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Boicottiamo Tariq Ramadan e Valerio Evangelisti, e non La Fiera del Libro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, maggio 06, 2008





Boicottiamo Tariq Ramadan


e Valerio Evangelisti,


e non La Fiera del Libro
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
La battaglia di Maratona
A pochi giorni dall’inaugurazione della Fiera del Libro di Torino c’è ancora chi polemizza, a volte con argomenti a dir poco fallaci e privi di qualsivoglia buonsenso, altre ancora in modo del tutto pecoreccio. Tra i contestatori non troppo eccellenti anche Valerio Evangelisti, sulle colonne di Carmilla on line: “[…] Attualmente, oltre a strangolare Gaza e Cisgiordania, il governo di Israele ha cominciato a infierire anche sui palestinesi che hanno la sua cittadinanza.
Creato il nemico, spintolo all'integralismo islamico, riaffiorano i propositi di cancellarlo per sempre, proprio come etnia. Persino alcuni ministri israeliani ne parlano senza riserve.
E questo lo Stato cui il Salone del Libro di Torino intende rendere onore, celebrandone la nascita: una specie di apologia del colonialismo moderno.
E ora veniamo al tema degli scrittori. La protesta contro il Salone del Libro di Torino equivale a una condanna al rogo di autori e opere?
Già una selezione di scrittori imposta dal governo Olmert, dalle sue ambasciate e dai suoi uffici di propaganda, dietro sottoscrizione (almeno a Parigi) di un impegno a non criticare le proprie autorità nazionali, risulta sospetta. […] Domanda: è giusto glorificare in un Salone del Libro uno Stato (non una "cultura", ma una successione di governi ispirati alle stesse linee) che esilia scrittori propri ed elimina, tramite sicari, scrittori appartenenti a una diversa etnia che si intende cancellare?
Io lo trovo disgustoso.” Faccia una cosa saggia il buon vecchio Evangelisti, stia in santa pace a casetta sua, in Messico, invece di fomentare l’odio con approssimative quanto fallaci motivazioni per cui anche noi dovremmo provare il disgusto che prova lui. Il boicottaggio di un evento culturale è sempre e solo drammatico indizio di inciviltà. Ma in un paese come il nostro, l’Italia, che ha fatto dell’inciviltà il suo vessillo più di moda sia tra le fila di sinistra sia tra quelle di destra, par quasi superfluo domandarsi quale differenza dovrebbe mai esserci fra contestatori e contestati. In un paese dove si contesta per sapere dove si dovrebbe portare a cagare il proprio cane, dove l’editoria è in mano a quattro editori, in un paese che pubblica ogni minchiata purché firmata dall’idiota o dalla puttanella di turno, non sorprende che ci sia ancora gente incapace di capire che boicottare la cultura è solo sintomo di inciviltà pecoreccia.
 
Con una nota, il Quirinale ha risposto alle dichiarazioni dello scrittore musulmano Tariq Ramadan, tra i promotori del boicottaggio di Israele alla manifestazione torinese: “Il presidente della Repubblica non ha mai affermato che chi critica Israele è un antisemita e la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del Libro di Torino è nella stessa linea della sua partecipazione a molteplici eventi culturali che hanno luogo in Italia”. Secondo Ramadan il Capo dello Stato avrebbe commesso un doppio errore: decidendo di partecipare all’inaugurazione della kermesse le avrebbe dato connotazioni politiche e avrebbe tacciato di antisemitismo i contestatori. “Venendo alla Fiera del Libro commette un duplice errore. Il primo semplicemente partecipando, perché la sua presenza certifica che si tratta di un evento politico e non solo culturale. Il secondo errore sta nell’aver tacciato di antisemitismo chiunque critichi lo stato di Israele: è un errore estremamente pericoloso”. Io invece trovo ben più pericolose le basse insinuazioni di Ramadan e lo sproloquio pecoreccio di Evangelisti, per esempio, ma è purtroppo una mera questione di punti di vista!
Ramadan, controverso e discusso teorico dell’Euroislam, ha continuato la sua polemica, senza tenere mai a freno la lingua: “A Parigi ero d’accordo a non boicottare il Salon du Livre perché all’interno c’era uno spazio riservato alla Palestina. A Torino, invece, sono a favore del boicottaggio perché qui non c’è nessun dibattito democratico, ci sono solo posizioni a favore di Israele”. La risposta del Quirinale non si è fatta attendere; in una nota si spiega chiaramente che la visita di Giorgio Napolitano avrà lo stesso valore delle sue partecipazioni ad altre manifestazioni italiane: “E’ del tutto falso attribuire al presidente Napolitano l’errore di aver tacciato di antisemitismo tutti coloro i quali criticano lo stato di Israele. La critica delle politiche del governo israeliano è del tutto legittima, innanzitutto all’interno di Israele. Quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all’esistenza nella pace e nella sicurezza”.
 
Visto che siamo invischiati, volenti o nolenti, in modaiola epoca di boicottaggi, sarebbe interessante invitare i lettori a boicottare quegli scrittori che oggi invitano a non accedere alla cultura che sarà alla Fiera del Libro di Torino. Questi scrittori, o intellettualoidi che li si voglia considerare, che assaggino la loro stessa medicina: invito dunque i lettori a non leggere né Valerio Evangelisti né Tariq Ramadan. Io direi, finalmente in pace con me stesso, che è atto dovuto e più che mai legittimo boicottare chi oggi si fa promotore di idee tanto disgustose.

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Magdalena Rouco nuda per Interviù

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, maggio 05, 2008



Magdalena Rouco nuda per Interviù

Magdalena Rouco


Indubbiamente Magdalena Rouco è una gran bella figliola,
una di quelle anime che non passano inosservate.
Se poi è anche la nipote di Antonio Maria Ruoco, l'arcivescovo di Madrid,
non si può davvero far a meno di gridare "Allelùia, Dio esiste!"

Il povero arcivescovo ha scoperto che l'Inferno esiste, per lui sicuramente!
Non sa più dove nascondersi per la vergogna.

Fa quasi pena. Ma noi abbiamo fede che tutto si risolverà
per il meglio, perché Magdalena è davvero troppo bella.
e nessun diavolo in terra oserà mai condannarla
per essersi mostrata come mamma l'ha fatta, bella e nuda.






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Babsi Jones: è il tiro al piccione il gioco più diffuso sul web

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, maggio 02, 2008






Babsi Jones


o “Bambi” Jones?




E’ il tiro al piccione
Il gioco più diffuso sul web
 
 


 
Bene, bravo sito di satira: noto con gioia che i tuoi bersagli sono scelti accortamente. Non, per esempio, il disegno di legge governativo che da oggi rischia di azzerare la possibilità stessa di scrivere su Internet come si è fatto fino a questo momento.
Bensì una scrittrice che, come non accorgersene?, è ovunque: tutti i giornali e i telegiornali e i programmi televisivi stanno parlando di lei, in questo momento. Questo è quello che si evince leggendo questo post e molte delle reazioni.
Il libro di Babsi avrà avuto, sì e no, quattro recensioni su carta stampata. L’autrice ha interrotto la pubblicazione del suo blog. Non è ospite di nessun programma. Di quale “doping” va cianciando Sauro Sandroni? E se ad essere messa in “satira” è la recensione di Sbancor, peggio mi sento: fino a questo momento avevo letto soltanto gli articoli di un solo giornale che criticava i recensori, sbeffeggiando così contemporaneamente anche gli autori e vantandosi di non aver letto il testo in questione, tanto per non entrare davvero nell’argomento. Per la cronaca, il giornale in questione appartiene a Marcello Dell’Utri: mi sembra che la metodologia qui usata sia molto simile.
Infine. Il salottino del web letterari è soltanto nella testa di quelli che masticano stereotipi vecchi e insulsi: e che pensano, suppongo, sulla base dello stesso luogo comune che fa tanto figo, che in quel “salottino” si decida la sorte dell’editoria. Ridicolo, oltre che falso.
Nei fatti, ribadisco quel che ho detto: scegliete i vostri bersagli fra i più deboli. Il tiro al piccione fatto su Babsi (perché è una donna? perché viene realmente ferita dalle parole altrui? Sentiamo) è, non da oggi, uno sport diffuso sul web.
Per me questo è vergognoso.
Questa non è satira.
E’ vigliaccheria.
Statemi bene.

 
 
Loredana Lipperini
su Cabaret Bisanzio
 
Per continuare a giocare al tiro al piccione
clicca su
October 19, 2007 4:00 pm






Qui chi vuole può OTTARE

mentre prende la mira...


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:42 | web , satira, bacheca, blogosfera, notizie dalla rete, blogger, ot , tiro al segno, caccia aperta | clicca per commentare commenti (26)



Il Times nel pallone - Ettore Masina in una lettera su Rossiorizzonti

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 13, 2008



Il Times nel pallone











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Ettore Masina: una lettera da leggere


…non riesco a dimenticare che la Sinistra, proprio nel momento storico più duro per il popolo, ha tradito le sue aspettative, e soprattutto ha tradito i giovani. Non ho idea di chi vincerà: ma trovo che non ci sia una sostanziale differenza fra Destra e Sinistra, tranne per il fatto che il berlusconesimo si fa le leggi per sé e che detiene il monopolio dei mass media, mentre la Sinistra di oggi, dei politici, è di uomini che mirano ad arricchire sé stessi e basta.

La coscienza mia è quella di un cheguevarista convinto e proprio per questo non riesco a perdonare i tanti sgambetti che la Sinistra ha fatto: i diari del Che mi restituiscono sì un uomo romantico, un idealista, ma anche un uomo pragmatico che quando si trattava di punire non ci andava giù leggero soprattutto con quei compagni che avevano tradito “la causa”.

Mi fa male assistere a un’Italia sempre più divisa, sempre più collassata nella disperazione di non poter intravedere neanche l’ombra della Speranza; sono tante le cose che fanno male, ma l’Italia è stata venduta a un nemico subdolo che non è né Berlusconi né Prodi, ma l’Uomo, quell'uomo terribilmente ritratto e più che mai vero che è nella “Peste” di Albert Camus. Un uomo infetto che cammina fra topi infetti che escono dai tombini per vomitare sangue e morire. Un uomo che non è possibile curare né isolare, perché è esso stesso il “suo” male, un male oscuro per cui nessuna panacea serve. Un uomo che ha paura, che teme per la sua vita e per quella dei suoi cari, e che ciò nonostante soccombe quando la Nera Falciatrice viene a reclamarlo, sia esso un santo sia esso un porco o un diavolo. Si sta lottando contro l’Uomo, contro la Peste che esso è: come vincerlo, come dargli una seppur minima speranza di vedere l’alba di un giorno nuovo migliore di concreto futuro? Come? Come curarlo da sé stesso, quando nel corso di migliaia di anni non è stato capace di rendersi conto che alla fine tutto si riduce a vanità? Non resisteranno i monumenti in pietra, non terranno la vita le belle parole né i dipinti più colorati, né le bianche ossa degli uomini morti in nome di un ideale. Però l’Uomo continuerà ad avere dei figli che ripeteranno gli errori (e gli orrori) dei padri, che soffriranno e che non guariranno dall’essere purtroppo compromessi in loro pestilenziale natura.

 
Leggete su Rossiorizzonti la Lettera di Ettore Masina, siate voi di Destra siate voi di Sinistra.
 
Leggetela, per cortesia.

[ g.i. ]

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:41 | segnalazioni, politica, riflessioni, web , satira, jujolcom | clicca per commentare



III Concorso letterario per Il Rifugio dei Moai

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, marzo 08, 2008


III Concorso letterario

per Il Rifugio dei Moai



Esiste un'opera nella letteratura di tutti tempi
che riassume - forse integralmente - i significati concreti e simbolici legati al tema del viaggio: l'Odissea di Omero. Il viaggio di Ulisse è un viaggio di ritorno (nostos), dalla guerra  < di Troia > alla sua nativa Itaca, la patria abbandonata e ritrovata insieme alla moglie Penelope ed al figlio Telemaco. Quindi il viaggio può essere considerato inizialmente nella sua circolarità ( partenza / percorso / arrivo e recupero ) ove emerge soprattutto la finalità ultima della meta, del raggiungimento di uno scopo ( la ricongiunzione, la riconquista definitiva della stabilità attorno ai valori originari ).
Ma immediatamente, rileggendo attentamente la vicenda di Ulisse, si nota che il viaggio non può consistere solo nell'approdo al porto finale, ma piuttosto nel superamento di mille pericoli, ostacoli, prove e nella verifica di mille esperienze. Il viaggio diventa prova di conoscenza, nel senso più ampio del termine.
Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, l'istintiva attrazione / repulsione per ciò che ci è estraneo, la misura della distanza che ci separa dalle realtà sconosciute, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.
 
Se volete continuare la lettura vi rimando qui, valsesiascuole.

Con queste parole diamo inizio al III concorso letterario per Il Rifugio dei Moai.
Il tema sarà "il viaggio".


1. Il viaggio come tale, come crescita. come introspezione, con vorrete interpretarlo. Resoconti, viaggi fantastici, viaggi mentali, viaggi immaginari, viaggi delle vacanze, viaggi che vorremmo fare; sarete liberi di sbizzarrirvi.
2. Il genere sarà come sempre "il racconto".
3. La lunghezza a piacere, ma il tutto usando file .txt, assolutamente non word, pdf o altri formati, solo file txt.
4. I file andranno inviati entro il 15 giugno 2008 a info@ilrifugiodeimoai.it e segnalato sull'apposito forum..
5. In premio, l'autore del racconto più votato, riceverà una copia di "Michele Strogoff" di Jules Verne, edizione Hachette, Collezione Hetzel, illustrata e con mappe.
6. La partecipazione è assolutamente gratuita, richiede solo l'iscrizione al sito www.ilrifugiodeimoai.it, che è gratuita.
7. Ogni partecipante dovrà indicare nel forum una breve presentazione del racconto e di se stesso.
8. Ultima regola: il premio andrà assegnato solo se l'autore avrà espresso le sue preferenze, altrimenti la vittoria sarà dichiarata nulla.
9. Espressione delle preferenze: 1 posto 5 voti, 2 posto 3 voti, 3 posto 1 voto, vince chi totalizza più voti.
10. Alla fine dell'invio dei file realizzeremo un ebook in pdf da scaricare sul sito www.ilrifugiodeimoai.it, sempre a titolo gratuito, con tutti i racconti pervenuti, in ordine di arrivo.


Il Rifugio dei Moai 

Clicca per vedere la discussione sul forum del Rifugio
 

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Gaja Cenciarelli a nudo

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, febbraio 29, 2008



Gaja Cenciarelli a nudo


Gaja Cenciarelli


Dopo le foto apparse in Rete
che la ritraggono senza veli e maschere
Gaja Cenciarelli è la più amata del Web.
Ma vittima d'un'ondata di puritanesimo
rischia d'essere cacciata dal posto di lavoro.


Non lasciamo che accada!
Anche tu puoi fare qualcosa.
Tutti insieme dimostriamole appoggio e solidarietà,
perché Gaja ha diritto di mettersi a nudo
e tutti Noi insieme a Lei.


Lascia un segno della tua solidarietà qui.

Presto indiremo una petizione
per cercare di salvare Gaja Cenciarelli
da una punizione inaccettabile
che davvero non merita.


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:47 | donne, polemiche, personaggi famosi, web , fiction, satira, iniziative, blogosfera, notizie dalla rete, preghiere, blogger, solidarietà, ingiustizia, scandali, goliardia, dalla parte delle bambine, suffragette, puritanesimo | clicca per commentare commenti (22)



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