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Giuseppe Genna, Michele Monina e Ferruccio Parazzoli: tre demoni per Dostoevskij

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, marzo 09, 2008





Giuseppe Genna, Michele Monina

e Ferruccio Parazzoli
 

Tre demoni per riscrivere “I Demoni” di Dostoevskij
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 



 
Nota Bene: Questa recensione fu scritta sul finire dell'anno 2003 d.C. e rappresenta una vera e propria chicca, in quanto apparve in Rete in una sola occasione, sul primissimo King Lear Officina Avanguardie oramai andato in pensione. Praticamente più che ibernato.
 
L'ultima fatica letteraria di Giuseppe Genna è "Hitler" - che però non ho letto.

Forse questi "Demoni", scritti quasi cinque anni or sono, sono stati il banco di prova per "Hitler". Non posso dirlo con assoluta precisione. Posso però dire che se oggi dovessi recensire "I Demoni" di Genna, Monina e Parazzoli non cambierei una virgola alla mia critica.
 
 


Milano. Milano. Milano. Era ieri, Milano. E’ oggi. E’ il futuro. L’adrenalina ti fotte se non stai attento a dove metti piedi, se non ti tocchi quando incontri un prete nero. Ma Milano non è solo nuvole, non è solo un Pirellone e un Duomo, è anche fuoco, fuoco che brucia e che è impossibile domare. Piazzale Loreto, l’impiccagione di Mussolini, c’è dietro una congiura che abbraccia passato presente e futuro. Moses legge ai congiurati un Vangelo apocrifo, terribile. Poi c’è il Gobbo, l’edicolante che vede nel futuro (o forse si illude di vedere “il futuro”). Ed ancora, ci sono gli apocalittici, gli arrivati e gli integrati che fanno la corte ai congiurati. Di questi leccaculo sappiamo ben poco, non conosciamo la loro reale realtà. Ed ancora, un professore suicida, una fotografa sciamana, i bobos giovani e sportivi destinati a una triste sorte di “massa”, poi una ricercatrice di mercato che, per puro caso, incontra i personaggi della congiura, ma anche un impiegato che repentinamente ferma la macchina in mezzo al traffico e decide di mettersi assiso sul suo tettuccio per non muoversi più di lì. E come se tutto ciò non fosse già abbastanza, c’è un prete dell’hinterland che, apparentemente, conosce la verità ma non osa gridarla.
 
Il mondo è illusione e tutto ruota su se stesso, un parossismo lisergico di fantasia e realtà, per disegnare il dubbio che Tutti sono Attori e Vittime di una congiura più grande dei destini già scritti per Loro (o per Noi) da un dio infernale e maledettamente lovecraftiano. E poi, ancora, uno sceneggiatore americano di fumetti fa la sua comparsa e l’orrore si disegna in tutta la sua crudezza: par quasi di essere dentro a un complesso meccanismo, dentro a un programma, dentro a un videogame di quelli che non hanno soluzioni, così il nichilismo diventa protagonista e spinge qualcuno a produrre un incendio doloso nel tentativo di occultare la verità, a Milano. Ma siamo sicuri di essere ancora a Milano? Traffici sessuali, uomini pedine, l’omicidio rituale necessario alla Casa Reale d’Inghilterra, e poi la Stazione Centrale di una Milano grottesca che è teatro di inquietanti sedute medianiche, tutti elementi che non sono un semplice e banale contorno. E in mezzo a questo concerto di situazioni irriverenti, Hitler potrebbe esser già stato clonato.
Questi “I Demoni” di Dostoevskij riscritti da Genna, Monina e Parazzoli. Sembra quasi che tutti siano vittime e carnefici, che tutti siano dentro l’incubo d’una scimmia, d’un pasto nudo; e la giostra degli accadimenti continua il suo ciclo infernale, perché il pianeta Terra è destinato a sprofondare nelle negre latebre della selvaggia globalizzazione. I mass-media sono tutti votati all’assoluzione e dicono che la globalizzazione è necessaria: gli uomini abbindolati da questa realtà sono gusci vuoti, forse simulacri dickiani inseriti in una trama in perfetto à la William Gibson. Tutti colpevoli, forse vittime, dalla Regina d’Inghilterra, mummia viva, ad Enzo Biagi che è un mezzobusto con gli occhiali e la severa canizie mostrata senza ritegno in Tv quasi fosse un blasone. E in ultimo, deus ex machina, Dante Virgili, che ne “I Demoni” è Dante Virgilio, un personaggio losco, che in vita ottenne un successo di critica e pubblico uguale a zero, un destino che fu maltrattato e perseguitato. Quale il ruolo di Dante Virgili(o)? Un ruolo decisivo, che ricompone il puzzle de “I Demoni”. Dante Virgilio manager poeta, ormai alla soglia degli ottanta anni, tra le dita continua a rigirare la copia di N.N., unico libro mai scritto e pensato. Ma Dante Virgilio detiene anche il record mondiale di gangbang: 130 rapporti sessuali in un’ora e mezza, e che presta il proprio fisico al Centro Ricerche per la Cura dei Disturbi Genitali. Ma è anche uno il cui vero nome è Luca Arzeni e che se ne sta ad Ancona a frequentare il terzo anno fuoricorso di Ingegneria Meccanica. Ma Dante Virgilio, forse, in realtà, vive a Chicago di fronte al General Hospital: nessuno sa cosa faccia per sopravvivere, ma lo si vede spesso in giro per il Loop, il centro finanziario della città, a bordo di una limousine gialla come il tartaro dei denti, una limousine a dodici porte. Anche il Dante Virgilio dalle tante identità è “assalto a un tempo devastato e vile”, è anche “God Less America”, è anche “crocifissione di Gesù Cristo”. 
 
Parlando de “I Demoni”, Giuseppe Genna scrisse: “…il protagonista occulto di questo libro è Dante Virgili, uno scrittore psicotico pornomane e nazista esistito davvero, che pubblicò La distruzione per Mondadori, nel ‘70: testo sepolto nell’oblio almeno quanto il suo autore. Fu trovato morto dissanguato, Virgili. Dentro I Demoni ci sono fumetti, sciamane, troie, profeti, il Papa, Enzo Biagi e Franco Tatò che parlano davanti alle telecamere sul Pirellone di Milano, la Regina d’Inghilterra diventata una lucertola alta 2mt, un uomo che si muove al contrario, i mendicanti, il sangue di una santa, Gianni Agnelli in chemioterapia, due omicidi in Canadà, le ceneri dei morti compresse e fuse fino a diventare diamanti immessi sul mercato, il ragazzo con gli angeli sulle spalle, Piccolo Kierkegaard, il Gobbo all’edicola, un pappagallo di nome Oriana, piazzale Loreto in forma di immenso polipo dove tutto accade senza che mai venga nominato Benito Mussolini, i dinosauri, un campo paramilitare, gli uomini primitivi, Dante Virgilio.”
 
Cosa posso dire io de “I Demoni”? Quello che ho già detto. Tre autori che hanno scritto un romanzo che è fiction, ma neanche troppo, dove ogni parte si lega e conduce alla pazzia, una fantasia sfrenata che mette in dubbio le nostre identità e le ricostruisce come arcata dentaria, come protesi per sopravvivere e masticare l’aria pesante del mondo. Della globalizzazione.
 
Genna, Monina e Parazzoli hanno investito ingegno, fantasia e realtà in una storia che sembra esser stata scritta da una sola unica grande mente: dentro c’è il nero lovecraftiano, c’è la paranoia dickiana, c’è la complessità di trame su trame tipica di William Gibson, c’è la pazzia sotto analisi di un Roger Zelazny impegnato a scrivere “il signore dei sogni”. C’è tanto, tantissimo. Ma, paradossalmente, non è ancora abbastanza, perché la verità ultima spetta a noi scoprirla, e questa è nascosta sotto la protesi dentaria che abbiamo in bocca quando pronunciamo il nome “Dante Virgilio”.
 
 
I Demoni - Giuseppe Genna, Michele Monina, Ferruccio Parazzoli - Pequod 2003 - euro 15,00

 



Crac per la tastiera di Genna




Con non poco sconcerto apprendo da Giugenna.com che il Miserabile scrittore non potrà più scrivere, almeno per un certo lasso di tempo, in quanto gli si è rotta la tastiera del pc.

"Sono addolorato nel dare l'annuncio della morte della tastiera dell'unico pc in mio possesso - sto digitando con taglia e incolla delle lettere da Word, col mouse, alla velocità di Zavarov quando faceva il regista nella Juve di Zoff o, meglio, alla velocità dell'eloquio di Zoff (ascoltate l'imperdibile intervista svizzera del suddetto, dal titolo: "L'entusiasmo è pericoloso", dove Zoff inventa una nuova metrica: l'andamento giambico iperpausato). Ci vorrà circa una settimana perché questo pc venga riparato. Ciò significa che stenterò a leggere e rispondere alle mail, che già fatico a evadere. Il sito riprenderà a essere aggiornato con novità riguardanti il romanzo Hitler e nuove notizie e video appena possibile. Ringraziando i Miserabili Lettori, mi unisco al lutto di me stesso e a quello perenne di Dino Zoff."


Propongo:
Organizziamo una colletta per il Miserabile Genna che è rimasto senza tastiera?


   La tastiera che vedete riprodotta nella foto di cui sopra costa 8€.

   Se ognuno di Noi dona anche solo pochi centesimi, possiamo
   aiutare il Miserabile scrittore a tornare in Rete.

   Non restiamo indifferenti di fronte a questa tragedia.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:20 | segnalazioni, recensioni, libri, letteratura, fiction, editoria, scrittura, autori, critica, in libreria, prima pagina, vintage, solidarietà, scrittori, casi letterari, avanguardia, novità in libreria, avantpop, neoavanguardia | clicca per commentare



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