. Chi naviga in Rete non può fare a meno di scontrarsi con qualche imbarazzante nudo: muscoli flaccidi, vetusti ombelichi, tette al silicone, organi sessuali pelosi o depilati con e senza piercing. Se si naviga in Rete il rischio è anche quello d’incagliarsi in uno stomachevole nudo che proprio non era possibile prevedere d’incontrare sulla propria rotta.
 
I bei tempi sono finiti: se oggi vai in un parco, anche a tarda notte, non c’è nessuno che d’improvviso ti si pari davanti e apra l’impermeabile per mostrarti il suo grimaldello. I parchi non li frequenta più nessuno, né per gioco né per esibire la sua presunta dura virilità, figuriamoci per tenere un comizio politico fra zanzare mosche e cavallette. La figura dell’esibizionista è passata di moda, o meglio ha lasciato i parchi pubblici per trasferirsi in Rete. Le nonne oramai vivono di sospiri, di rimpianti e di notti in bianco, ricordando com’era bello quando i parchi pullulavano di maschi disposti a tutto pur di farsi vedere, foss’anche da una sola attempata signora più di là che di qua. Da quando gli esibizionisti si sono dati ad Internet, le nonne non sanno più come spendere il tempo che gli rimane da vivere: il Pc è strumento troppo difficile per loro che hanno imparato a stendere la pasta col matterello, dunque niente più matterelli e grimaldelli nei verdi parchi cittadini, oramai pronti ad accogliere prati d’erba di pura plastica, perché quella naturale non è più di moda e poi nessuno la vuole falciare, così si è pensato bene di sostituire Madre Natura con l’artificio, che non necessita d’alcuna cura, è sempre verde e quindi addio a quel sempreverde simbolo dei giardini in città che solo fino al qualche anno fa si pensava dovesse durare per l’eternità e oltre con l’aiuto del buon Dio.
 
Tutto il mondo è paese, soprattutto con l’avvento di Internet e dell’Adsl per tutti: Carmen Kontur-Gronquist è stata sfiduciata per aver messo alcune sue foto sexy su MySpace. Il primo cittadino di Arlington, piccola città dell’Oregon, non ha saputo resistere alla tentazione, e per dar sfogo alla sua voglia – o impellente necessità – di mostrarsi nuda, ha pensato bene di mettere on line delle foto che la ritraggono in reggiseno e mutandine. Subito i puritani hanno alzato al cielo grida di scandalo.
I cittadini di Arlington sono stati chiamati a decidere sull’incresciosa vicenda con un referendum: 142 favorevoli contro 139, per 3 cittadini (di troppo) quindi la sindachessa è stata rimossa dal suo incarico, in quanto motivo d’imbarazzo in una cittadina dove gli iscritti al registro elettorale sono in tutto 366. Come si dice, “la città è piccola e la gente mormora”.
 
Carmen Kontur-Gronquist spiega d’essere stata vittima d’un’ondata di puritanesimo: “L’America è una democrazia e bisogna seguirne le regole”. Carmen ha anche spiegato d’aver mandato le foto a MySpace per fare uno scherzo a degli amici. Tuttavia, visto che oramai non è più sindachessa di Arlington, ha detto che metterà in vendita un suo poster addirittura su eBay: “Tanto vale che io tragga qualche vantaggio da questo incidente. Devolverò una parte dei miei profitti all’ambulanza di Arlington”.
 
A guardarla bene Carmen Kontur-Gronquist è una donna normale, né bella né brutta; ciò nonostante in poche ore migliaia di voyeurs si sono riversati su MySpace ed eBay alla disperata ricerca delle sue foto hard. Una donna, nient’altro che una donna che ha ricoperto il ruolo di primo cittadino nella piccola città di Arlington. E forse solo per questo motivo in tanti si sono eccitati per lei, perché non si era mai visto un sindaco donna in mutande e reggiseno.

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Francesca Zenobi “Pocahontas” indagata per tentata estorsione

written by King Lear    - giovedì, gennaio 10, 2008





Francesca Zenobi “Pocahontas”

indagata per tentata estorsione



Avrebbe chiesto centomila euro
o un contratto tv per modificare
l’originaria versione sul festino a luci rosse



di Giuseppe Iannozzi



Francesca Zenobi è indagata dalla procura di Roma per il reato di tentata estorsione assieme all’avvocato Emanuele Antonaci, suo ex difensore. Il procedimento è coordinato dal pm Pietro Pollidori.

Centomila euro in contanti o un contratto di un anno con Rai o Mediaset del valore di 90 mila euro per ritrattare le accuse. Sarebbero queste le richieste avanzate da Francesca Zenobi e dal suo avvocato a uno dei legali del deputato Cosimo Mele - ex Udc - che il 27 luglio scorso partecipò con la donna, poi sentitasi male, e una sua amica, a un festino a luci rosse in una suite dell’Hotel Flora di Roma.

Lo scrive il Nuovo quotidiano di Puglia. L’avvocato del parlamentare ha presentato denuncia nella Stazione carabinieri in via Cassia, a Roma, corredandola con un paio di microcassette con la registrazione delle conversazioni. L’ipotesi di reato è quella di concorso in tentativo di estorsione. Perquisizioni - riporta ancora il giornale - sono state compiute dai militari domenica scorsa nell’abitazione della Zenobi nonché nello studio e nella residenza romana del suo legale. Tracce di cocaina furono trovate su un comodino, su una card della stanza d’albergo e su una scheda di ricarica telefonica di Mele, indagato per cessione di droga e omissione di soccorso.

In ogni modo soltanto quando Francesca Zenobi ed Emanuele Antonaci avranno fornito la loro versione dei fatti si potrà stabilire se sussistono altre ipotesi di reato. Nel frattempo Francesca Zenobi ha cambiato i suoi difensori: oggi l’assiste l’avvocato Roberto Ruggiero, che non esclude che possa essere stata messa in atto una manovra per contrastare i fatti già emersi dall’indagine e che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Mele per omissione di soccorso e di cessione di sostanze stupefacenti.

Ruggiero
spiega: “Non escludo che nella sua ansia di imporre la verità, il deputato Mele avrebbe presentato una querela per violenza carnale da parte della Zenobi. Non è escluso ora che una volta esaminati i fatti i due fascicoli esistenti sulla vicenda processuale possano essere riuniti per esaminare il complessivo quadro dei fatti”.






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Scambisti nel Salento: costringeva la moglie a prostituirsi

written by King Lear    - sabato, gennaio 05, 2008





Scambisti nel Salento

Costringeva la moglie a prostituirsi

E foto a luci rosse su Internet



di Giuseppe Iannozzi



Per chi pensava che gli scambi di coppia fossero una novità un po’ troppo arrugginita per questi nostri tempi moderni, oggi dovrà ricredersi, difatti nel Salento gli scambisti sono in prima pagina.

Per il momento, un giovane artigiano abitante in un paese dell’entroterra è indagato dal sostituto procuratore di Lecce Angela Rotondano, per sfruttamento della prostituzione. Il suo computer è stato messo subito sotto sequestro. Lo ha denunciato la moglie, giovane come lui e casalinga, dopo un violento litigio seguito alla paternale fatta dal parroco del paese circa sei mesi fa.

La donna ha riferito ai carabinieri che il marito la costringeva a rapporti sessuali con sconosciuti contattati via Internet per un generico scambio di coppie: lei era costretta a concedersi, mentre lui stava a guardare e a fotografare, salvo poi mettere le sue foto su Internet.

L’uomo ha invece denunciato la moglie per abbandono del tetto coniugale. Dopo il litigio, infatti, la moglie è andata via da casa. La donna ha raccontato di essere stata costretta a rapporti sessuali con un dentista ed il suo assistente, che avrebbero poi curato i denti a lei ed al marito gratuitamente, con un ingegnere salentino ed alcuni commercianti.

La notizia è stata data dall’emittente televisiva salentina Telerama e diffusa con una nota dalla stessa. Pare siano coinvolti nel giro di scambisti professionisti, dentisti, medici, avvocati, e ovviamente i soliti insospettabili, madri di famiglia, commercianti, commesse.

Il sito Internet è poco conosciuto e con accesso limitato. Contiene gli annunci, le foto, i numeri di telefono, le inserzioni di coppie che, a caccia di trasgressione, cercano altre coppie per incontri intimi, tutto dietro pagamento sull’unghia.

Gli incontri avvenivano nell’abitazione della coppia.

Più che uno scandalo, la vicenda sembra il canovaccio per un filmetto di serie B a luci rosse, di quelli che andavano tanto di moda negli anni Settanta con Lino Banfi ed Edwige Fenech, e che oggi la critica, chissà come mai, sta ampiamente rivalutando.






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Chuck Norris dei miracoli! Il texas ranger denuncia l’editore

written by King Lear    - lunedì, dicembre 24, 2007





Chuck Norris dei miracoli!

E Norris s’infuria sul serio: «In quel libro solo bugie»


Il texas ranger denuncia l’editore

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 


 
Il famoso attore americano Chuck Norris, molto noto per la serie tv Walker Texas Ranger, noto anche per esser stato un grande esperto di arti marziali, oggi è a dir poco furioso e non ci ha pensato su due volte a far causa alla casa editrice Pinguin. In un libro pubblicato dalla Pinguin si racconta di Chuck Norris, ma in maniera non corrispondente alla verità, difatti viene evidenziato che il popolare attore sarebbe una sorta di supersanto capace di operare dei veri e propri miracoli. La nomea di santo a Chuck Norris non sta affatto bene, in quanto santo non lo è, e una simile voce infondata gli rovinerebbe solo l’immagine a livello professionale ed umano.
 
Il libro, secondo Chuck Norris, sfrutterebbe in modo scorretto il suo nome, sulla base di una serie di «fatti mitici» che lo coprono di ridicolo e reperiti, guarda caso, su Internet, dove la menzogna – e non solo – è all’ordine del giorno. La Penguin ha pubblicato «La verità su Chuck Norris: 400 fatti sul più grande essere umano del mondo». Il libro è uscito lo scorso novembre. Nella denuncia figurano anche i nomi dell’autore, Ian Spector, e di due siti web usati per promuovere il libro, incluso l’arcinoto www.truthaboutchuck.com.
 
Il libro si basa quasi esclusivamente sui tanti racconti che circolano in Rete – che si sa, è la Fogna per antonomasia, una vera bolgia infernale dove trovano rifugio tutte le malelingue e tutti gli onanisti professionisti incalliti, oltre ai soliti fascisti e stalinisti convinti - e che ironizzano in maniera spudorata sull’immagine da duro e superuomo di Norris. Il libro, se così è possibile definirlo, contiene aneddoti come quello secondo cui «le lacrime di Chuck Norris curano il cancro. Peccato che non pianga mai». Oppure «Chuck Norris non dorme. Aspetta»; o «Chuck Norris può ricaricare un cellulare strofinandolo contro la barba». Il libro è ricchissimo di queste scempiaggini, innocenti se si vuole, e che a dispetto di tutto hanno il pregio di strappare un sorriso a tutti coloro che hanno il cervello non più grosso di un pugno di grano. Tuttavia l’attore non ha incassato bene il colpo, lui non ride e denuncia la casa editrice e l’autore. E’ forse il solo uomo al mondo ad aver preso sul serio la pubblicazione spiccatamente ironica, ed umoristica, della Pinguin. La denuncia è stata portata avanti senza remore, in quanto «alcuni dei fatti riportati nel libro sono razzisti, volgari e ritraggono il signor Norris come impegnato in attività illegali».
 
Chuck Norris, diventato famoso negli anni Settanta e Ottanta per film d’azione come Delta Force e Missing in Action, se l’è presa soprattutto con il titolo del libro, che trarrebbe in inganno i potenziali lettori, in quanto gli farebbe credere che i fatti riportati siano veri e più che mai reali.
 
Morale della favola: nel grande paese delle libertà, l’America, dove l’ironia e la satira sarebbero all’ordine del girone… pardon!... del giorno intendevo, persino il grande Chuck Norris, uomo molto cattolico e quasi sempre pronto a porgere l’altra guancia in nome del Perdono, non ne può più dei buontemponi che credono d’essere in diritto di sparare a zero contro tutto e tutti.





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JuJol - la folle corsa

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Anna Siriani, Madameweb, sospesa dall'insegnamento

written by King Lear    - venerdì, novembre 23, 2007





Anna Siriani, Madameweb

sospesa dall’insegnamento

 
Una punizione ingiusta



di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Sospesa dall’insegnamento.
Anna Siriani, Madameweb, la professoressa di lettere che insegna alle scuole serali per adulti, è stata sospesa: la motivazione data è “per i suoi filmini a luci rosse diffusi su internet”.
La sospensione è stata comminata su disposizione del Direttore regionale scolastico.
 
Dopo cinque anni di quasi silenzio, Madameweb è tornata a far parlare di sé. Su internet con un video girato alla Fiera dell’Eros di Berlino: Anna Siriani gira nuda per la capitale tedesca, è lei la protagonista assoluta di improvvisati show pornografici insieme agli astanti della rassegna “a luci rosse”.
 
Alla fine è intervenuto il direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta
In una nota si legge: “Il direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia Ugo Panetta ha dato disposizione al dirigente scolastico competente, affinché provveda a sospendere dal servizio l’insegnante del Centro territoriale di San Vito al Tagliamento, i cui comportamenti tenuti fuori dalla sede scolastica, sono risultati gravi ed in contrasto con l’azione educativa.”
 
Il ministro della Pubblica istruzione, Tiziana Ragni, risponde al capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volonté, che aveva accusato il ministro Fioroni di non aver parlato sul caso della porno-prof: “Rassicuriamo l’onorevole Volonté sul silenzio del ministro: ci sono circostanze nelle quali forse è più opportuno agire che commentare. E’ questo il caso dell’insegnante di Pordenone che oggi è stata sospesa dal servizio, provvedimento in grado di parlare da solo. Possiamo ugualmente rassicurarlo anche sul tiro a segno visto che, per questo tipo di disciplina olimpica, nei Giochi studenteschi è espressamente vietata la pratica e sono consentite solo lezioni teoriche. Ciò a cui, invece, va sempre prestata massima attenzione… è il tiro al bersaglio che però è tutt’altro tipo di sport e che molti, effettivamente, praticano.”
 
La prof. Anna Siriani, Madameweb, rivendica la sua libertà: “E’ vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa. Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s’incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali… Sono una donna normale, con una famiglia e il mio lavoro di insegnante. Cerco la trasgressione e il sesso: chi è stato con me sa che, sessualmente, faccio tutto.” Tra le righe di un blog, Anna Siriani scrive: “Il mio comportamento a scuola è sempre stato estremamente professionale e integerrimo.”
 
Tante le scuole che per via del caso Madameweb oggi vivono in un “casino”, non totale però.
Nelle scuole non si parla che di lei, di Madameweb, della prof. Anna Siriani.
 
Parrebbe che Madameweb non rischi il posto!  
Tuttavia è stata subito sospesa dall’insegnamento alle scuole serali. Una censura preventiva, perché poi, domani o posdomani, la si possa castigare… con un repentino silenzioso licenziamento, ad esempio?
“L’attuale normativa scolastica non può interferire negativamente con il superamento dell’anno di prova nel ruolo docente, per la partecipazione dell’insegnante a video o reportage fotografici.” Questa è la parola di Stefano Caravelli, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: dalla fine degli anni Novanta è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola. Ed allora: perché sospendere la prof. Anna Siriani, per quale motivo?
 
Non era un provvedimento necessario. La prof. Anna Siriani sul luogo di lavoro, a scuola, tiene un comportamento irreprensibile, consono all’ambiente, insegna facendo riferimento al programma scolastico per le 150 ore.
 
Non era un provvedimento necessario. E’ invece una fortissima censura della libertà d’una persona. E’ una punizione inaccettabile in un paese civile che dovrebbe reggersi sulla libertà di espressione e sul lavoro, senza discriminazioni.

Nell'intanto che le polemiche infuriano, tutti la cercano e più la cercano più la amano. Reportage e video girati al festival berlinese Venus hanno sbancato la classifica mondiale dei siti web erotici. Mademeweb ha il popolo erotomane dalla sua. E non solo quello! In 30 giorni sono stati oltre 28 mila i contatti sul forum dedicato alla porno professoressa: 3200 messaggi, 1300 utenti, 32mila visite. E il bilancio è ancora provvisorio.

Dalla Sicilia al Piemonte migliaia di maschi (e non solo) le chiedono ripetizioni di latino; appuntamenti in ostelli e autogrill o discoteche; chiacchierate vis-à-vis. Un suo fedelissimo seguace propone anche di fare una colletta per sostenere le spese legali che la professoressa dovrà affrontare per fare ricorso al decreto che la sospende dall'insegnamento: "I video a luci rosse nella fiera del sesso a Berlino - spiega il fan - sono girati fuori da scuola. Se ogni datore di lavoro dovesse valutare i dipendenti per quello che fanno fuori, che valore avrebbero competenza e impegno professionale?"
Un fan decisamente bisognoso  d'affetto, non c'è che dire! Chissà se la colletta si farà e che cosa gliene verrà a questo fan... forse delle nutrite ripetizioni di latino, giacché i giovani d'oggi pare non siano molto portati!






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Berlusconi e le rose rosse: un investimento per il futuro

written by King Lear    - lunedì, novembre 19, 2007



- foto Cavicchi -


Berlusconi e le rose rosse

Un investimento per il futuro
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Gianfranco Fini non ci sta, An non si scioglierà, glielo fa capire bello chiaro e tondo a Silvio Berlusconi, che ha da poco dato il battesimo al neonato Partito del Popolo. Per farla breve, Berlusconi e Fini sono ai ferri corti per l’ennesima volta.
 
Però Silvio Berlusconi è un leader molto generoso, indubbiamente con un grande cuore, un cuore rosso rosso, proprio come quello d’un bocciolo di rosa. Anzi, di tre boccioli. All’uscita del teatro Smeraldo, a Milano, subito si prodiga in un gesto che ha del miracoloso, compra tre rose, e lo fa addirittura dopo aver assistito allo spettacolo di Giorgio Panariello. Il venditore cingalese riceve dalle santissime mani di Silvio ben cento Euro per tre rose sbatacchiate e non proprio fresche.
 
Il Cavaliere è proprio un gentleman, un santo, un amico del popolo e degli extracomunitari, non è mica come quel brutto cattivo di Gianfranco Fini!
 
Il Cavaliere era in compagnia di Veronica Lario e della figlia Eleonora: insieme in prima fila hanno applaudito il comico toscano.
Chissà poi a chi le avrà poi regalate le rose! Meglio non interrogarsi troppo: in fondo quelle rose gli sono costate ben 100 Euro. Ma per una foto ricordo che immortala lui, il Cavaliere fresco di battesimo – per via del neonato Partito del Popolo - mentre acquista le rose sbatacchiate dal ragazzo cingalese, diciamo pure che è stato un investimento che (forse) darà i suoi frutti.






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Nate sotto il segno dell’alcol

written by King Lear    - martedì, novembre 13, 2007





Nate sotto il segno dell’alcol
 


di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Nate sotto il segno dell’alcol: l’ultima mania è quella di farsi fotografare dopo aver preso una sbronza micidiale, una di quelle da buttare al tappeto anche Mohammed Alì (Cassius Clay).
 
Polaroid o semplici foto da un cellulare, o anche da una costosa macchina fotografica digitale, servono ad immortalare ragazze che, dopo aver bevuto come delle spugne, vanno giù di brutto al tappeto, il più delle volte perdendo completamente la testa, vomitando, finendo con l’inciampare nei propri passi, o per essere più corretti nei propri tacchi a spillo – rotti!
 
A farsi immortalare sbronze sono soprattutto ragazzine, giovanissime, perlopiù ancora con il latte alla bocca, difatti sono a malapena maggiorenni e neanche. Sicuramente non sono angeli e non sono neanche in cerca dei famosi 15 minuti di celebrità illustrati da Andy Warhol. Molto più semplicemente c’è in loro una marcata propensione a farsi del male e a lasciare di sé una traccia, per quanto molto effimera e di dubbia qualità.
 
Le foto vengono diffuse in rete, su Facebook: sguardi stravolti, corpi collassati nella vasca da bagno e ambigui spogliarelli in stile zombie lungo le strade buie delle città. Di foto così, sino ad oggi, se ne contano almeno centocinquantamila.
Manco a dirlo, la mania di farsi immortalare ubriache si è presto diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo.
 
E il dipartimento inglese di Statistica Nazionale ci fa sapere che le donne vittime dell’alcolismo sono raddoppiate rispetto a quindici anni fa.
 
Questo triste mondo malato è ben più che ubriaco.
Amen.






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Una sera a Sodoma + Una sera a Lesbos (di Véronique Verge)

written by King Lear    - sabato, settembre 01, 2007








Una sera a Sodoma
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Valerio lo presero alle spalle.
Gli tapparono la bocca. Una mano ruvida e pesante gliela chiuse. Ogni tentativo di gridare gli fu impossibile. Poi gli legarono mani e piedi. In ultimo lo imbavagliarono.
Valerio riuscì solamente a squittire una parola senza senso, in quella frazione di tempo che la mano si allontanò dal suo volto. Nient’altro.
Gettò furtive occhiate a destra e a manca, frastornato: erano in tanti.
Non avevano la faccia coperta.
Nel quartiere li conoscevano tutti, erano quei gran figli di puttana de Il Rosso e il Nero.
Il Rosso e il Nero erano famosi, tenevano tra le loro fila sia bolscevichi stalinisti, sia nazifascisti.
Per essere nelle loro grazie dovevi essere violento e intollerante contro ogni forma di legge e giustizia, religione e credo, nazionalità e verità: l’intolleranza e la violenza, solo queste qualità erano richieste.
 
Se lo caricarono come fosse un tappeto, senza nessun riguardo.
Se la ghignavano sotto i baffi.
Non era buon segno.
Era sicuro che qualcuno, affacciato alla finestra, avesse visto tutta la scena. Ed era altrettanto sicuro che nessuno aveva visto niente se gli fosse stato chiesto.
Era rassegnato.
Il gruppo era bello focoso, cantavano a voce alta, erano più stonati di un coro di rane sotto una pallida luna settembrina.
‘Fanculo.
Era il crepuscolo.
Il sole calava dietro un mare di cemento, di asfalto bollente, di carne umana sudata e puzzolente.
Incontrarono un paio di coppie, che non fiatarono. Anche loro non avevano visto niente.
Valerio era marcio di rabbia: in tivù quella sera davano la partita. L’avrebbe persa; non c’era speranza che lo ammazzassero di botte, in tempo prima della fine della partita. Gliele avrebbero suonate di santa ragione per tutti i novanta minuti della partita.
Non gli andava proprio giù: un nodo alla gola gli stringeva il fiato, era proprio da pirla perdere la partita in modo tanto stupido.
 
Finalmente lo sbatterono a terra.
Il corpo sollevò un po’ di polvere, ma niente di che.
Valerio aspettava con gli occhi sgranati che iniziassero i calci e i pugni.
Niente.
Uno grosso, cioè grasso e pelato lo slegò. Non gli tolse il bavaglio.
E dopo averlo slegato gli strappò la maglietta di dosso, e poi i pantaloni. In ultimo ci provò con le mutande, ma l’elastico resistette abbastanza bene. L’elastico si allentò soltanto, lasciando scivolare le mutande imbollettate lungo le gambe, fin sulle nude caviglie.
Tutti ridevano.
Non volevano picchiarlo.
L’avrebbero usato come una donna.
Che palle! Mai che avessero un’idea un po’ originale.
Il più mingherlino della gang gli sputò addosso, per subito gridare che si sarebbero divertiti con lui. Aveva gridato la minaccia tutto divertito, evidentemente era un finocchio, come tutti del resto.
“Te lo metteremo in culo, in bocca, nelle orecchie se sarà necessario. Ti staccheremo pompini su pompini e te li faremo staccare ai nostri cazzi. Non avrai un attimo di respiro, te lo giuro su Dio.”
La minaccia fu subito attuata: uno glielo ficcò su per l’ano, un altro prese a ciucciarglielo e un altro ancora glielo cacciò in bocca fino a sfondargli la gola quasi.
Andarono avanti ripetutamente: gli vennero in bocca almeno una ventina di volte e tutte le volte lo costrinsero ad ingoiare. Dopo i primi tre orgasmi il suo uccello si rifiutò di sborrare ulteriormente, così si dovettero accontentare di prenderglielo in bocca e leccargli la cappella con le loro linguacce brune come un fegato malato. In culo lo prese così tante volte che ad un certo punto Valerio smise di contare quante.
Il buco anale gli prudeva.
Era sicuro che fosse più irritato di un diavolo a rosolare all’inferno.
Si rallegrava però del fatto che non soffriva di emorroidi: sarebbe stato un bel guaio in quella porca situazione.
Ma se pensava che la partita oramai era persa, un veleno, un veleno rabbioso gli scavava le viscere.
Porco Dio!
 
Lo abbandonarono in mezzo alla polvere.
La sabbia gli era entrata in bocca.
Sputò più volte.
Odiava il sapore della terra, di tutta quella terra dove di giorno ci passano tutti coi cani per farli pisciare e cagare.
Li odiava per questo, tutti quelli coi loro cani bastardi. Che pisciassero in casa, invece di innaffiare i giardini pubblici con il loro piscio. Che cagassero nel piatto del padrone, invece di fertilizzare le aiuole del suolo pubblico.
Il sapore della terra faticava a stemperarsi nel palato di Valerio.
Oramai era notte fonda. La partita doveva essere finita da un bel pezzo.
‘Fanculo.
La luna gli faceva l’occhiolino da dietro un balconcino di illibate nuvolette.
Cacciò fuori un urlo animale che svegliò tutti i diavoli dell’inferno: “Porco Dio, potette farmi qualsiasi cosa, ma non farmi perdere la partita, grandissimi figli di puttana… Me la pagherete. Dio porco se ma la pagherete di brutto, bastardi che non siete altro.”
Continuò a sfogarsi così.
Perse la cognizione del tempo.
La smise solo quando si rese conto d’essere terribilmente stonato, più d’una rana presa a calci in culo. Questa verità lo fece tacere.
Si tirò su le mutande: l’elastico era rotto, non si reggevano da sole, c’era bisogno che le tenesse su con una mano.
Si tastò il sedere. Ce l’aveva sporco di sperma, di merda e di sangue.
Si guardò intorno alla ricerca di un pezzo di carta. Ne adocchiò uno, un bel foglio di carta, strappato da una locandina pubblicitaria. Recitava: l’OTTO per MILLE alla Chiesa Cattolica.
Lo raccolse come fosse la piuma dell’Arcangelo Gabriele, e ci si pulì con la massima cura il culo.
Era ruvida quella carta lì, porca puttana!
Finì di pulirsi il culo, nonostante la carta fosse dura, ruvida, inadatta. Tuttavia doveva accontentarsi di quel che passava il convento: o la carta della pubblicità o un bel ciuffo d’erba.
Tutto sommato meglio la carta della locandina, per quanto dura.
 
“Dilettanti, stramaledetti dilettanti!”
Sputò ancora e ancora: la terra in bocca non gli era mai piaciuta, gli dava la nausea.
Tenendosi su le mutande, con le sole scarpe da tennis ai piedi, s’incamminò verso casa passando accanto a una signora di mezza età con un terrier al guinzaglio. Probabilmente lo stava portando al parco per fargli fare i suoi bisognini. Ma Valerio manco la vide la donna con il cane, incazzato nero com’era: la partita l’aveva persa ed era già quasi mattino fatto, Dio cane!
 
Dio cane, in camera sua ce l’aveva un manganello, uno di quelli belli grossi, e anche la tessera del partito era lì: per prima cosa la tessera gliel’avrebbe sbattuta in faccia ai Rossi… servirsi del manganello nero e duro non sarebbe stato un problema, doveva solo pensare a come farlo fruttare al meglio. Per il momento doveva ancora smaltire la rabbia: l’aver perso la partita non gli andava proprio giù. Inutile.
 
Non gli andava proprio giù, neanche di traverso.
Tutto ma non la partita. La partita è santa per chiunque.

 
Una sera a Lesbos
 
di Véronique Verge *


 
E’ piombata la neve a Torino. Ha cancellato chiese, alberghi, case, viottoli. Fa notte ottocentesca.
Si è smarrita Violetta.
Violetta, piccola bruna, occhi verdi, pelle bianca, dolce.
Non riesce a trovare il café Pavese dove il poeta compiva la malinconia eterna. Il café Pavese dove aspetta l’angelo Gesù.
Angelo Gesù, secondo personaggio: bello, tenebroso, scrittore di talento, ultimo romantico, principe della neve.
Lui, non teme l’insolenza, l’attacco schietto, la penna irriverente.
 
Violetta cammina, sperando raggiungere il café, ma si allontana, nel movimento contrario della magnetizzazione e del distacco.
La neve fa rovesciare il cielo bianco.
E’ sfiorata, Violetta.
Una voce dice: “Spinga la grata, entri nel palazzo, Gesù aspetta.”
Una voce che assoggetta, che aggancia a una catena.
 
E’ entrata nel salotto riscaldato da un fuoco infernale. Si è dimenticata la neve, un ricordo assurdo.
 
Dinanzi a Violetta, una donna.
Una donna sdraiata sul divano, morena, nuda odalisca, Jeanne Duval.
L’odalisca fa un cenno: i seni bruni, di doratura sbiadita luccicano.
Violetta scivola sul velluto, nastro di peli, e si addormenta.
Lungo sonno fa derivare il corpo da una bocca all’altra, da una carezza all’altra: pizzo di vulva umida.
 
E’ arrivata Violetta, con il libro di Pavese. Sopra piomba il mare di Grecia Antica.
Gesù la guarda con occhio birichino e dice: “C’è un posto libero per me?”
 
Violetta fa un bacio muto.
Gesù, il bel Gesù si infila tra le donne, si toglie la camicia: perfetto.



* Questo brevissimo racconto, "Una sera a Lesbos", me lo ha lasciato in regalo Véronique Verge, fra i commenti, quasi l'autrice avesse dimenticato una violetta a far da segnalibro fra le pagine ingiallite d'un libro grande e importante e misterioso, ancora tutto da scoprire. E' un racconto molto breve, non privo di una certa delicata impudenza. E' stato scritto da una Sig.na francese, per cui l'idioma italiano è forte d'un'affascinante grezzezza poetica, di quella che nasce sul momento, e che io credo sia la più veritiera delle ispirazioni. Per questo motivo lo pubblico su questo mio modesto blog insieme al racconto che apre questo post.

(g.i.)

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:03 | racconti, borderline, hard, storie di ordinaria follia, ospiti, luci rosse, vm 18 | clicca per commentare commenti (11)



darkland

written by King Lear    - domenica, agosto 05, 2007







Darkland
 


di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Cool e dark
 
 
a Véronique Verge,
che di me ama il nibbio
e lo scimmione
 
 
Non siamo poi così tanto divisi, dal tempo, dallo spazio; solo che io non sono quel nibbio reale e quell’angelo che credevi fossi. Giusto un orango in calore, però tanto simpatico. Così cool e dark.
 
Non trovi, non trovi che sia così, mio Incanto – tu, Aurora che spezzi le lapidi a metà e l’infinita verità iscritta in loro core di pietra e marmo?
 
Un giorno poi - te lo giuro - andremo incontro alla Notte sfidandola coi nostri occhi belli d’ingenuità e dalle tombe un filo di nebbia s’alzerà carezzandoci l’alma - gelido divino tocco
 
per donarci all’immortalità, dandoci alla superiorità degli Dèi, perché di essi abbiamo sfidato l’ira superna a mani nude vincendo.
 
Et allora non uno oserà più tirar fuori la lingua o muovere paglia al nostro cospetto, ché se lo facesse tosto cadrebbe in ginocchio cogl’occhi volti al cielo e la morte nel petto.
 
Più belli, più belli dell’Angelo Caduto e di quell’altro che Dio lo tiene in catene col marmo pesante legato al collo che quasi lo soffoca.
 
Più belli e crudeli dell’Inizio adamitico, Noi più belli del Bello, sempre e per sempre superiori a Dio ma non a Noi!
 
 
 
 
La Farina del Diavolo
 
 
Vecchio Diavolo, il conto era giusto. E anche il resto.
La butirrosa cassiera ti voleva dare una mano di cuore, nella spesa: forse avrà visto in te un homeless, per via di quelle poche così frugali, di un single senza speranza – che la faccia tiene imbronciata, uguale a una lapide senza né uno scomposto fiore né un sorriso sbilenco. Avrà notato quella tua aria sempre di funerale, tipica di chi si aspetta un fulmine a ciel sereno, mentre tu, Vecchio Diavolo, tiravi fuori il biglietto da cinquanta Euro dal por