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Free Tibet

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Brambilla, Michela Vittoria Brambilla e il lato oscuro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, maggio 19, 2008



Brambilla, Michela Vittoria Brambilla
alle prese con il suo lato oscuro
perché la notte è mistero



Brambilla



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:39 | donne, spettacoli, televisione, video, primo piano, prima pagina, curiosità, ultime notizie, tv , last news, dalla parte delle bambine, diritti dei politici | clicca per commentare



GIU' LE MANI DAL TG3 - DIFFONDI QUESTA NOTIZIA

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, maggio 17, 2008


Giù le mani dal TG3



Giù le mani dal Tg3
 
 
 
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha votato all’unanimità il piano di redistribuzione degli spazi informativi sulle tre reti. Il Tg3 viene pesantemente penalizzato: l’edizione delle 23 e Primo Piano, lo storico programma di approfondimento della testata, vengono fatti fuori senza pietà. Al posto loro si dovrebbe dare spazio all’intrattenimento di Serena Dandini.
 
La redazione dichiara guerra. E per fare in modo che il comunicato sindacale non venga quasi sentito dai telespettatori, stretto tra le notizie in breve e i saluti di fine tg, ha scelto una forma innovativa: il video-comunicato. Un filmato di pochi minuti in cui si ripercorrono i volti che hanno accompagnato chi prima di andare a letto vuole sentire la voce del Tg3 sui fatti del mondo.
 
Nel giro di poco più di due settimane si è aperto il caso Santoro, reo di aver dedicato troppo spazio a Beppe Grillo, il caso Fazio-Travaglio, le teste tagliate al Tg3.
 
«Da ottobre Tg3 e Primo Piano che da 10 anni occupano la seconda serata di Raitre – denuncia il comitato di redazione – saranno spostati a notte fonda». Chiedono «il congelamento del progetto», ma la decisione sembra essere bipartisan, visto che il Cda Rai l’ha votata all’unanimità. «Chiediamo – dicono ancora dal Cdr – di ridiscutere tutti gli spazi informativi della nostra testata, come chiede anche il nostro direttore. Non siamo disposti ad abbandonare i cittadini del servizio pubblico che da sempre ci chiedono nuovi spazi per raccontare i fatti e i misfatti di questo paese. Anche questa è democrazia. Non siamo assolutamente disposti – concludono – a delegare a nessuno il nostro diritto dovere di fare informazione».
 
Il comunicato si chiude con un «Dateci una mano a difendere il Tg3». Se non ci saranno novità – avevano annunciato i giornalisti già nei giorni scorsi – sono in cantiere tre giorni di sciopero.

Valter Veltroni: "Vedo che qualche esponente politico insiste, per evidenti manie di protagonismo, a coinvolgere il Pd e il suo segretario nella polemica relativa all'annunciata scelta aziendale della Rai che dovrebbe penalizzare gli spazi informativi del Tg3 in seconda serata. Non so di cosa stiamo parlando. Nessuno mi ha mai detto nulla prima, come è giusto e normale che sia. Ho appreso di questa decisione ieri leggendo i giornali scoprendo di aver avuto un ruolo nella vicenda. Tutto questo è paradossale e grottesco." Ed ancora, in tono piccato: "Non va a merito né dei quotidiani che hanno pubblicato il mio nome né dei politici che l'hanno strumentalizzato. Se poi mi si chiede un parere, voglio dire che considero sbagliata la decisione di ridimensionare uno spazio informativo prezioso che in questi anni ha contribuito ad offrire ai cittadini un' informazione equilibrata e corretta. Ho grande stima del direttore Di Bella e della sua redazione. E mi auguro che questo patrimonio di professionalità possa sempre di più essere valorizzato".

In una nota di viale Mazzini si legge: "Non esiste alcun progetto di cancellazione di Primo Piano e da ottobre anzi è previsto un raddoppio dello spazio informativo notturno del Tg3 da circa mezz'ora a 60 minuti.
Nell'ambito del rinnovamento dei palinsesti è previsto anche che questo spazio abbia un'ora di partenza certa (le 24.00) a fronte, oggi, di un orario variabile per l'inizio di Primo Piano collocabile tra le 23.15 e le 23.40 circa. E attualmente sempre in sovrapposizione con le edizioni di mezza sera del Tg1 e del Tg2 che ne penalizzano anche gli ascolti". Si legge ancora che si tratta di "una variazione che si colloca in un progetto complessivo di ampliamento e razionalizzazione della collocazione di tutta l'offerta informativa Rai".


GIU' LE MANI DAL TG3



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In Travaglio: “Dalla muffa si ricava la penicillina”

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 14, 2008



in travaglio a che tempo che fa



in travaglio


“Dalla muffa si ricava la penicillina”
 

a cura di Giuseppe Iannozzi
 


 
Le parole di Marco Travaglio alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio.
 
«E’ molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello Stato - ha detto Travaglio parlando con Fazio che poi si è dissociato dalle sue parole -. Perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana. E uno si rende conto che ci passa di mente quando vediamo certe facce. Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani, che ne so possiamo fare una lunga lista. Uno vede tutta la trafila e poi vede Schifani. C’è un elemento di originalità. La seconda carica dello Stato Schifani? Mi domando chi sarà quello dopo». «Dopo - ha aggiunto Travaglio – c’è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita». Dopo l’interruzione del conduttore, che si è dissociato, il giornalista ha aggiunto: «Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato».
 
«Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia, e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia - ha affermato il giorno dopo la trasmissione Travaglio -. E’ agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia. A Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani, sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile».
 
L’Autorità garante nelle comunicazioni si occuperà della puntata di sabato scorso (10 maggio 2008) di Che tempo che fa in onda su Raitre e delle dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L’argomento è stato subito inserito nell’ordine del giorno dei lavori dell’Authority presieduta da Corrado Calabrò.
 
L’Ufficio Stampa di Palazzo Madama fa sapere che il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha dato mandato ai suoi avvocati per prendere provvedimenti nei confronti delle affermazioni rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:57 | citazioni, politica, polemiche, televisione, giornalismo, prima pagina, ultime notizie, tv , società e politica, notizieflash, last news | clicca per commentare commenti (9)



Silvia Burgio è una donna

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, maggio 04, 2008




Silvia Burgio è una donna


Silvia Burgio , una delle concorrenti più popolari dell’ottava edizione della trasmissione Grande Fratello , si è sottoposta a Trieste all’operazione che ha cambiato la sua identità sessuale. L’intervento - come riporta oggi il quotidiano Il Piccolo di Trieste - è avvenuto al Centro universitario per la diagnosi e la terapia dei disturbi di identità di genere dell’ospedale di Cattinara dove dal 1994 al 2007 si sono sottoposte a questo tipo di intervento 213 persone.


Silvia Burgio
è nata ventinove anni fa a Gallarate in provincia di Milano. A chi la definisce un transessuale, non risparmia una precisazione: ‘Io sono un ex-transessuale perché trans - spiega - vuol dire attraversare, essere in una fase transitoria ed io non lo sono più. Se prima ero Giuseppe, un uomo, oggi sono diventata Silvia: una donna a tutti gli effetti".


Silvia è una donna. E lasciatemi dire che è proprio una gran bella donna.
Non c’è davvero altro da sapere. Solo da ammirare.

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Carlo Croccolo dopo 46 anni si ricorda della cellulite di Marilyn

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 28, 2008






Carlo Croccolo dopo 46 anni

si ricorda della cellulite di Marilyn
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Ogni tanto spunta qualcuno… che ha un segreto… e che non ci tiene a portarlo con sé nella tomba.
E’ questa la volta dell’attore Carlo Croccolo, oramai 81enne, che oggi ci ricorda d’aver intrattenuto una breve relazione con Marilyn Monroe, d’averla amata davvero tanto, ma proprio tanto nonostante avesse un po’ di cellulite.
E lo scoop?
Semplice, non c’è.
C’è però Croccolo che ci assicura che sì, Marilyn Monroe aveva un po’ di cellulite.
«Sì, purtroppo è vero. Marilyn Monroe e io abbiamo avuto una storia d’amore. E’ durata soltanto tre mesi ma io ero pazzamente innamorato di lei. Solo che stare con lei era un inferno e io, alla fine sono fuggito».
Croccolo oggi interpreta il pescatore Totonno nella fiction «Capri» in onda sulla Rai.
Forse qualcuno si ricorda di Croccolo anche per esser stato la spalla di Totò in quel capolavoro all’italiana che è “Signori si nasce”, e in “47 morto che parla”, “Miseria e nobiltà”, “Totò lascia o raddoppia?”.
 
«Ho conosciuto Norma (il vero nome di Marilyn era Norma Jean Baker) nel periodo peggiore della sua vita: sarebbe morta circa un anno dopo, nel 1962. Lei era appena uscita da una casa di cura e stava combattendo con una brutta depressione arrivata dopo la fine della storia con Yves Montand. Lui l’aveva trattata malissimo e lei aveva sofferto molto, come era accaduto anche con Arthur Miller, il suo terzo marito, un mascalzone che la maltrattava e la picchiava. L’ho incontrata a una festa a Los Angeles, attraverso Sammy Davis e l’entourage del presidente John Fitzgerald Kennedy. Io me ne stavo in disparte finché non ho visto lei. Abbiamo iniziato a parlare e poi... E’ cominciata così, come cominciano tante storie». In tal fatta sputa il rospo Carlo Croccolo al settimanale TV Sorrisi e Canzoni. Niente che non si sapesse già, i tormentati amori di Marilyn, la depressione, gli alcolici e gli ansiolitici. Croccolo non ci propone nessuna sorpresa, però adesso che lui ha 81 anni e Marilyn è nella tomba da oltre 40 anni, Croccolo si ricorda di un particolare: «Marilyn era stupenda anche se aveva un po’ di cellulite. Quando è iniziata la nostra storia, Norma già prendeva eccitanti e beveva. Il suo fisico aveva cominciato a risentirne. Per tutto il tempo che siamo stati insieme ho fatto di tutto per farla smettere. Purtroppo non ci sono riuscito. Certo, non era facile fare il cavaliere servente, nemmeno per una donna così straordinaria, ma era l’unico modo per stare insieme a Norma. Dovevi accettare tutto di lei, anche il fatto che, magari ubriaca, conosceva uno e spariva con lui per giorni. Io l’ho accettato finché, un giorno, non ce l’ho fatta più e sono fuggito».
 
Il presunto scoop dunque sarebbe che Marilyn aveva un po’ di cellulite quando aveva già 35 anni.
Abbiamo dovuto attendere 46 anni per sapere oggi dalla bocca di Carlo Croccolo che Marilyn Monroe aveva un po’ di cellulite.
 
Le domande sorgono spontanee: perché proprio oggi, dopo 46 anni, il pescatore Totonno (cioè Croccolo) si ricorda della presunta cellulite di una Marilyn trentacinquenne? Quali tangibili prove ha in mano Carlo Croccolo per dichiarare così bellamente che Marilyn aveva un po’ di cellulite? E, in ultimo: mistero hollywoodiano, o soltanto di Cinecittà?

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Dazieri viene snobbato da Daria Bignardi!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, aprile 11, 2008



Dazieri viene snobbato da Daria Bignardi!




Che abbia un brutto carattere, sarà questo il motivo?
"La verità secondo il Gorilla" qui


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Berlusconi: la Rai è in mano alla sinistra estrema

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 28, 2008





Berlusconi: la Rai

è in mano alla sinistra estrema


di Giuseppe Iannzozzi



“Ci giunge ora la notizia che la Rai ha annullato la puntata di domani di ‘Porta a Porta’ in cui doveva essere presente Silvio Berlusconi”. Lo annuncia Paolo Bonaiuti, portavoce del leader del Pdl, conversando con i cronisti a Viterbo. “La motivazione ufficiale non la conosciamo. Ci dicono però che sarebbe dovuto al fatto che Veltroni non sarebbe potuto essere presente a Roma né in questa settimana né la prossima. La vicenda è ancora più strana se si considera che la richiesta di questo giro di trasmissioni proveniva proprio dallo staff di Veltroni. E solo per questo motivo avevamo deciso di venire incontro alle richieste. Dobbiamo pensare che i capricci di Veltroni sono in grado di piegare le indicazioni della Rai, del suo presidente e del suo direttore generale? Questa par condicio la dobbiamo rispettare solo noi? Attendiamo a queste domande una risposta ufficiale da viale Mazzini”.

Silvio Berlusconi fa subito il punto su “Porta a Porta”, o meglio sulla Rai: “La par condicio non c’entra niente, è solo un atto violento da parte di Veltroni”. Il Cavaliere ha rinunciato di accomodarsi nel salottino di Bruno Vespa, perché Walter Veltroni ha annullato la sua prossima presenza nel “salotto” della politica in tv: “E’ stanco e lo capisco, ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell’opposizione. Questa cosa è una violenza inaccettabile. E gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Ecco perché bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle libertà per riportare l’Italia in Europa e in occidente e non subire il condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema”.






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